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America’s Cup: Bagnoli sarà il paddock della vela, parola di Perrelli

America’s Cup 2027, Napoli prepara la grande sfida: Bagnoli sarà il “paddock” della Coppa

L’America’s Cup Partnership traccia la rotta verso il 2027: basi dei team a Bagnoli, regate davanti al Lungomare e un progetto che punta a trasformare la Coppa America in un acceleratore della riqualificazione urbana e della promozione internazionale di Napoli. E per il futuro prende corpo l’ipotesi di un ciclo più breve tra un’edizione e l’altra.

NAPOLI – Non soltanto una regata, ma un progetto capace di lasciare qualcosa alla città. È questo uno dei messaggi più significativi emersi dall’incontro con i vertici di America’s Cup Partnership (ACP) durante la Preliminary Regatta di Napoli. Queste le parole di Marzio Perrelli, CEO di America’s Cup Partnership che ha incontrato i giornalisti al media center in occasione della prima giornata di regate a Napoli.

La 38ª America’s Cup del 2027 si prepara infatti ad avere una configurazione particolare:

le basi dei team saranno a Bagnoli, mentre il campo di regata sarà davanti al Lungomare,

portando gli AC75 e lo spettacolo del foiling a una distanza dal pubblico considerata eccezionale per la storia recente della competizione.

Due poli, dunque, che secondo ACP possono diventare un punto di forza. Bagnoli sarà una sorta di “paddock” della Formula 1 della vela, il luogo nel quale vivere il dietro le quinte della Coppa, vedere le squadre e respirare la componente tecnologica dell’evento. Il Lungomare sarà invece il grande stadio naturale delle regate.

Marzio Perrelli

Una soluzione che pone inevitabilmente il tema della mobilità tra le due aree, ma che offre anche l’opportunità di distribuire l’impatto dell’evento sulla città.

Il punto centrale resta Bagnoli. Secondo quanto spiegato durante l’incontro, i lavori procedono secondo il programma previsto e c’è fiducia che le infrastrutture siano pronte per soddisfare le esigenze dei team. L’area è stata descritta come uno dei più grandi cantieri oggi attivi in Europa e la Coppa diventa così anche un acceleratore di un processo di riqualificazione atteso da decenni.

«Non si tratta semplicemente di portare l’America’s Cup a Napoli», è stato sottolineato durante l’incontro. L’obiettivo è utilizzare l’evento per

aumentare la visibilità internazionale della città e rafforzarne l’attrattività turistica.

Il legame tra Coppa e trasformazione urbana è già visibile anche a Nisida, utilizzata per le basi della Preliminary Regatta e interessata da interventi connessi all’arrivo della competizione.

C’è poi il tema del futuro dell’America’s Cup. ACP ha chiarito il proprio ruolo all’interno della nuova governance: Defender e Challenger of Record continueranno a stabilire le regole fondamentali e a decidere la sede delle future edizioni, mentre America’s Cup Partnership avrà il compito di organizzare e valorizzare il quadro definito dalle due parti.

Sul tavolo esiste anche l’ipotesi di arrivare a un ciclo biennale della Coppa, anche se è stato precisato che non si tratta ancora di una decisione definitiva. Una cadenza più regolare avrebbe vantaggi logistici, infrastrutturali e soprattutto commerciali, trasformando potenzialmente l’America’s Cup in un prodotto sportivo più continuativo e programmabile.

Questo non dovrebbe significare rinunciare alla ricerca tecnologica. Un comitato tecnico dovrebbe governare l’evoluzione delle imbarcazioni, con l’intenzione di preservare gli elementi che caratterizzano l’attuale generazione: foiling e velocità.

E Napoli potrebbe non essere soltanto la sede del 2027. Alla domanda sulla possibilità che la città possa ospitare anche una futura edizione, ACP non ha assunto impegni, ricordando che la decisione spetterà al processo previsto dalla Coppa. Ma ha indicato Napoli come una località che potrà essere presa in considerazione, sottolineando la qualità delle condizioni di navigazione e gli investimenti infrastrutturali in corso.

Bagnoli, inoltre, avrebbe margini per accogliere un numero superiore di team rispetto a quelli attualmente coinvolti, pur non disponendo di spazi illimitati.

È forse questo il significato economico più interessante dell’operazione. L’America’s Cup 2027 non vuole utilizzare Napoli semplicemente come scenario. Vuole inserirsi nella trasformazione della città.

Da una parte Bagnoli, il paddock tecnologico della Coppa; dall’altra il Lungomare, lo stadio sul mare. In mezzo Napoli, che nel 2027 proverà a trasformare uno dei più antichi trofei dello sport mondiale in una leva di turismo, rigenerazione urbana e visibilità internazionale.

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