A Fano il consorzio

Fano (Pesaro Urbino)- Riconvertire produzione e materiali delle imprese della nautica in nuove applicazioni improntate alle energie alternative. Ci sono in cantiere nuovi progetti per rivoluzionare un settore che fino ad ora era stato trainante per l’economia del territorio e che da tempo, purtroppo, vive una crisi senza precedenti. E se è vero che la necessità aguzza l’ingegno, vero è che al Consorzio Tecnologico dell’Adriatico – la società consortile nata qualche mese fa e che riunisce diverse aziende del settore – in questi ultimi tempi hanno lavorato alacremente per presentare una serie di progetti in sé rivoluzionari ed improntati alla riconversione del settore verso le energie alternative e l’ eco compatibilità.
 
Il primo a conoscere la validità e le potenzialità di questi progetti è stato il sindaco di Fano, Stefano Aguzzi che nei giorni scorsi ha ricevuto una delegazione del Consorzio tecnologico dell’Adriatico formata dal presidente Antonio Borgese e dai soci Paolo Moricoli e Giovanni Palazzi.
 
Al primo cittadino i rappresentanti del Consorzio hanno illustrato una serie di progetti ed elaborati tecnici ancora “top secret” che riguardano non solo imbarcazioni ma anche il settore civile ed applicazioni di uso pubblico. Il primo cittadino si è mostrato molto interessato alle iniziative e agli elaborati del CTA tanto che a breve saranno convocati dallo stesso sindaco dei tavoli tecnici formati da rappresentanti dell’amministrazione e del Consorzio per esaminare fattibilità e modi di applicazione dei singoli progetti.
 
In questa fase al Comune di Fano il Consorzio Tecnologico dell’Adriatico, aderente al sistema CNA, chiede promozione e sostegno per tentare di rilanciare e favorire la trasformazione di un settore strategico per il territorio verso il futuro. “Mancano ancora i finanziamenti e per questo – dice il presidente del CTA Antonio Borgese – chiediamo il sostegno da parte degli istituti di credito del territorio affinchè i progetti in cantiere possano trovare adeguati finanziamenti per poter essere realizzati”.
 
“In questa fase – affermano ancora dal CTA – occorre dimostrare con i fatti che si vuole aiutare un settore ad uscire dalla crisi e per questo chiederemo alle banche un aiuto concreto ai nostri progetti la cui applicazione potrà avere ricadute positive sul territorio e sugli stessi finanziatori”.

Share