Istruttori di vela chi li tutela? Gli istruttori di vela – 2a parte

Il tema della figura dell’istruttore di vela, è un tema di assoluta attualità, visto che la stagione di scuola vela sta per ripartire e le attività agonistiche riavviano la loro quotidianità con gli allenamenti, in attesa di un calendario di regate che torni alla normalità. Approfondendo quindi questi aspetti è necessario capire quale sia la percezione dell’istruttore di vela, sull’istruttore di vela. E lo abbiamo fatto con l’ausilio degli organizzatori del sondaggio su questa categoria professionale.


C’è da considerare un dato di fatto, ovvero che nell’ immaginario collettivo, l’istruttore di vela viene visto come uno stagionale anziché come un lavoratore a tempo pieno. Quest’ultimo è impegnato su quasi 12 mensilità, fatta eccezione per la prima decade di Agosto, in cui per il traffico in mare del diporto, le alte temperature e le vacanze programmate dalle famiglie degli allievi, si è soliti sospendere le attività agonistiche e di scuola vela.

L’IMPEGNO DELLA FIGURA DELL’ISTRUTTORE DURANTE L’ANNO

Bisogna tenere presente che dal punto di vista pratico una stagione di un giovane “atleta” (in classe Optimist, Laser, 420, 29er, OpenBic, Rs Feva, Tecno 293, ecc.) è costruita attorno ad un calendario che solitamente prevede la partecipazione a:

  • Campionati Zonali (In media almeno 1 data al mese per tutto l’anno sul territorio di competenza della zona Fiv di appartenenza);
  • Selezioni Zonali e Interzonali (solitamente tra Aprile e Giugno);
  • Campionati Italiani di classe (solitamente tra la fine di Agosto e gli inizi di Settembre);
  • Campionati del Mondo (tra Luglio e Settembre);
  • Circuito nazionale e internazionale di classe (da Febbraio a Novembre);
  • Trofei di alto livello di preparazione (vedi per esempio nella classe optimist il trofeo Marcello Campobasso a Napoli del 2-3-4-5-6 Gennaio o la Carnival Race di Crotone, solitamente ai principi di Febbraio o il meeting del Garda in occasione delle vacanze scolastiche di Pasqua).

TIPOLOGIA DI CONTRATTI PER L’ISTRUTTORE

Questa è l’ossatura su cui un istruttore professionista elabora la stagione e la preparazione necessaria per far esprimere al proprio allievo il 100% delle sue potenzialità. Il tutto va poi incastrato con le attività di promozione e di scuola vela che si svolgono su 11 mensilità e che, per l’affluenza estiva ed i corsi full immersion, richiedono l’affiancamento di un istruttore stagionale a quello occupato in pianta stabile nel circolo.

A fronte di tutto questo impegno tradotto in tempo, responsabilità, competenze tecniche e aggiornamento, le tutele riservate a questa professione sono inesistenti. La maggior parte degli istruttori/allenatori lavora a gettone, giorno per giorno, o con contratti : “CO-CO-CO.”.

CONTRIBUTO 600€

Emblematico della situazione fin qui descritta è stato che, durante il lockdown, il Ministero sport e salute, ammettendo come criterio di preferenza per l’erogazione del contributo di 600 euro, il non aver superato il limite di 10000 euro per i compensi dell’attività professionale 2019, ha di fatto erogato questo sussidio per gli stagionali e non per i professionisti del settore che svolgono il lavoro come primo impiego e con soluzione di continuità durante tutto l’anno.

INIZIATIVE DELLA FIV A SUPPORTO DELLA RIPARTENZA

Le iniziative messe in campo dalla federazione sono a supporto essenzialmente dei circoli: si parte dal tesseramento, con un rinvio di due mesi del prelievo delle quote di tesseramento dalle casse delle Società affiliate, spostato all’8 giugno, per passare all’aumento del 20% della quota di rimborso degli Ufficiali di Regata, da 78 a 93 euro. Inoltre la manovra tende anche a prevedere un importante sostegno a lunga scadenza, con la riduzione del 50% delle quote di iscrizione per le riaffiliazioni del 2021. In effetti la Federazione ha predisposto una serie di agevolazioni economiche per sgravare i circoli in questo periodo di inattività.

SUPPORTO ECONOMICO DA PARTE DI SPORT E SALUTE

Un intervento economico diretto sui tecnici era impensabile, considerate quelle che sono le risorse economiche dell FIV ,ma come di qualsiasi federazione nazionale, d’altronde. Fortunatamente un intervento c’è stato da Sport e Salute, sotto le indicazioni delle stesse federazioni,che, seppure indirettamente, hanno consentito ad una parte dei tecnici, di tirare un sospiro di sollievo.

