Un’altra sedicenne tosta…

La giovane californiana, di cui si erano perse le tracce durante una tempesta nell’Oceano Indiano meridonale, è stata rintracciata. Stava tentando di circumnavigare il globo in solitario e senza scali

Da Gazzetta.it:  MILANO, 11 giugno 2010 – È stata ritrovata sana e salva Abby Sunderland, la sedicenne velista statunitense dispersa ieri nell’Oceano indiano. Lo ha annunciato il padre. La giovane californiana era impegnata nel tentativo di diventare la persona più giovane a circumnavigare il globo in solitario e senza scali quando è stata inghiottita da una tempesta nel mezzo dell’Oceano Indiano meridionale, e dopo aver lanciato l’allarme era sparita in balia del mal tempo che da giorni tormentava la sua imbarzazione, “Wild Eyes”. E’ stato un aereo australiano di soccorso a ritrovarla, come ha confermato un portavoce dell’Authority australiana della sicurezza marittima, Mick Kinley, precisando che l’imbarcazione Wild Eyes (Occhi selvaggi) non si è rovesciata ma è disalberata e sembra che la chiglia si sia distaccata. “Le è stato detto che l’aiuto è in arrivo e dalla voce sembra che sia in buona salute”, ha detto Kinley in una conferenza stampa a Canberra. “Dovrà restare lì finchè un battello francese la raggiungerà, fra circa 24 ore”. Le condizioni meteo nell’area sono migliorate ma restano difficili, ha aggiunto, con venti forti e onde di sei metri. La giovane è stata localizzata da un Airbus A330 della Qantas inviato da Perth per le ricerche in un’area a 3.600 km dalla costa occidentale dell’Australia.

l’allarme — La famiglia Sunderland non aveva più notizie di Abby dalle 13 di giovedì ora italiana, quando la giovane aveva fatto sapere ai genitori di essere nel mezzo di una tempesta con venti fino a 60 nodi e onde alte oltre 9 metri. Poi la comunicazione si era interrotta, e un’ora dopo i Sunderland erano stati avvisati dalla guardia costiera che la figlia aveva attivato i segnalatori di emergenza: da allora non avevano più avuto notizie. “I genitori di Abby hanno usato ogni risorsa disponibile per cercare di organizzare un soccorso aereo in collaborazione col dipartimento di stato, la guardia costiera e varie organizzazioni internazionali” ha raccontato un portavoce della famiglia. Il fratello Zac, che all’età di 17 anni compì la stessa impresa che stava tentando Abby, ha raccontato a una stazione radio di Los Angeles la situazione della sorella: “Quando ha chiamato a casa era in mezzo a una brutta tempesta. Abbiamo cercato di capire come organizzare il salvataggio”.

l’impresa — Partita dal sud della California il 23 gennaio, Abby aveva dovuto rinunciare al tentativo di circumnavigare il globo in solitario e senza scalo dopo che alcuni problemi tecnici l’avevano costretta in aprile a fermarsi a Città del Capo, Sudafrica. La giovane comunque non aveva rinunciato all’idea di completare il suo giro del mondo: aveva lasciato il Sudafrica il 21 maggio, arrivando a metà del suo viaggio lunedì scorso. Mercoledì aveva scritto sul suo blog di trovarsi in balia del brutto tempo. “Wild Eyes si è comportata alla grande dopo tutto quello che abbiamo passato, ma dopo un giorno con venti oltre i 50 nodi ho tanto lavoro da fare”. Giovedì sul blog hanno scritto i genitori: “Abby a bordo ha tutte le apparecchiature per sopravvivere ad una crisi come questa. Se riesce a rimanere calma e a tenere duro, l’aiuto sarà da lei il più presto possibile. Wild Eyes è progettata per viaggiare nell’Oceano Indiano meridionale e per raddrizzarsi in caso di capovolgimento. Ringraziamo tutti per il supporto, speriamo di avere presto buone notizie”.

FONTE: Gazzetta.it

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