GGYC: azione legale per violazione del mandato fiduciario

New York, NY, 26 ottobre 2009 – L’incurante e ripetuta mancanza di considerazione nella gestione dell’America’s Cup da parte della Société Nautique de Geneve (SNG) ha spinto il Golden Gate Yacht Club (GGYC) a chiedere alla Suprema Corte di New York di rimuovere lo yacht club svizzero dalla sua posizione di amministratore fiduciario (Trustee) in una azione legale per violazione degli obblighi di fiducia presentata oggi.

Al suo posto, il GGYC – Challenger of Record della 33° America’s Cup – ha chiesto alla Corte di nominare un sostituto leale, adatto ed idoneo, che sorvegli il prossimo Match che si disputerà nel 2010, a partire dall’8 febbraio.
Un nuovo amministratore fiduciario assicurerebbe condizioni imparziali per entrambi i concorrenti, cosa che la SNG ha negato al GGYC con la sua orchestrazione e manipolazione delle regole e delle procedure, al fine di garantire che il team defender, Alinghi, non possa perdere.
Il GGYC ed il suo sailing team, BMW Oracle Racing, restano impegnati a disputare il Match nelle date di febbraio 2010 decise dalla Corte. Non c’è intenzione con questa azione di cambiare il ruolo di Alinghi come sailing team della SNG e defender della Coppa.
Le principali delle innumerevoli mancanze della SNG, elencate nell’azione legale per violazione degli obblighi di fiducia, sono:

  • offerta dei diritti di ospitalità dell’America’s Cup al fine di ottenere segreti vantaggi commerciali
  • ripetuti tentativi di prendere il controllo delle regole al fine di assicurare che Alinghi non possa perdere
  • manovre per squalificare la barca del GGYC nonostante le assicurazioni alla Corte Suprema di New York che questo non sarebbe avvenuto
  • scelta di Ras‐al‐Khaimah per la 33° Coppa per promuovere i propri interessi commerciali esponendo il GGYC ad un pericolo non necessario.

 

“Vincere la Coppa porta non solo onore ed orgoglio, ma anche responsabilità. L’onore si può perdere, ma le responsabilità restano”, ha dichiarato Russell Coutts, Skipper e Direttore Generale del team sfidante del GGYC, BMW Oracle Racing.

“L’America’s Cup è considerata una competizione difficile da vincere, ma non che sia impossibile perderla”, ha aggiunto Coutts.
L’azione legale dichiara anche che l’America’s Cup è stata usata come pretesto per ricavare enormi benefici commerciali attraverso segreti e complicati accordi per la selezione di Valencia e di Ras‐al‐Khaimah come sedi ospitanti dei Match della 32° e 33° America’s Cup.
È chiaro che le entità associate ad Ernesto Bertarelli hanno usato a proprio vantaggio l’America’s Cup per guadagnarci.
“La SNG dice che ha il diritto di cambiare le regole per le regate dell’America’s Cup in ogni momento e selezionare tutti gli arbitri. È come lasciare che i Phillies cambino le regole per le World Series dopo la partenza e selezionino tutti gli arbitri”, ha detto David Boies, presidente
di Boies, Schiller & Flexner.

“La correttezza di base e la sportività richiedono un contesto con regole del gioco stabilite e giudicate da giudici liberi da interferenze. La Corte aveva già impedito alla SNG di negoziare regole inique con un falso concorrente orchestrato dalla SNG. Ci auguriamo che la SNG ora abbandoni i suoi sforzi per vincere manipolando le regole e facendo accordi di nascosto.
Lasciamo che la barca migliore vinca sull’acqua”, ha aggiunto Boies.
Il GGYC, inoltre, in una diversa causa legale di fronte alla Corte Suprema di New York, contesta la scelta di Ras‐al‐Khaimah da parte della SNG, perché espressamente contraria alla esplicita revisione del Deed of Gift, secondo cui la Coppa può solo disputarsi nell’emisfero nord nelle date comprese tra il 1° maggio ed il 1° novembre.
Nonostante sia l’amministratore fiduciario, ed in violazione dei suoi doveri, la SNG non ha interpellato il GGYC in nessun momento nel corso della selezione di Ras‐al‐Khaimah, una località che sapeva non soddisfare la chiara previsione del Deed of Gift e che espone lo sfidante americano ad un pericolo non necessario.
Le azioni della SNG dopo la vittoria dell’America’s Cup nel 2003 e la sua difesa nel 2007 hanno portato un clamore di protesta in tutta la comunità velica del mondo.
“Ernesto Bertarelli ha approfittato del contrappeso competitivo pertinente al detentore della Coppa, previsto dal Deed of Gift, a livelli assurdi ed osceni. Dalle sue azioni in terra ha cercato di assicurarsi che non possa essere battuto in acqua”, ha commentato Bill Koch, il cui team
America3 è stato il defender vittorioso nell’America’s Cup del 1992.

L’italiano Vincenzo Onorato, tre volte sfidante, ha detto con riferimento alle regole proposte da Alinghi per la prossima Coppa: “Questo è il documento più antisportivo che sia mai stato fatto”.

L’America’s Cup ha avuto successo per 158 anni, nonostante la Guerra Civile Americana, due Guerre Mondiali e numerose crisi economiche.
Il più antico trofeo sportivo del mondo è ora in pericolo per via di azioni egoistiche ed a proprio vantaggio compiute dallo yacht club svizzero, dal team che lo rappresenta, Alinghi, dall’America’s Cup Management (entrambi controllati da Ernesto Bertarelli) e da altri affiliati.

Una copia della azione legale per violazione degli obblighi fiduciari è reperibile su:
http://www.ggyc.com/acnews.php

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