Perini Navi ancora in alto mare: chiesta proroga al Tribunale

Perini Navi, il noto produttore italiano di yacht a vela, ha chiesto al Tribunale di Lucca un’ulteriore proroga del termine per la presentazione del piano concordatario definitivo o dell’accordo di ristrutturazione del debito, dopo quella ottenuta lo scorso ottobre che fissava il termine il prossimo 15 gennaio. Da un articolo pubblicato su BeBeez, il noto portale di News sulle aziende italiane partecipate da fondi di private equity, venture capital e da business angel, infatti riporta quanto scritto su Il Tirreno. Sulla base di quanto previsto dal Decreto Liquidità, Perini Navi potrebbe quindi avere almeno altri tre mesi di tempo per definire i dettagli del suo salvataggio. Ricordiamo, infatti, che l’articolo 9 comma 4 del Decreto Liquidità, convertito in legge il 5 giugno 2020,  stabilisce che “il debitore che abbia già ottenuto la concessione del  termine  di  cui all’articolo 161, comma sesto, del regio decreto 16  marzo  1942,  n. 267, che sia già  stato prorogato dal Tribunale,  può,  prima  della scadenza, presentare istanza per  la  concessione  di  una ulteriore proroga sino a novanta  giorni,  anche  nei  casi  in  cui  è  stato depositato ricorso per  la  dichiarazione  di  fallimento.  L’istanza indica gli elementi  che  rendono  necessaria  la  concessione  della proroga con specifico riferimento ai fatti sopravvenuti  per  effetto dell’emergenza epidemiologica Covid-19. Il  Tribunale,  acquisito  il parere del Commissario giudiziale se  nominato,  concede  la  proroga quando ritiene che l’istanza  si  basa  su  concreti  e  giustificati motivi”.

PERINI NAVI: L’ATTUALE PROPRIETA’

Perini Navi, marchio storico fondato nel 1983 da Fabio Perini, è attivo nella costruzione di imbarcazioni a vela oltre i 40 metri di lunghezza. Tra i suoi super-velieri più famosi ci sono il Principessa Vaivia di Silvio Berlusconi e il Maltese Falcon, mega-avvenieristico yacht da 88 metri. La società è attualmente controllata dalla famiglia Tabacchi e da Lamberto Tacoli, tramite Felix srl.

PERINI NAVI: I CONTI SECONDO LEANUS

La società aveva chiuso il 2018 con ricavi per 65,5 milioni di euro, un ebitda negativo di 4,25 milioni, una perdita di 8,3 milioni e un debito finanziario netto di 26,42 milioni (si veda qui l’analisi di Leanus). Solo tra il 2016 e il 2018 la società aveva accumulato perdite per 55 milioni e addirittura 140 milioni negli ultimi 9 anni. Per questo motivo già nell’ottobre 2018 Perini Navi era stata oggetto di un processo di turnaround, guidato dagli stessi Tabacchi che erano saliti dal 49,99% al 74% della società, con un investimento complessivo di 40 milioni. E il 2019, però,  è andato ancora peggio con un fatturato consolidato di 55 milioni, un ebitda negativo di 25 milioni, una perdita oscillante tra 35 e 40 milioni e un indebitamento, tra banche e fornitori, di 55 milioni.

PERINI NAVI: LA RISTRUTTURAZIONE

Impegnati sul dossier del produttore di yacht sono il gestore americano Arena Investors e il gruppo londinese Blue Skye, che lo scorso ottobre 2020 hanno siglato una joint venture finalizzata a investire in opportunità di ristrutturazione aziendale e di turnaround del mid-market italiano e hanno annunciato contestualmente che il primo investimento sarebbe appunto quello in Perini Navi (si veda altro articolo di BeBeez).

PERINI NAVI: L’OFFERTA SANLORENZO

Cantieri Sanlorenzo

Si dice che l’investimento pianificato in Perini sarà superiore ai 25 milioni di euro, a valle della due diligence. L’accordo tra Perini e Blue Skye era stato reso noto nel settembre 2020 (si veda altro articolo di BeBeez), dopo che non era andata in porto l’operazione con Cantieri Sanlorenzo, che nel maggio 2020 aveva spuntato l’esclusiva per la maggioranza di Perini (si veda altro articolo di BeBeez). Ma già a luglio c’era il sentore che qualcosa non stava andando per il verso giusto. Secondo quanto riferito allora da MF Milano Finanza, infatti, l’offerta in arrivo da Sanlorenzo sarebbe stata giudicata troppo bassa.