Italia70, quasi chiuso il pacchetto sponsor

Italia70 ha quasi chiuso il pacchetto sponsor per 3 anni di attività. Intervistato dal Corriere della Sera, Giovanni Soldini parla della sua nuova sfida all’oceano. L’Italia si prepara all’oceano e sarà sotto i colori dello Yacht Club di Carlo Croce.

La bravissima collega Gaia Picardi sul Corriere della Sera di oggi intervista Giovanni Soldini, skipper della sfida Italia70 alla prossima Volvo Ocean Race. Nell’intervista lo skipper milanese parla di tutto anche del fatto che è quasi chiuso il pacchetto sponsor: una banca, una pasta, un operatore telefonico e ovviamente una casa automobilistica. Analizzando l’articolo e lo scenario in cui si è mossa Italia70, SailBiz prova a scoprire le carte.

Partiamo dal più facile, ovviamente la casa automobilistica. Avendo messo sul piatto della bilancia 2,5 milioni di euro John Elkan non esiterà a far scendere in acqua la Fiat o uno dei marchi del gruppo. Tutto starà alla Volvo che essendo proprietaria della regata, cercherà di tutelare i propri interessi. Volvo ha target in comune con Alfa e Fiat, pertanto potrebbe essere Lancia il marchio scelto, ma questo lo sapremo solo dopo l’accettazione ufficiale da parte della Volvo Ocean Race del team italiano. Fra l’altro Volvo potrebbe avere interesse alla partecipazione di un team italiano per futuri sviluppi dell’evento sul mercato nostrano pertanto a marzo capiremo a quali compromessi le due case automobilistiche scenderanno.

L’operatore telefonico: Soldini è da sempre legato a Telecom, sia con il marchio Telecom Italia Lab che TIM, pertanto anche in questo settore non dovrebbero esserci sorprese. Telecom è un marchio presente in molti mercati, anche in Sud America e le tappe dopo Capo Horn potrebbero essere di interesse per il gruppo guidato da Bernabé.

La banca: qui scegliere la carta giusta è un pò più difficile. Sicuramente deve essere un gruppo multinazionale con interessi in diverse parti del mondo anche in Cina e allora SailBiz punta tutto su Intesa SanPaolo. La scelta del gruppo torinese perché evidentemente è la banca di riferimento della casa automobilistica della famiglia Agnelli, perché UniCredit ha puntato tutto sulla Champions League di calcio e soprattutto perché Intesa ha già testato la vela con il Team Prada Luna Rossa (fra l’altro proprio insieme a TIM). Inoltre Intesa durante i Giochi Olimpici di Pechino ha acquistato una banca locale cinese e pertanto lo sviluppo del brand con un evento globale come la VOR potrebbe rientrare nei piani del gruppo bancario.

La pasta: nel settore alimentare le carte su cui puntare sono due, una è la pasta Agnesi e l’altra è la Barilla. Il primo brand perché nella sua immagine coordinata c’è un veliero e quindi la sfida dell’oceano può richiamare le gesta dei prodi marinari che solcavano i mari con quel genere di imbarcazioni, oltre al fatto che Agnesi è una nota azienda ligure, quindi vicina ai pensieri di Carlo Croce, presidente dello Yacht Club di Genova nonché del consorzio Italia70. Il marchio Barilla può essere un outsider interessante su cui puntare per il semplice fatto che è una multinazionale che ha vissuto la vela in diverse occasioni prima delle quali il 1983 Azzurra a Newport con il consorzio guidato da un giovanissimo Luca Cordero di Montezemolo.

Questi i nomi di SailBiz, ai lettori la volontà di scommettere e al management di Italia70 di svelarli quanto prima.  

Per la cronaca Grant Dalton si allontana dallo YCCS, in quanto lo YCCS si allontana dalla VOR dopo i successi di Azzurra: un gradito ringraziamento da parte degli italiani che non avranno l’imbarazzo della scelta nel tifare Italia nell’oceano.

 

 

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