La crisi economica flagella la nautica iatliana

Articolo pubblicato sul giornale Cinque Giorni, che traccia un profilo della crisi economica in Italia nel settore della nautica. Una situazione al limite del desolante ma con l’obiettivo imminente di uscita e di ripartenza per tutti i cantieri. Alcune aziende hanno provato a percorrere vie alternative, convertendosi alla manutenzione delle navi o alla vendita dell`usato, operazione che non sempre però produce i frutti sperati. Il discorso si può estendere anche alla vendita o all`affitto dei posti barca, in netto calo rispetto agli ultimi anni. Diversi i fattori che hanno determinato il quadro attuale: la stagnazione economica, la chiusura dei pontili a Ponza e la scarsa incisività della politica locale. Elementi che dovrebbero far riflettere, avallati di recente anche da un`inchiesta del Sole 24 ore, che ha tratteggiato con numeri e fatti oggettivi la crisi dei porti turistici.

La crisi economica non risparmia nessuno. Se l`Italia ha sempre brillato per la produzione di navi e di yacht di lusso, eccellendo nella qualità dei materiali usati e nel design, ora la scure della crisi si sta abbattendo anche in questo settore. Un autentico smacco per numerose aziende, che finora non avevano mai assaporato il sapore amaro della recessione economica. Nomi storici della cantieristica nazionale hanno fatto registrare notevoli difficoltà, basti pensare a cantieri storici quali Perini, Abbate, Canados, Conam, Fiart e infine  Ferretti, che rappresenta il top assoluto. Gran parte di
questi cantieri stanno vivendo un momento delicato, e da preziosa risorsa per l`economia nazionale si sono trasformati in “cimiteri” di imbarcazioni.

 

Alcune aziende hanno provato a percorrere vie alternative, convertendosi alla manutenzione delle navi o alla vendita dell`usato, operazione che non sempre però produce i rutti sperati. Ovviamente l`attuale crisi si è ripercossa anche sul territorio pontino, in particolare nella zona del porto Marina di Nettuno. Tutti gli operatori della nautica hanno mostrato enormi preoccupazioni per l`attuale situazione, che non presenta sbocchi positivi nel settore
vendite. Il discorso si può stendere anche alla vendita o all`affitto dei posti barca, in netto calo rispetto agli ultimi anni. Diversi i fattori che hanno determinato il uadro attuale: la stagnazione economica, la chiusura dei pontili a Ponza e la scarsa incisività della politica locale. Elementi che  dovrebbero far riflettere, avallati di recente anche da un`inchiesta del Sole 24 ore, che ha tratteggiato con numeri e fatti oggettivi la crisi dei
porti turistici.

Considerato che nella vicina Anzio gli sforzi di tutti gli amministratori sono protesi verso la creazione di un nuovo porto turistico, sarebbe opportuno
prendere in considerazione  fenomeni che hanno generato l`attuale erisi. La città neroniana, secondo alcuni esperti ingegneri, può sfruttare l`attuale
porto al fine di ristrutturarlo  dotarlo di servizi migliori, ma non certo per stravolgere quello che ancora oggi è un gioiello, sfruttato in modo positivo dai pescatori  non solo.

Ma. Ba.

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