World Sailing a pezzi, alla ricerca di soluzioni perdute: parte 3

IL DILEMMA DELLE ELEZIONI DI WORLD SAILING

Il presidente di World Sailing Kim Andersen, sempre più alle corde, ha risposto intanto ai suoi critici “irrispettosi” confermando che si candiderà per un secondo mandato di quattro anni alla guida dell’organizzazione. Ma il voto stesso è in forse, e la questione qui è anche più complicata.

Con la pandemia e il lockdown che preclude in mezzo mondo incontri e assembramenti, il General Meeting elettivo di WS previsto a novembre ad Abu Dhabi è fortemente in dubbio. D’altra parte la Costituzione della Federvela mondiale impone il voto quadriennale, e peraltro – causa un cavillo legato alla legislazione della minuscola Isola di Man a cui fa capo, non riconosce un eventuale voto in teleconferenza.

Il danese, divenuto presidente nel novembre 2016 a spese di Carlo Croce, avrà di sicuro più di uno sfidante, oltre all’annunciatissimo spagnolo Gerardo Seeliger la cui candidatura è ufficiale dallo scorso settembre, e paradossalmente comincia ad accusare segni di stanchezza. Nato come il primo anti-Andersen, oggi Seeliger non sembra più incarnare il “nuovo che serve” a World Sailing, visti i nomi che circolano per il Board, non certo al di sopra di alcuni dei recenti disastri gestionali della vela mondiale.

Tra i possibili candidati rivali di Andersen, oltre al citato Scott Perry, ci potrebbe essere il portoricano Eric Tulla, classe 1948, da anni nei corridoi di World Sailing. Ma non sono da escludersi sorprese e nomi last-minute, considerando che c’è tempo fino all’estate, sempre che non si trovi la soluzione giuridica dal Constitution Committee con voto rinviato causa coronavirus. L’Italia per il momento non prende posizioni nette, ad eccezione dell’appoggio annunciato alla candidatura per un posto da vicepresidente di Walter Cavallucci.

 


La World Sailing del presidente Kim Andersen sta vivendo una situazione delicata, da un lato figlia dell’incertezza che vivono tutte le federazioni veliche mondiali a causa di coronavirus, ma dall’altro lato per motivi gestionali.

Cominciamo con la crisi delle federazioni veliche mondiali.

Tutte le federazioni dovranno sostenere uno sforzo per evitare che il sistema collassi (nuove norme sulla gestione a tutela della sicurezza sono attese) e per gestire una campagna olimpica che anziché durare 4 anni ne durerà 5.

Infatti lo spostamento dei Giochi Olimpici di Tokyo al 2021 richiederà uno sforzo aggiuntivo, che non è detto sia sostenuto dai comitati olimpici nazionali o dagli sponsor locali. Tutto questo di luce riflessa cade sulla federazione mondiale che dovrà capire come reggere un altro anno fino a Tokyo.

La World Sailing ha già fatto richiesta di incentivi economici da parte del CIO, ma è ancora tutto in divenire, o meglio sarà nelle mani di Andersen che dovrà convincere sul “quantum” Bach.
Dall’altro c’è una gestione di questo quadriennio a dir poco discutibile: avvicendamento di manager alla guida in qualità di CEO, spostamento della sede operativa da Southampton a Londra, bilanci non in ordine e rapporti nel consiglio World Sailing non del tutto sereni.

Dal punto di vista economico c’è anche la mancanza di chiarezza sulla gestione del Fondo di Investimento dell’Isola di Man, contratto da WS. Questo fondo di riserva era stato costituito all’epoca del segretario generale Arve Sundheim, che a dicembre 2007 è andato in pensione. Sundheim gestiva i fondi del CIO su questo fondo e in maniera oculata, dividendoli in 5 parti: 4 per il quadriennio olimpico e la quinta veniva accantonata con lo scopo di riserva. Con l’arrivo di Andy Hunt in qualità di CEO questa suddivisione parsimoniosa è stata rimossa e quindi le casse di World Sailing sono giunte al tracollo.

Diverse misure immediate necessarie

Il vicepresidente uruguaiano Scott Perry in una conversazione con Seilmagasinet, ammette che la situazione coronavirus sta mettendo in difficoltà la WS e che il rinvio delle Olimpiadi potrebbe dare avvio a nuove iniziative di natura economico finanziarie. Nell’articolo apparso su Seilmagasinet Perry si appella al Consiglio affinché lavori in squadra per sostenere la World Sailing.

