Sparisce l’ICE e quindi il suo supporto alla nautica sui mercati esteri, quali sono le prospettive?

Nei giorni scorsi l’Istituto nazionale per il commercio estero (ICE) è stato soppresso con un decreto perché rientrante nei tagli previsti dalla finanziaria, tutta la sua attività è stata trasferita al Ministero dello Sviluppo Economico con l’intento di razionalizzare gli sforzi volti al supporto delle nostre aziende. L’attività di promozione all’estero per la nautica da diporto, dell’Istituto del Commercio Estero, era focalizzata su una presenza concreta e fattiva a fiere e manifestazioni di settore ed era inserita all’interno di una intensa campagna pubblicitaria che intendeva valorizzare il Made in Italy della nautica con il marchio Buy Italian. I Paesi oggetto della promozione erano mercati di sbocco importanti come USA, Canada, Brasile, Francia, Balcani, Croazia, EAU, Russia, Cina, India, Australia e Nuova Zelanda.
Obiettivo principale dell’ICE per la cantieristica navale era promuovere la proiezione internazionale del settore e delle aziende del suo indotto, con produzione e mano d’opera provenienti da imprese sub-fornitrici.
 
Un supporto importante per aziende nautiche con importanti fatturati, ma fondamentale, per quelle piccole e medie aziende che nonostante le loro dimensioni avevano deciso di affrontare i mercati internazionali con l’obiettivo di crescere. In questo periodo, di sicuro smarrimento, per alcune di queste realtà SailBiz avrebbe piacere di conoscere la posizione di Ucina a riguardo per sapere quali secondo l’associazione potrebbero i possibili sviluppi e quali le proposte.
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