Estrazioni del lotto dal profondo Sud

Continua quella che è stata definita una “lotteria oceanica” per i sei team partecipanti alla seconda tappa della Volvo Ocean Race. Mentre la testa della flotta è stata presa da PUMA e CAMPER, vicinissimi e che continuano con l’opzione est come fanno anche Abu Dhabi e Telefonica, rispettivamente terzi e quinti, i cinesi di Team Sanya e i francesi di Groupama 4 hanno fatto scelte coraggiose e rischiose. Assomiglia a una lotteria quello che sta vivendo la flotta impegnata nella seconda tappa della Volvo Ocean Race. Gli dei del vento continuano a fare del loro meglio per rendere la vita difficile ai sei team, con venti leggeri e instabili, intervallati da forti raffiche e temporali carichi di pioggia che costringono gli equipaggi alla massima concentrazione e a lunghe ore di lavoro, contribuendo alla loro stanchezza fisica e mentale. “Non ho mai navigato in un posto così frustrante in vita mia” ha confermato Justin Slattery, prodiere di Azzam, la barca dell’Abu Dhabi Ocean Racing “con la meteo che non si decide a prendere una decisione.”
Durante le ultime ore i leader provvisori, gli spagnoli di Team Telefónica hanno lasciato la posizione di battistrada prima agli americani di PUMA Mar Mostro e di CAMPER. Entrambi mantengono la rotta “tradizionale” verso est, mentre altrove nella flotta si sono viste opzioni tattiche piuttosto radicali. La scelta più estrema, una scommessa “tutto o niente” sembra essere quella dei francesi di Groupama sailing team che potrebbero aver staccato il biglietto per passare oltre il fronte occluso che da oltre 72 ore sta tenendo in trappola la flotta. 24 ore fa il navigatore Jean-Luc Nélias, infatti ha preso la decisione di spingere lo scafo francese più a sud, per cercare una rotta che permettesse di scavalcare, finalmente, la zona di bassa pressione che ha impedito il progresso verso la meta. A una prima analisi, sembra che la mossa coraggiosa dei transalpini possa dare i propri frutti, visto che Groupama 4 è effettivamente entrato in un’area di maggiore vento. Se, i francesi riusciranno ad evitare gli effetti della alta pressione dell’indiano meridionale e ad agganciare gli alisei orientali, si può ipotizzare una navigazione veloce che li porti a recuperare terreno sugli avversari. E’ curioso notare che Groupama 4, oggi è più distante dalla linea del traguardo di quanto non lo fosse alla partenza da Città del Capo, tanto da far dichiarare al Media Crew Member Yann Riou: “C’è un premio per la barca che fa il maggior numero di miglia in 24 ore, peccato che non ce ne sia uno per la barca che fa più miglia in totale, sarebbe nostro di sicuro!”

Secondo quanto calcolato dal Race Control di Alicante, in un interessante confronto, fino ad ora queste sono le miglia coperte dai diversi team: Abu Dhabi 1.661; Telefonica 1.665; Sanya 1.684; PUMA 1.694; CAMPER 1.699 e Groupama 4 1.868.

Mossa coraggiosa è stata anche quella di Team Sanya guidato dallo skipper neozelandese Mike Sanderson, che dopo alcuni giorni di studio, ha deciso di cambiare completamente strategia, puntando a nord per cercare di attraversare la depressione tropicale a settentrione. Una scelta molto rischiosa che potrebbe intrappolare il team cinese in una zona di venti contrari molto intensi, senza una possibile via d’uscita. E, tuttavia, non sarebbe la prima volta che il navigatore norvegese Aksel Magdahl dà prova di grande coraggio, nell’edizione precedente, infatti, quando era a bordo di Ericsson 3, tirò fuori dal cappello una mossa tanto coraggiosa da garantire al team la vittoria della tappa più lunga, quella del passaggio di Capo Horn. Magdahl, in un contatto con in centro di controllo di Alicante, ha descritto così la sua scelta: “Stiamo prendendo un rischio, in confronto al resto della flotta, ma dalla posizione in cui siamo sembra che questo sia la rotta più veloce per il traguardo e noi cerchiamo sempre la rotta più veloce. Abbiamo notato questa situazione ormai da molto e pensiamo che sia ancora fattibile. Ci sono dei rischi, soprattutto per le prime 24 ore. Naturalmente è strano fare quasi un’inversione a U, come stiamo facendo. Puntiamo verso la bassa pressione al largo del Madagascar, sperando di avere del vento buono, e ci troveremo dall’altra parte della bassa. Fra 24 ore vedremo. È frustrante perché ne abbiamo parlato molto negli ultimi tre giorni, e è un peccato che abbiamo deciso solo oggi, se l’avessimo presa ieri la decisione, adesso saremmo molto avanti!”

Per aggiungere complicazione al tutto, Eolo ha deciso di buttare sul tavolo da gioco la depressione tropicale che si sta formando al largo della costa del Madagascar, e che porterà venti forti, fino a 40 nodi, secondo le previsioni. Ciò significa che i Volvo Open 70 che si troveranno nella parte est della bassa, saranno costretti a navigare di bolina, mentre Groupama 4 potrebbe godere di un’andatura con un angolo al vento più largo, dando ai francesi un grande vantaggio. Naturalmente bisognerà vedere se la meteo, la cui interpretazione ha creato tanti mal di testa ai navigatori così come agli esperti a terra, rispetterà queste previsioni.

Il resto della flotta, intanto, non ha ancora trovato la via d’uscita definitiva. PUMA e CAMPER stanno battagliando per la leadership distanziati da meno di un miglio, mantenendo una rotta a est, continuando a sperare di trovare una soluzione che possa proteggerli se l’opzione dei francesi si dimostrasse più valida. Stessa rotta anche per Abu Dhabi e Team Telefónica, che però sono scesi in terza e quinta posizione e hanno, loro malgrado velocità più basse degli avversari. Una settimana dalla partenza da Città del Capo, al rilevamento delle ore 13 GMT (le 14 ora italiana) la prima posizione è quindi occupata da PUMA, che ha 0,9 miglia di margine su CAMPER, poco più di nove su Abu Dhabi, 22,2 su Team Sanya e 34,4 su Telefónica, mentre il distacco di Groupama 4 è di 118,4 miglia. I francesi, però fanno registrare la migliore velocità con 15, 3 nodi.

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