Grandi velisti ma pessimi manager

Nei giorni scorsi è scoppiato lo scandalo in Coppa America. Si di scandalo si tratta perché a ricorrere alla truffa è stato lo stesso team che sta organizzando la Coppa e che è detentore della stessa: Oracle TeamMettiamo ordine ai fatti e leggiamo il comunicato stampa emesso da Oracle: Il Team USA si ritira dagli atti del circuito AC45, in modalità retroattiva, escludendosi dalle ultime quattro regate della AC World Series. Questa scelta segue un’indagine interna condotta da CEO Russell Coutts, che ha dichiarato che prima di correre nelle regate della Series gli scafi AC45 sono stati modificati senza il permesso del Comitato di Stazza. Il ritiro è formale nonostante il fatto che le modifiche non abbiano avuto alcun impatto sulle prestazioni delle barche. Le modifiche sono state fatte più di un anno fa da un piccolo numero di membri del team coinvolto nel circuito AC45, senza mettere a  conoscenza skipper e senza aver rispettato le procedure interne al team.  “Il nostro team è molto deluso da questo stato di cose   ritirarsi spontaneamente dagli ultimi atti della AC World Series è l’azione appropriata”, ha detto Coutts. “Andando avanti restiamo concentrati sul nostro AC72 in preparazione per la prossima Coppa America a settembre.”

Quindi dopo le numerose critiche e accuse sui costi, la cattiva gestione e lo scarso seguito tra il pubblico arriva un’altra tegola per Mr Coutts, deus ex machina dell’eventoUna notizia che getta altre ombre sull’operato di Russell Coutts. Fortunatamente questa auto denuncia non è stata reputata sufficiente e ora la giuria internazionale dell’Americas Cup sta indagando per violazione della regola 69 che possiamo considerare la più grave per uno sport come la vela che fa del “fair play” uno status quo: comportamento antisportivo. Tale regola prevede anche l’allontanamento dalle competizioni sportive, quindi l’America’s Cup potenzialmente potrebbe avere un solo team in acqua che per la prima volta nella storia sarebbe già il vincitore della Louis Vuitton Cup.

Tutto questo ci porta di nuovo in mente quanto espresso dal direttore di SailBiz e SportEconomy, il giornalista economico Marcel Vulpis che in più di un’occasione ha espresso la necessità di un organo internazionale super partes che decida le regole, gestisca l’evento e ne controlli la sua regolarità.

Proprio in occasione della 33°edizione Vulpis manifestò questa necessità a Genova presso lo Yacht Club Italiano ad Ernesto Bertarelli, allora detentore della Coppa e capo del team Alinghi, affermando che sponsor di un certo calibro si legano ad eventi gestiti non da sportivi ma da professionisti e solo in questo modo le multinazionali si sentono tranquille di investire con programmi a lungo termine, conoscendone data e luogo di svolgimento. Russell Coutts è stato ed è uno dei più grandi velisti dei nostri tempi, ma non un manager in grado di gestire a 360° un’impresa, tutelandone l’immagine come i profitti. In questo caso Coutts ha tutelato solo i propri personali profitti portando a casa un contratto multi-milionario con l’ansia di dimostrare ad Ellison di riuscire a vincere ancora la Coppa, al limite con l’inganno.

 


33°edizione America’s Cup – Alinghi vs Oracle – Bertarelli vs Ellison

L’evento più antico al mondo ha bisogno di un organo super partes, magari controllato dall’ISAF, esattamente come le Olimpiadi sono governate dal CIO ei mondiali di calcio dalla FIFA. Basta con l’assenza di visione e strategia, occorre un team che tuteli sempre e comunque l’immagine della Coppa America e quindi della vela. Chiunque faccia vela ad alto livello ha nella Coppa il proprio obiettivo e solo nella sana sfida, quella sportiva, che gli sponsor puntano i loro budget. Ernesto Bertarelli per Valencia 2007  assunse manager provenienti dalla UEFA e ancora oggi tutti si ricordano di quella Coppa America. Adesso occorre fare uno sforzo in più e avere un organismo nel cui CDA ci sia sicuramente più di un posto per il detentore, ma anche per challenger of records e soprattutto per giudici imparziali e rappresentanti degli sponsor in grado di mettere l’eccezionalità dell’evento al centro.

 

34°edizione America’s Cup rappresentanti dei team

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