Fase 2: la vela riparte dal finanziamento covid19 ai circoli velici italiani

La Federazione Italiana Vela ha dimostrato una grande sensibilità allo sport di base. C’è una forte consapevolezza che il sostegno ai circoli velici italiani parte dal sostegno economico alle attività che generano ricavi come la scuola vela. Nella conferenza stampa di ieri sera del Presidente Conte, in cui è stato anticipato il DPCM 4 maggio per l’avvio della fase 2, è emerso chiaramente che c’è attenzione per lo sport e al momento è stata data priorità allo sport individuale.

Nell’intervista rilasciata al podcast di SailBiz, il presidente Francesco Ettorre illustra gli aspetti fondamentali che hanno caratterizzato l’impegno da 535.000€ che la FIV ha messo in campo.

SPORT VELA ITALIA, GLI INTERVENTI

Tra questi aspetti c’è il riconoscimento ai circoli della quota parte di tesseramento, c’è un impegno concreto a far ripartire le scuole vela, c’è l’attenzione sulla figura professionale stagionale degli istruttori, che merita una maggiore tutela, c’è attesa per la ripartenza dell’attività agonistica e delle regate.

SPORT ALL’APERTO, LA RIPARTENZA PER LA VELA ITALIANA

La fase 2 della vela italiana ripartirà dall’attività dei singoli, visto che intrinsecamente rappresentano lo “sport individuale” a cui il premier Conte ha richiamato l’attenzione. Ci sarà una ripartenza modulare, un percorso a tappe, che cercherà di riportare l’Italia post coronavirus alla normalità.

La vela è uno sport che si pratica all’aperto, quindi in linea teorica più sicuro, ma se e solo se sarà accompagnato da procedure e nuovi stili di vita che rispettino il distanziamento sociale. Forse un finanziamento a fondo perduto avrebbe garantito maggiori certezze sulla riuscita della ripartenza, ma questo non è un impegno delle federazioni. Spetta al Governo, al suo coraggio, prendere un impegno del genere per tutte le categorie; così dicono personaggi del calibro di Mario Draghi, Corrado Passera, Andrea Guerra.

ASCOLTA L’INTERVISTA A ETTORRE SUL PODCAST DI SAILBIZ