American Magic the America’s Cup team: coinvolgere i partner verso il successo

Nei giorni scorsi si è svolta una conferenza stampa, in modalità rigorosamente online, del team American Magic, il team sfidante alla prossima Coppa America, in rappresentanza dello Yacht Club più prestigioso al mondo: il New York Yacht Club. La conferenza è stata moderata dal Category Managing Director di Helly Hansen Oyvind Vedvik e ha avuto come protagonista Terry Hutchinson, fortissimo velista americano, giunto alla sua 5°Coppa America, ma prima in assoluto come Team Principal.

Il New York Yacht Club, ricordiamo è stato detentore della Coppa per 146 anni e per questo motivo abbiamo chiesto a Terry Hutchinson se sente maggiormente la pressione nel rappresentare il club come manager o come velista, visto che l’obiettivo dichiarato è riportare la Coppa in quei saloni dove ha risieduto per tanti anni.

Non sento particolare differenza nel rappresentare questo club come velista o come manager – dichiara Terry Hutchinson – Sono stato coinvolto in questa avventura e darò il meglio in entrambi i casi. Per me è un tale onore tentare di riportare la coppa a casa che sento questa sfida dal profondo del cuore. Sappiamo a che punto siamo ora e sappiamo quale deve essere il punto di arrivo a dicembre quando scenderemo in acqua in Nuova Zelanda“.

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C’è qualcosa Terry che ti ha colpito di queste imbarcazioni?

Beh sicuramente immaginare al simulatore prima e in acqua poi che se vai alla velocità di 45 nodi sei lento. Una cosa mai provata prima che è molto eccitante perché sappiamo che ogni decimo di nodo in più vuol dire fare sempre meglio. E per questo molti aspetti sono e restano segreti“.

L’impatto di un progetto del genere è tale che è necessario coinvolgere i nostri partner. Per esempio un buon riferimento può essere quello dello sviluppo di un giubbotto di salvataggio. L’obiettivo è chiaro, deve farti galleggiare, ma lo sviluppo costante è l’indossabilità;  per questo con Helly Hansen abbiamo avuto un significativo incremento di performance testando giorno per giorno diverse soluzioni. Tutto l’equipaggio ha dato un contributo affinché sia compatibile con gli indumenti e quindi sia indossabile non modificando l’aerodinamica.

Grazie per questa risposta quindi quale è l’abbigliamento tecnico che più preferisci?

Sicuramente la stagna, l’ultimo strato che deve essere prodotta usando materiali leggeri, impermeabili, resistenti e aerodinamici appunto. Fra l’altro anche con la variazione della temperatura dell’aria in funzione della velocità della barca deve essere sempre confortevole per non creare disagio all’equipaggio. Quindi ideale dalle brezze con una bella temperatura fresca, alla grande velocità quando fatica e adrenalina scorrono nelle vene durante la regata.

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