3,5 miliardi di euro: questo l’importo dei danni causati dalla tempesta dei giorni scorsi

Dopo il momento della sopravvivenza si passa la momento della conta dei danni. Da un’analisi della situazione lungo la costa tirrenica i danni ammontano a circa 3,5 miliardi. Secondo il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, ogni anno i danni causati dalle calamità naturali si aggirano intorno ai 7 miliardi. Ma in questa occasione l’impatto è stato tale che la cifra aumenterà e il Governo dovrà far fronte aggiungendo una cifra da destinare in legge finanziaria. Ma quanto costerebbe invece la prevenzione? Il tema sarà oggetto di altro articolo. La distribuzione di questi importi molto probabilmente sarà: 1,3 miliardi di euro la Liguria, 1 miliardo la Toscana, 0.6 miliardi il Veneto, 0,2 il Lazio e il Trentino e 0,1 il Piemonte. Ma cos’è una mareggiata? Un fenomeno che si ha quando il moto ondoso presso le coste raggiunge il massimo della sua intensità e potenza, e le masse acquee subiscono una traslazione violenta e subitanea. Questa definizione porta intrinseca la parola distruzione e quindi danni economici

Il governatore della Liguria, Giovanni Toti, che ha già chiesto lo stato di calamità naturale afferma che la situazione è tragica, particolarmente nel Tigullio con infrastrutture – come il porto di Rapallo – devastate dalla mareggiata. Duramente colpita dal maltempo la pesca: tutte le marinerie liguri hanno subito ingenti danni.
Effettivamente la Liguria è stata nuovamente colpita e ancora una volta, al centro della cronaca nazionale: infatti quanto accaduto a Rapallo è incredibile visto che ha ceduto la parte superiore della diga del porto Carlo Riva, di circa una trentina di metri. Barche, anche di rilevanti dimensioni sono affondate. 19 persone salvate nella notte dai vigili del fuoco e dai soccorritori. Rapallo, Santa Margherita, Zoagli e Portofino hanno subito danni difficilmente calcolabili. Ma anche notizie tragiche dal Levante al Ponente.

Nel video di seguito registrato dai colleghi di Liguria Nautica è possibile capire quanto dolore ci sia in quelle acque.

Anche il Lazio dovrà fare i conti con gravi danni. La Capitale in tilt per il maltempo con alberi caduti, raffiche di vento, pioggia a raffica che ha causato una serie di allagamenti per i tombini intasati. Sulla costa sembrerebbero meno impattanti le condizioni rispetto ad altre regioni ma si dovrà intervenire anche in questo caso.

Nei conti del disastro ambientale ovviamente tutta la costa tirrenica compresa la Toscana. La provincia di Grosseto ha chiesto lo stato di calamità naturale e i maggiori danni si sono avuti all’Argentario, a Follonica, Marina di Grosseto e le isole dell’arcipelago toscano. Barche affondate e approdi distrutti, acqua che mangia la spiaggia fino alle abitazioni e stabilimenti balneari da ricostruire: la mareggiata che si è abbattuta è stata una delle più potenti della storia recente. «Da quarant’anni non si vedere una cosa del genere – dice l’assessore al mare Alberto Aloisi – è un disastro, la situazione è devastante. È da ieri che seguiamo con attenzione quello che sta accadendo e quando ci troveremo di fronte alla conta dei danni penso che si potrà parlare di interventi da centinaia di migliaia di euro».

Attesa una nuova perturbazione che porterà ancora temporali e mareggiate in Toscana, con il ritorno dell’allerta arancione”.  Dopo una breve tregua una nuova morsa del maltempo: l’attenzione è soprattutto sulle zone costiere, già colpite nei giorni scorsi.

Ci sarà tanto da fare e la domanda è se oltre la buona volontà ci saranno le condizioni politiche per sbloccare i fondi e mettere immediatamente mano ai soldi necessari per ricostruire. Occorrerà sfruttare tutte le finestre meteo per agire e ridurre al minimo l’impatto dell’inverno oramai alle porte. Se da un lato yacht prestigiosi come quello di Piersilvio Berlusconi giacciono sul fondo, tante ma tante altre imbarcazioni di piccoli appassionati andranno rimosse. Tutto ciò impatterà sull’ambiente con inquinamento dei mari ancor più grave. La preoccupazione è che la mancanza di consapevolezza sul cambiamento del clima possa essere il vero boomerang. Il Mediterraneo subisce oramai da qualche anno questo cambiamento con condizioni generalmente sempre più tropicali. Il che vuol dire che nel giro di qualche anno sempre più numerosi i fenomeni quali gli uragani che purtroppo porteranno devastazione. E la preoccupazione ulteriore è che se devastano un paese economicamente stabile come gli Stati Uniti, sull’Italia, da sempre in crisi economica, riusciranno a mettere in ginocchio. Quindi la stima dei danni molto probabilmente entro il 2020 sarà di circa 10 miliardi di euro all’anno.