Azzurra non solo in acqua, anche al museo

  E’ bresciana l’ultima «regata» di Azzurra. La mitica barca della prima sfida italiana in Coppa America inizierà dalla Franciacorta l’ultimo viaggio prima di entrare in un museo accanto al sommergibile Toti. Ristrutturazione nei cantieri Maxi Dolphin di Erbusco prima di trovar posto al Museo della Scienza di Milano Un «regalo» di Vittorio Moretti a una barca leggendaria. Il cantiere della Maxi Dolphin a Erbusco al lavoro su Azzurra

Erbusco. Restyling bresciano per la mitica «Azzurra ’83». La prima imbarcazione italiana a partecipare alla America’s Cup è ospite dalla primavera dello scorso anno della Maxi Dolphin di Erbusco, cantiere nautico del gruppo Terra Moretti per un restauro completo. Tra qualche settimana la struttura dovrebbe essere tolta dalle impalcature ed iniziare la sua «seconda vita».
LA PASSIONE di Vittorio Moretti, proprietario del cantiere e socio dello Yacht club Costa Smeralda (i proprietari di Azzurra), dove partecipa attivamente alla vita del club (riportando anche prestigiosi risultati), ha portato a Brescia uno dei gioielli che hanno fatto la storia della vela in Italia. Dopo Azzurra un’intera nazione si è appassionata alle vicende sportive dei suoi «fratellini»: il Moro di Venezia, Luna Rossa (che nel ’99 ad Auckland vinse la Vuitton Cup prima di arrendersi a Black Magic in Coppa America) ed il più sfortunato Mascalzone Latino. L’imbarcazione di 23 metri interamente in alluminio sarà portata al museo della Scienza e della Tecnica all’inizio dell’anno prossimo. Nel museo sarà vicino al «Toti», altra icona marinara d’Italia. La storia dell’imbarcazione del resto è prestigiosa e non può che riservare una pagina speciale nei libri di storia dello sport, e non solo: fu voluta da Gianni Agnelli e progettata dall’architetto Andrea Vallicelli, l’armatore era l’Aga Khan, lo skipper Cino Ricci, il timoniere Mauro Pelaschier. Arrivò terza in quell’edizione dell’America’s Cup. Il recupero sarà quasi totale per l’«originale» (una copia partecipò all’edizione ’87 di Freemantle, ma non ebbe lo stesso successo): winch, maniglie, coperta ricostruita quasi al cento per cento. Il pubblico la potrà ammirare nella sua totalità.
LA STORIA di Azzurra ebbe inizio grazie a Cino Ricci e alcuni membri dello Yccs nell’autunno del 1980, al termine della Sardinia Cup. Fu allora che si decise di lanciare una sfida all’America’s Cup del 1983. Il 31 marzo 1981 il Consorzio «Sfida Italiana America Cup 83» si presentò agli organizzatori del Nyyc, supportato dal Principe Karim Aga Khan e da Gianni Agnelli oltre che da 17 compagnie italiane. Nell’ottobre 1981, l’architetto navale Andrea Vallicelli, con Vittorio Mariani, Nicola Sironi e Patrizia Ferri si misero al lavoro per disegnare la nuova barca. Lo yacht azzurro fu varato il 19 luglio 1982.
La storia sportiva è nota: gli italiani riuscirono a vincere 24 regate su 49 disputate nella Louis Vuitton Cup del 1983. La più eclatante rimane quella contro Australia II KA 6, in seguito vincitrice dell’America’s Cup (decima regata del secondo Round Robin). Azzurra avanzò senza difficoltà alle semifinali della Louis Vuitton Cup e terminò terza, dietro Australia II e l’inglese Victory ‘ 83 K 22, ma davanti a Canada One KC 1. Nel 1986-7, Azzurra fece da barca lepre ad Azzurra II, III e IV rimanendo sempre in possesso dello Yacht Club Costa Smeralda.

FONTE: BresciaOggi

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