Sanlorenzo naviga in controtendenza: Fatturato contenuto a -6%, la stima per il 2010 è di un +18%

Nell’annus horribilis dell’economia in generale, e in particolare del comparto nautico, Sanlorenzo naviga in controtendenza. Mentre infatti i principali gruppi europei e americani dichiarano diminuzioni di fatturato a doppia cifra, Sanlorenzo Spa sta riuscendo a contenere la diminuzione a quota -6% (lo rende noto il cantiere stesso), che si traduce in un fatturato previsionale di 170 mln di Euro, con un EBITDA che passa da 24 a 18 mln con un calo contenuto entro il 25%.

Il calo della redditività  – spiega l’azienda – è da attribuire all’effetto di deprezzamento del parco di imbarcazioni usate, che nel 2009 ha subito a livello internazionale una svalutazione oscillante tra il 20 e il 25%. Sanlorenzo è riuscita a mantenere una buona marginalità sulle proprie imbarcazioni, passando dal 14% del 2008 (180 mln di fatturato e 24 mln di EBITDA) all’11% del 2009 (170 mln di fatturato e 18 mln di EBITDA). “Da notare che a differenza dei principali player europei, Sanlorenzo non ha praticato una politica di sconti aggressiva, pur di vendere a ogni costo, ma ha preferito mantenere il prezzo, per garantire e salvaguardare l’investimento operato dai propri armatori”.
Un passo indietro. Il fatturato di Sanlorenzo nel 2005, anno in cui Massimo Perotti rileva il cantiere dal precedente proprietario Giovanni Jannetti, era di 42 mln di Euro, con un EBITDA di 4 mln. I dipendenti diretti, per la gran maggioranza impiegati, erano 75, con un indotto di circa 200 lavoratori, per una produzione media di 14 imbarcazioni all’anno. Nel 2008 il fatturato Sanlorenzo Spa sale a quota 180 mln di Euro (con un aumento del fatturato dal 2005 del 330%), con un EBITDA di 24 mln (con una crescita dal 2005 del 500%). I dipendenti diretti sono saliti a 250, mentre l’indotto ha raggiunto le 900 unità, per una produzione di circa 34 imbarcazioni, grazie anche all’apertura della nuova Divisione di Viareggio. Massimo Perotti, infatti, ha scelto di non incrementare ulteriormente la tradizionale produzione di motoryacht in vetroresina dei Cantieri Navali di Ameglia, dando vita a una nuova Divisione, i Cantieri Navali di Viareggio, per progettare e produrre due linee di motoryacht: navette in materiale composito con scafo semidislocante (da 92 a 122 piedi) e megayacht in metallo (acciaio e alluminio) da 40 a oltre 60 metri.

 

 E per il 2010? Sanlorenzo stima un budget 2010 di 200 mln di Euro, pari a un incremento del 18% sul 2009. A oggi il portafoglio ordini 2010 rappresenta il 66% del budget previsto, mentre i brand representative non hanno imbarcazioni a stock in giacenza. Nel 2010 prenderà anche il via il progetto di sviluppo dei Cantieri Navali di Ameglia, sede del quartier generale Sanlorenzo, firmato dal’architetto Stefano Boeri, che vedrà il cantiere operare su un’area di 100.000 mq, di cui 25.000 coperti, all’interno del Parco Naturale Regionale di Montemarcello]Magra (Sanlorenzo ha la certificazione ambientale UNI EN ISO 14001), con una prima tranche di investimenti nelle nuove capacità produttive per 8 mln di Euro e investimenti in stampi e sviluppo per nuovi modelli di 12 mln di Euro, per un investimento totale 2010 di 20 mln di Euro, pari al 10% del budget previsto. Perotti ha inoltre  saputo mantenere intatta tutta la forza lavoro, non avendo fatto ricorso alla CIG nel 2009 e prevede di non utilizzarla per tutto il 2010.
Dal manager arriva anche uno sguardo sul medio e lungo termine del settore della nautica. “Negli ultimi 15 anni dal 1992 al 2007 l’economia mondiale ha vissuto un periodo di crescita eccezionale, del tutto anomalo caratterizzato dai seguenti elementi: · tassi di crescita a due cifre sono stati compatibili con una bassa inflazione · i telefoni cellulari la tecnologia dei computer, internet, hanno aumentato enormemente la velocità di comunicazione e di esecuzione del lavoro · enormi e importanti mercati – legati storicamente e culturalmente all’Europa – sono nati da un giorno all’altro (muro di Berlino) · la globalizzazione ha interessato gran parte delle economie mondiali. Questi elementi hanno creato un aumento veloce e spropositato della ricchezza nel mondo. Oggi però paghiamo tutto ciò. La crisi del 2009 è stata violentissima e ha interessato indistintamente il mondo intero. Riteniamo che il post-crisi genererà un notevole cambio, a carattere epocale, di abitudini, modi e stili di vita, dando vita e sostanza a nuovi indicatori, che comporteranno un non ritorno alle abitudini degli anni pre-crisi”.

Secondo Perotti compaiono dunque nuovi valori, nuovi modelli di vita, con nuove sensibilità: “Maggiore attenzione alle enormi diseguaglianze tra ricchi e poveri: più sociale più tasse più lotta all’evasione meno black list · Maggiore attenzione all’ambiente: meno inquinamemto meno consumi più attitudine ecologica · Atteggiamento emotivo più sobrio: meno show off più attenzione ai costi di gestione meno ricchezza in generale meno ricorso al credito”.

FONTE: http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/mare/grubrica.asp?ID_blog=97&ID_articolo=1543&ID_sezione=285&sezione=Business

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