 

Tra le iniziative che sarebbe più corretto definire misure finanziarie Perry propone:
1. Riduzione dei salari dei dipendenti del 20%,
2. Questione direzione generale,
3. Rinegoziazione del contratto di locazione presso gli uffici di Londra
4. Pagamento anticipato dal CIO.

to be continued…. PARTE 2

RIDUZIONE STIPENDI

Nel frattempo l’organizzazione ha avviato misure interne di riduzione dei costi: l’80% dei dipendenti è in congedo, e la maggioranza del personale dovrebbe avere un taglio agli stipendi del 20%, e il presidente Andersen ha ammesso che World Sailing sta anche cercando di rinegoziare il contratto di affitto della costosa sede di Londra. Particolare attenzione avrebbe dovuto essere data alle considerazioni sul personale che hanno costituito la base per la selezione di Londra, oltre al fatto che i nuovi uffici sono molto rappresentativi e ben posizionati per i visitatori come la World Sailing stessa ammette su una notizia apparsa nel 2017 sul sito. L’affitto a Londra è stato pagato fino alla fine di giugno di quest’anno e si spera prima di allora di aver trovato una soluzione.

DIREZIONE GENERALE MANCANTE

In tutto questo non dimentichiamo che World Sailing non è riuscita a trovare un sostituto di Andy Hunt che ha rassegnato le dimissioni poco prima dell’incontro annuale di novembre 2019 in Bermuda. Hunt ha letteralmente svuotato le casse con il suo stipendio da super manager. Si dice abbia avuto uno stipendio annuo di quasi 3 milioni di NOK ($ 295,6k USD). La mancanza di un leader amministrativo sta iniziando a diventare precaria, e Perry ora spera di avere un nuovo direttore generale in estate, e con uno stipendio significativamente inferiore rispetto al predecessore.

UFFICI DI LONDRA
World Sailing ha lasciato un contratto di locazione a Southampton di sette anni per un contratto di locazione a dieci anni a Londra. Tale contratto è di circa £ 500.000 l’anno ($ 617,6k USD), oltre manutenzione e tasse, che risulta di circa quattro volte superiore al prezzo degli uffici di Southampton dove erano stati precedentemente situati. L’immobile è di proprietà di Associated British Ports (ABP)

In diverse recenti interviste, il presidente Andersen ha affermato che il consiglio è stato costretto a lasciare gli uffici di Southampton. Secondo la documentazione in possesso a Sailmagasinet, ciò non è vero. Kim Andersen, in diverse interviste tra cui al sito web “insidethegames“, ha affermato che non era possibile estendere il contratto di locazione a Southampton. A “insidethegames” Andersen fa queste affermazioni al giornalista Liam Morgan il 15 aprile:

“Sapevo che il contratto di locazione sarebbe scaduto ad aprile / maggio 2017, quindi abbiamo dovuto riposizionare velocemente, in quattro/cinque, la sede e pertanto è stato deciso di spostarla dando per scontato che il budget non subisse incrementi”

Alla rivista SeilMagasinet dell’11 aprile, Kim Andersen (dopo 4,25 minuti dall’inizio) afferma che le condizioni di noleggio a Southampton sono cessate e che sono state costrette a trovare nuovi uffici.

PAGAMENTO ANTICIPATO DAL CIO

World Sailing spera di raggiungere un accordo con il CIO in cui un quarto dell’importo stimato che maturerà dopo le Olimpiadi del 2021 venga pagato ora nel mese di agosto. Secondo Gerhard Heiberg ascoltato da Sailmagasinet, questa possibilità è decisamente difficile. Heiberg non è più membro del consiglio del CIO, ma come ex capo della commissione di mercato del CIO, conosce bene le procedure; del resto immaginate se tutte le federazioni mondiali, di tutti gli sport chiedessero questo anticipo, prima dei giochi del prossimo quadriennio; anche il CIO avrebbe un collasso economico. Del resto se lo dice Heiberg è molto probabile che la situazione sarà complicata per World Sailing. Inoltre, i costi aggiuntivi per il rinvio delle Olimpiadi dovranno essere condivisi tra il Comitato olimpico di Tokyo e il CIO e pertanto non vi è ancora alcun segnale sulla fattibilità dell’operazione oltre all’importo da trasferire alle federazioni. John Coates, presidente della Commissione di coordinamento del CIO per Tokyo 2020, ha ricordato che l’organizzazione intende aiutare le federazioni a non collassare: “Abbiamo iniziato a incontrarci con le federazioni per discutere gli eventuali costi aggiuntivi per tenerle a galla in alcuni casi.”

Scott Perry ammette a Seilmagasinet che un fallimento di WS può essere inevitabile, soprattutto se non si trova una soluzione soddisfacente con la proprietà degli uffici Londinesi. Tutto ciò è materia “prelibata” per lo sfidante alla corsa presidenziale dello spagnolo Gerardo Seeliger, che a novembre (in linea teorica perché in ballo c’è anche la riconferma del consiglio dopo Tokyo2021) sfiderà Andersen per la nomina. Seeliger afferma che è necessario evitare il fallimento a tutti i costi. Si dice addirittura che lo spagnolo stia conducendo una “due diligence” su WS per capire la reale situazione e quindi come porre rimedio.

to be continued…. PARTE 3