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23 maggio 2020

In questo periodo di lock down, numerose sono state le dirette in cui si è parlato degli operatori del settore della nautica in generale e della vela in particolare. Alla Camera è fermo un disegno di legge di revisione del Codice della Navigazione, dove, fra i temi, si parla anche della figura di istruttore professionale e di istruttore dilettantistico. Nella precedente edizione del codice si legge: l’istruttore “colui che insegna professionalmente, anche in modo non esclusivo e non continuativo, a persone singole e a gruppi di persone le tecniche della navigazione a vela in tutte le loro specializzazioni, esercitate con qualsiasi tipo di unità, in mare, nei laghi e nelle acque interne”. Viene previsto un elenco nazionale che abilita all’esercizio della professione in tutto il territorio della Repubblica. Per essere iscritti in detto elenco, oltre ad una serie di requisiti psicofisici, sarà necessario essere munito di apposita assicurazione e aver ottenuto un brevetto rilasciato dalla Marina militare, dalla Federazione Italiana Vela o dalla Lega Navale Italiana. Ogni tre anni sarà necessario frequentare un corso di aggiornamento professionale al fine di mantenere l’iscrizione in detto elenco. Eventuali sanzioni saranno comminate dal Capo del compartimento marittimo del luogo in cui è stata commessa la condotta.

Un argomento interessante in quanto emerso sia nell’intervista avuta con il presidente della FIV, Francesco Ettorre che con il presidente del Centro Velico Caprera, Paolo Bordogna.

Indubbiamente con l’arrivo dell’estate, con la riapertura post Covid-19 e con il piano di comunicazione a sostegno delle scuole vela, la figura dell’istruttore di vela torna ad essere un tema centrale. Tra le iniziative degne di nota degli ultimi periodi, c’è stato un sondaggio organizzato da un gruppo di istruttori federali, destinato a tutti gli istruttori, nato per creare un’analisi di dettaglio sulle reali esigenze degli istruttori. Infatti troppo spesso nascono iniziative in cui il punto di vista di questa categoria, non è opportunamente considerato, perché fondamentalmente non ancora è una professionale, univocamente riconosciuta.
Abbiamo chiesto agli organizzatori di questo sondaggio di darci qualche spunto per capire quali possano essere gli obiettivi di un sondaggio che ha un campione significativo di utenti che hanno risposto (394 su un totale di quasi 2500).

ISTRUTTORI DI VELA: COME NASCE L’IDEA

La pandemia generata dal Covid 19 nel Mondo, con il conseguente lockdown, ha imposto uno stop generale di tutte le attività lavorative, incluse quelle sportive. La categoria professionale dell’istruttore di vela è stata tra quelle meno tutelate e che non ha potuto beneficiare di grandi sussidi. In questo contesto, è successo che una sera un normalissimo gruppo di amici e colleghi, legati dalla stessa passione per l’insegnamento della vela a diversi livelli, si è ritrovato a chiedersi quale fosse lo strumento di base più adatto ad aiutare la propria categoria di lavoratori ad uscire dallo stato di precarietà nel quale si conduce la professione, acuito dalla mancanza di forme contrattuali adeguate.

UNA FOTOGRAFIA DELLA CATEGORIA PROFESSIONALE

La prima esigenza saltata fuori è stata la necessità di elaborare una fotografia della situazione dell’intera categoria professionale che fosse oggettiva e scevra di qualsiasi forma di preconcetto e di polemica. Il caso ha voluto che in quel gruppo di istruttori/allenatori ci fosse chi avesse gli strumenti e il background giusto per condurre un’indagine statistica con tutti i crismi, al fine di analizzare i dati ottenuti e ,con metodologia, elaborare un report oggettivo e attendibile da mettere a disposizione di tutti gli attori del settore( dalla federazione agli enti governativi preposti).

DIMENSIONE DEL CAMPIONE DI RIFERIMENTO

Sono stati compilati 394 questionari. Non è stata ancora verificata la presenza di eventuali doppioni, ma c’è ragione di credere che qualcuno si sia preso il disturbo di compilare il questionario più di una volta. C’è grande fiducia sulla veridicità dei questionari ricevuti. Ad ogni buon conto, nel report finale saranno campionati i dati proprio per evitare doppioni

LA DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA DEL CAMPIONE

E’ stata divisa l’italia in tre macro aree. Su questa base i dati indicano che dal Nord Italia sono giunti 111 questionari, 88 dal centro Italia e 135 dal sud Italia isole comprese con un’età media di 38 anni. La maggioranza dei questionari sono pervenuti da istruttori di 1° livello che comunque rappresentano la percentuale più grande in riferimento agli istruttori iscritti al registro. Nel dettaglio sono pervenuti 248 questionari dagli istruttori di 1° livello, 81 dai secondi livello, 51 dai terzi livello e 13 dai quarti livello. In rapporto ai numeri bisogna considerare che gli istruttori di IV livello iscritti al registro sono solo 25 ed al questionario hanno risposto in 13, quindi più del 50%.

to be continued