Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte

Dpcm Conte 24 ottobre 2020: le regole per lo sport

L’emergenza coronavirus non si ferma e la curva dei contagi continua a salire vertiginosamente anche in Italia. I dati degli ultimi giorni hanno allarmato il governo, che ha deciso di correre ai ripari. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha così firmato il Dpcm del 24 ottobre 2020, illustrato in conferenza stampa il 25 ottobre, prevedendo nuove misure restrittive in vigore da lunedì 26 ottobre fino al prossimo 24 novembre. L’obiettivo è rallentare la diffusione del Covid-19 e dare respiro alle strutture sanitarie.

Il Dpcm è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 25 ottobre 2020. Si tratta del terzo Dpcm nel mese di ottobre 2020 e va a sostituire i precedenti (13 e 18 ottobre). Vediamo, testo alla mano, quali sono le decisioni prese per quanto riguarda in particolare lo sport.

Dpcm Conte 24 ottobre 2020 sport, tutte le misure

All’articolo 1, “Misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale”, sono contenute anche le disposizioni in merito allo sport. Vediamo, in base a quanto previsto nel testo del Dpcm del 24 ottobre 2020, cosa è possibile e cosa non è possibile fare sul fronte dell’attività sportiva.

Attività sportiva, cosa dice il nuovo Dpcm

L’articolo 1, comma 9, “Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus Covid-19 sull’intero territorio nazionale si applicano le seguenti misure”, lettera d) recita: “E’ consentito svolgere attività sportiva o attività motoria all’aperto, anche presso aree attrezzate e parchi pubblici, ove accessibili, purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l’attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività salvo che non sia necessaria la presenza di un accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti”.

Competizioni sportive, le regole del Dpcm Conte 24 ottobre 2020

Alla lettera e) si legge: “Sono sospesi gli eventi e le competizioni sportive degli sport individuali e di squadra, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato; restano consentiti soltanto gli eventi e le competizioni sportive, riconosciuti di interesse nazionale, nei settori professionistici e dilettantistici, dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato italiano paralimpico (CIP) e dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva, ovvero organizzati da organismi sportivi internazionali, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico, nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive Federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate ed enti di promozione sportiva; le sessioni di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, degli sport individuali e di squadra partecipanti alle competizioni di cui alla presente lettera sono consentite a porte chiuse, nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate ed enti di promozione sportiva”.

Dpcm palestre, sospese le attività

Secondo quanto previsto dalla lettera f), “sono sospese le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali, fatta eccezione per quelli con presidio sanitario obbligatorio o che effettuino l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza, nonché centri culturali, centri sociali e centri ricreativi; ferma restando la sospensione delle attività di piscine e palestre, l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere svolte all’aperto presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, sono consentite nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, in conformità con le linee guida emanate dall’Ufficio per lo sport, sentita la Federazione medico sportiva italiana (FMSI), fatti salvi gli ulteriori indirizzi operativi emanati dalle Regioni e dalle Province autonome, ai sensi dell’articolo 1, comma 14, del decreto-legge n. 33 del 2020; sono consentite le attività dei centri di riabilitazione, nonché quelle dei centri di addestramento e delle strutture dedicate esclusivamente al mantenimento dell’efficienza operativa in uso al Comparto Difesa, Sicurezza e Soccorso pubblico, che si svolgono nel rispetto dei protocolli e delle linee guida vigenti”.

Competizioni sportive di interesse nazionale

Alla lettera g) è previsto: “Fatto salvo quanto previsto alla lettera e) in ordine agli eventi e alle competizioni sportive di interesse nazionale, lo svolgimento degli sport di contatto, come individuati con provvedimento del Ministro per le politiche giovanili e lo sport, è sospeso; sono altresì sospese l’attività sportiva dilettantistica di base, le scuole e l’attività formativa di avviamento relative agli sport di contatto nonché tutte le gare, le competizioni e le attività connesse agli sport di contatto, anche se aventi carattere ludico-amatoriale”.

Ingresso in Italia dall’estero, le regole per gli atleti

Le disposizioni alla lettera h) recitano: “Al fine di consentire il regolare svolgimento delle competizioni sportive di cui alla lettera e), che prevedono la partecipazione di atleti, tecnici, giudici e commissari di gara, e accompagnatori provenienti da Paesi per i quali l’ingresso in Italia è vietato o per i quali è prevista la quarantena, questi ultimi, prima dell’ingresso in Italia, devono avere effettuato un test molecolare o antigenico per verificare lo stato di salute, il cui esito deve essere indicato nella dichiarazione di cui all’articolo 5, comma 1, e verificato dal vettore ai sensi dell’articolo 7. Tale test non deve essere antecedente a 72 ore dall’arrivo in Italia e i soggetti interessati, per essere autorizzati all’ingresso in Italia, devono essere in possesso dell’esito che ne certifichi la negatività e riporti i dati anagrafici della persona sottoposta al test per gli eventuali controlli. In caso di esito negativo del tampone i soggetti interessati sono autorizzati a prendere parte alla competizione sportiva internazionale sul territorio italiano, in conformità con lo specifico protocollo adottato dall’ente sportivo organizzatore dell’evento”.

Impianti sciistici, la chiusura nel Dpcm

La lettera mm) del comma 9, articolo 1, dispone: “Sono chiusi gli impianti nei comprensori sciistici; gli stessi possono essere utilizzati solo da parte di atleti professionisti e non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato Italiano Paralimpico (CIP) e/o dalle rispettive federazioni per permettere la preparazione finalizzata allo svolgimento di competizioni sportive nazionali ed internazionali o lo svolgimento di tali competizioni. Gli impianti sono aperti agli sciatori amatoriali solo subordinatamente all’adozione di apposite linee guida da parte della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e validate dal Comitato tecnico-scientifico, rivolte ad evitare aggregazioni di persone e, in genere, assembramenti”.

Regate, cosa accade con il Dpcm

E in questa situazione cosa accade al mondo della vela? Secondo quanto reso noto dalla Federazione italiana vela, “per disposizione Fiv, presa nella prima fase Covid, tutte le regate a calendario sono considerate di calendario nazionale per cui da un punto di vista formale, a priori rispetto alle eventuali considerazioni cautelative condivisibili del C.O., le disposizioni del Dpcm non impattano al momento sulle regate in programma”.

Foto: CC-BY-NC-SA 3.0 IT