Spithill aspetta la sua preda

Innovativi e micidiali, gli enormi AC72 che stanno solcando la Baia di San Francisco per la finale dell’America’s Cup hanno inaugurato una nuova era della vela. Il vento nella Baia di San Francisco si abbatte sul Golden Gate con la stessa violenza con cui i portuali si fanno largo a spintoni nei bar a fine turno. Le raffiche frustano le placide acque del mattino formando bianche ochette e rendendo smerigliata la superficie del mare. Le folate scuotono le colline regali di Angel Island e fischiano attraverso le finestre spettrali di Alcatraz, spazzando via i cappellini da baseball dei turisti del Midwest. Jimmy Spithill conosce bene quel vento, lo stesso che gli sferza il viso ogni mattina di allenamento, e racconta  perché, nonostante la fatica e il sacrificio, ogni giorno non vede l’ora di mettersi in mare.

Sull’acqua le barche dondolano e i bordi delle loro vele sbattono sotto i colpi delle violente raffiche di vento. Ma sul catamarano da 72 piedi (22 metri) con l’ala rigida di 260 metri quadri che le supera a tutta velocità, non si sente alcun rumore. L’imbarcazione che il comitato dell’America’s Cup spera possa inaugurare una nuova era della vela inizia a correre non appena soffia la prima brezza. Gli 11 membri dell’equipaggio si rintanano vicino a uno dei due scafi. La loro presa è ben salda mentre si tengono a coppie di due attorno alle quattro maniglie cigolanti attaccate agli argani all’avanguardia. È questione di centimetri e Spithill guarda la vela e l’ala e poi con lo sguardo scruta l’orizzonte, verso la rotta da seguire.

James Spithill è il timoniere del team americano Oracle Racing, attuale detentore dell’America’s Cup. L’australiano dai capelli rossi è diventato il più giovane timoniere nella storia dell’America’s Cup quando ha guidato il trimarano di Larry Ellison alla vittoria nella competizione del 2010. La settimana prossima lui e gli 11 membri del suo equipaggio affronteranno il team vincente tra Luna Rossa e Emirates Team New Zealand nella finale della 34° edizione dell’America’s Cup.

 

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