Il Dir. Sportivo della TJV2013 ci spiega la scelta di posticipare ancora la partenza, mentre gli skipper pensano ad altro

Mentre a Le Havre il sole e la pioggia si alternano con regolarità, le barche sono ferme in porto e gli equipaggi ingannano il tempo come meglio riescono. La Transat Jacques Vabre non prenderà il via prima di Giovedì, dopo un primo spostamento da Domenica al giorno successivo e un ulteriore stop provvisorio ieri sera, confermato stamattina dalla scelta di rimandare ancora di tre giorni. E’ una decisione con pochi precedenti, e testimonia l’eccezionalità delle condizioni meteo. Tutti i modelli previsionali usati dagli organizzatori concordano e parlano di bassa pressione e vento da ovest oltre i 40 nodi fino a mercoledì, dritto verso il canale della Manica.

 

Per avere le idee più chiare siamo andati a interpellare il direttore sportivo della TJV 2013, Manfred Ramspacher, che ci dice: “Abbiamo scelto di rimandare ancora di tre giorni. Non sono decisioni che si prendono a cuor leggero, perché sappiamo cosa comporta in termini di organizzazione, logistica, copertura mediatica, e soprattutto di tensione per gli skipper. Ma la priorità è la sicurezza. Come già abbiamo detto in questi giorni, gli equipaggi una volta al largo incontreranno condizioni anche peggiori di queste, ma allora saranno in mare aperto a disputare la loro gara. Qui invece ci troveremmo in difficoltà subito, percorrendo acque affollate con coste ravvicinate e vento a prua. Non è nelle prime 200 miglia che si deve decidere la sorte di una gara lunga 5400”.

E aggiunge: “Abbiamo 44 barche iscritte, in 4 classi. Alcune di queste barche, penso agli Imoca, possono affrontare queste condizioni iniziali con maggiore tranquillità, ma la Jacques Vabre è una regata multiclasse, e tale deve restare. Quindi si parte tutti insieme giovedì, quando una finestra di bel tempo ce lo consentirà. Il nostro obiettivo è che la maggior parte di quelle barche arrivi a Itajai, in Brasile, seppure qualcuno prima e qualcuno anche giorni dopo. Ma non vogliamo decimare i partecipanti nel primo giorno di gara causa rotture o incidenti”.

Intanto gli skipper ingannano la noia come meglio possono. Qualche integralista non riesce a staccarsi dalla propria barca, e continua a muovere pesi, controllare cime, testare attrezzature. La maggior parte però chiude i tambucci e va a fare una passeggiata, un giro in macchina, qualche acquisto. Gli organizzatori non si sono dimenticati di loro: e oggi tutti hanno ricevuto una mail che li invita ad usare il centro benessere lì vicino, dotato di piscina, sauna, bagno turco. Ingresso gratuito, naturalmente. E a questo punto sappiamo dove trovare molti di loro nei prossimi giorni.  

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