La nautica italiana si promuove sui mercati esteri di Russia e Cina

La nautica italiana cerca di superare questo momento difficile, dopo più di dieci anni di assoluta crescita, puntando su due mercati emergenti. Cina e Russia sono i due mercati target per la nautica italiana. Al  recente Boat Show 2009 di Shanghai,  l’Italia ha fatto la parte del leone, rappresentando la più grande presenza internazionale. In linea con la propria leadership di mercato, quale primo importatore in Cina, l’Italia si dimostra ancora una volta leader incontrastata nei settori di nicchia ad alto valore aggiunto, legati al lusso e ad una qualità della vita d’altissimo livello.

Insieme ai leader Ferretti e Azimut–Benetti, il resto della presenza Italiana è stata organizzata dall’ICE e dalla Camera di Commercio di La Spezia. Quale è la situazione del mercato italiano su questo segmento di grande tradizione per l’Italia, come quello del diporto di lusso?
L’Italia rappresenta il primo importatore sul mercato cinese, avendo superato l’anno scorso la concorrenza americana, ma il mercato del diporto cinese è solo nella sua fase embrionale, infatti la legislazione cinese non consentiva, fino ad ora, alcuna azione in grado di farlo crescere.

La Cina nel 2008, ha rappresentato per le aziende italiane un fatturato di 18 milioni di dollari, con una quota di mercato del 36% ed un incremento, su base annua, del 196%. Gli Usa seguono con una quota di mercato del 26,7%, mentre molto distanziata appare la UK, con una quota di solo il 10,6%.

Con obiettivi simili, sempre nelle passate settimane le aziende della filiera nautica italiana  hanno preso parte al Moscow Boat Show. In particolare  con l’obiettivo di attrarre il turismo nautico russo nel nostro Paese, Assomarinas ha partecipato alla diciassettesima edizione del Boat  russo.
 
In occasione dell’evento sono stati stretti legami con i principali yacht club russi e sono già due i raduni di diportisti russi in corso di programmazione per la prossima estate nell’ambito dei porti turistici italiani, uno in Tirreno e l’altro in Adriatico.