Distretto nautico per il rilancio del porto

In via di risoluzione, pare, la procedura concorsuale che venne varata nell’estate di tre anni fa a causa delle difficoltà finanziarie in cui era incappata l’azienda, in attesa dell’omologa del tribunale di Larino, i Cantieri navali di Termoli cercano di riposizionarsi con slancio nel segmento della nautica da diporto, presentando un progetto alla Regione Molise, in cui agirebbe da capofila, insieme ad altre 37 imprese, per creare un rapporto di filiera nel settore delle costruzioni di megayachts, con la partecipazione di aziende locali già fidelizzate e con l’inserimento anche di una ditta croata, che implementerebbe risorse umane ed economiche.
Da Termoli Online – Una partnership che potrebbe essere il tassello di un mosaico di interventi capace di realizzare davvero quel polo transfrontaliero, con la costa adriatica dell’ex Jugoslavia che da anni viene additata quale modello di sviluppo e sbocco eventuale per l’economia molisana.

Il forte interesse per il mercato croato è suffragato dalla carta nautica internazionale, che proprio nelle rotte di Ploce e dintorni vede indirizzare i flussi diportistici importanti del Mediterraneo occidentale, grazie al processo di stabilizzazione nei Balcani e all’istituzione dell’Euroregione, con il coinvolgimento che di Slovenia, Albania, Montenegro e Grecia.

Numeri crescenti anche quelli del collegamento tra Termoli e le isole di Hvar e Korcula, che in otto settimane ha registrato quasi 3.000 passeggeri sul catamarano della Ltm srl.

Un occhio anche all’est Europa più remoto, che punta sull’aumento del potere d’acquisto e della propensione al consumo di realtà come Ungheria e Austria.

Un distretto locale che fosse capace di organizzare e commercializzare i prodotti varati nella filiera, progettando e costruendo natanti e off-shore, arredamenti d’interni, verniciatura e tutta l’impiantistica di bordo, sino a gestire i servizi marittimi, all’assistenza in mare e a terra e alla manutenzione.
Per un progetto in rampa di lancio, tuttavia, una infrastruttura che rischia di venire meno, come il porto turistico di Campomarino, che chiuderà  da oggi i battenti a causa della controversia tra l’amministrazione comunale e la società Porto Skanderberg.

Vicissitudini di carattere sia politico che legato alla carenza di quei fondi necessari a sottrarre dall’insabbiamento la darsena alla base di questa serrata. L’ennesima occasione persa dal Molise costiero.

emanuelebracone@termolionline.it

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