L’industria Nautica Italiana è sana

 Incoraggianti le parole pronunciate da Lorenzo Selva, Vicepresidente di Ucina, al Salone Nautico Internazionale di Venezia.

”In questi mesi si è registrata una diminuzione della produzione, ma l’industria italiana è sana e l’obiettivo per Ucina nei prossimi mesi sarà rilanciare il settore”. Queste sono state le parole pronunciate dal manager nei giorni scorsi al Salone Nautico di Venezia. I dati resi noti dalla Presidenza dell’associazione recentemente, parlano di un settore che ha registrato un calo del fatturato complessivo, negli ultimi cinque mesi, rispetto  al medesimo periodo del 2008.  Un calo del 21%, di cui il 6% sui mercati internazionali e ben il 15% sul mercato interno nazionale. «Se ciò fosse confermato nei prossimi mesi – spiega il presidente di Ucina, Anton Francesco Albertoni, commentando i dati resi noti al recentissimo Nauticsud – dopo una crescita del 25% complessiva degli ultimi due anni, sarebbe come tornare al 2005». In Veneto vi è solo il 4,2% delle aziende che producono imbarcazioni sul territorio nazionale. Si tratta di cifre modeste ma nel cuore della Serenissima vale ancora la fattura artigianale del prodotto: dalla cantieristica minore fino ai maxi, tutto fatto su misura, «customizzato» a seconda dei gusti del cliente. Quel che è curioso è che tra le mille bolle scoppiate c’è anche quella dei leasing: negli ultimi sei anni l’incidenza della nautica sul totale stipulato si è quintuplicata e nel 2007 sono finiti sul mercato contratti 2,5 miliardi. Oggi gli istituti di leasing sono piuttosto lenti e restii ad aprire nuove pratiche e i leasing non onorati sono tanti, così le banche oggi hanno in carico un parco barche significativo che poi viene immesso sul mercato dell’usato a prezzi che mettono ulteriormente in crisi il mercato.

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