Industria 4.0 : la nautica assente. Il punto del POLIMI

Osservatorio Nautica 4.0

E’ quanto emerge dalla ricerca condotta dall’Osservatorio Nautica4.0 del Politecnico di Milano. Le imprese del settore sono in ritardo sull’attuazione del piano di rilancio Industria 4.0 e in alcuni casi proprio non c’è consapevolezza.  Nonostante il lancio del piano nazionale Industria4.0 nel 2016, poi rinominato Impresa4.0 nel 2017, il settore nautico italiano non usufruisce dell’opportunità degli incentivi. Ancor più grave è che si ignora anche di cosa stiamo parlando. Lo rivelano i risultati preliminari della prima edizione dell’Osservatorio Nautica4.0 del Politecnico di Milano, presentati la scorsa settimana al workshop “Nautica4.0: building new strategies for future yacht industry” al Seatec2019 di Carrara dal prof. Andrea Ratti e dalla Dott.ssa Lucia Ramundo.

OSSERVATORIO 4.0: LA RICERCA

Esiste una forte discrepanza tra le tipologie di aziende del comparto, che nella ricerca del Politecnico di Milano sono state divise in quattro categorie principali: studi di progettazione, cantieri, fornitori, altri. I meno informati, e di conseguenza meno attivi, sono gli studi di progettazione, con un 57% di “non conosco” e nessun progetto attivo. Seguono i cantieri con il 25% di “non conosco”, il 41% di conoscenza tramite stampa ed eventi, e solo il 17% di progetti in corso. I fornitori risultano, invece, la lepre del settore con un 5% di “non conosco”, il 20% di progetti in fase di valutazione ed il 25% di progetti Industria 4.0 già iniziati.

OSSERVATORIO 4.0: CONSAPEVOLEZZA DI POCHI

È comunque interessante notare che i cantieri e fornitori attivi nella Nautica 4.0 hanno chiaro il loro vantaggio di mercato rispetto al resto dei concorrenti, dichiarando di essere in anticipo o in linea con le migliori pratiche del settore. Nonostante ciò, non tutti i progetti hanno usufruito o stanno utilizzando gli incentivi del piano nazionale, infatti solo il 63% delle aziende ne ha fatto richiesta. Il 30% degli intervistati ha addirittura dichiarato di non essere a conoscenza del piano ed il 38% di aver solo letto articoli a riguardo o partecipato ad eventi.

Al di là della scarsa conoscenza del tema e del piano nazionale, quali sono gli ostacoli all’adozione della Nautica4.0 nel settore? La mancanza di risorse economiche, di competenze e di persone o team dedicati sono le cause principali. Le aziende pensano infatti che le tecnologie e le soluzioni di Nautica 4.0 siano eccessivamente costose e complesse (38% del campione), non hanno un piano per lo sviluppo delle competenze (67% del campione), né l’intenzione di assumere risorse competenti dall’esterno per colmare tale lacuna (53% delle risposte). Allo stesso tempo il 20% degli intervistati non è al corrente di quali sono le soluzioni tecnologiche ed il 25% non sa chi siano i fornitori a cui rivolgersi. Sembra quindi che le aziende dell’offerta tecnologica non abbiano ancora intercettato l’opportunità di mercato della nautica o che, se lo hanno fatto, si sono scontrati con una scarsa propensione agli investimenti digitali da parte del settore.

NAUTICA 4.0: COSA FARE

Molti interrogativi restano quindi aperti da esplorare nell’ambito della Nautica4.0, ma in particolare risulta necessaria una forte attività di comunicazione e networking per avvicinare la domanda del mercato e l’offerta tecnologica, sia per allineare la nautica italiana ai trend di innovazione digitale (come big data, analytics, cloud ecc.) e sfruttarne gli incentivi governativi, che per far conoscere le nuove opportunità di business che possono scaturire dallo sfruttamento dei dati ed allinearsi alle richieste dei nuovi clienti, come i millennials, iper-connessi ad internet e più propensi ad usufruire di servizi ed a vivere esperienze, che ad acquistare prodotti, come l’auto e la barca. La nautica italiana si sta finalmente riprendendo dalla dura crisi del 2008, ma per farlo in modo efficace e rimanere leader di mercato non può ignorare la digitalizzazione in corso in tutti i settori, continuando ad usare le lampade ad olio al posto della corrente elettrica.

Interpellati da Sailbiz il Politecnico di Milano ha dettagliato quale strategia le imprese della nautica dovrebbero attuare per ridurre il gap.  Lucia Ramundo (Dipartimento di Ingegneria Gestionale) e Arianna Bionda (Dipartimento di Design), Direttrici dell’Osservatorio Nautica4.0 del Politecnico di Milano

 

“La nautica italiana è stata ed è ancora leader di mercato, ma non deve pensare che il peggio sia passato. Il mercato sta cambiando ed i clienti del futuro sono nativi digitali. Non si può certo pensare di poter rimanere competitivi senza innovare le imbarcazioni in termini tecnologici e renderle più facilmente fruibili. Come stiamo vedendo in altri settori industriali dal prodotto connesso è poi importante passare a dare valore ai dati in tutta la catena del valore a partire dal concept, alla fase di progettazione, di costruzione e di post-vendita. Le soluzioni sono già presenti sul mercato ed alcuni attori più intraprendenti sia nella cantieristica che nella fornitura e sub-fornitura le stanno già adottando ed adattando al settore nautico. E’ quindi importante creare opportune sinergie a livello di filiera e con Università e centri di ricerca per identificare le migliori opportunità tecnologiche per consolidare ed accrescere la competitività della nautica italiana. In quest’ottica, l’Osservatorio Nautica 4.0 è  lo strumento ideale per  stimolare il comparto a domandarsi quali possano essere i benefici del 4.0, a comprendere l’importanza dei progetti 4.0 e le opportunità del piano nazionale ed a rendere possibile l’incontro con i fornitori di tecnologie abilitanti. La decisione di adottare la Nautica 4.0 deve, però, arrivare dagli amministratori delegati delle aziende nautiche e coinvolgere sia gli uffici tecnici ed informatici, che le risorse umane. La Nautica 4.0 è un concetto integrato, che non può essere relegato a semplice progetto tecnico, ma deve essere guidato dalle scelte di business e considerare un piano di sviluppo delle competenze. Solo in questo modo sarà possibile sfruttare completamente le opportunità della digitalizzazione”.