L’America’s Cup di Napoli 2027 si prepara a diventare non solo una sfida sportiva e industriale, ma anche un gigantesco acceleratore fiscale. È questo il vero cuore della notizia rilanciata da Il Sole 24 Ore: il Governo italiano ha deciso di introdurre un regime di tassazione ultra-agevolato per team, società e lavoratori stranieri coinvolti nella 38ª America’s Cup.

La misura, inserita nel Dl Fiscale 38/2026, punta chiaramente a rendere Napoli e l’Italia competitive rispetto ad altri hub internazionali che negli anni hanno ospitato la Coppa America. Il messaggio politico ed economico è netto: attrarre investimenti, know-how, tecnologie e occupazione senza frenare l’arrivo dei grandi player internazionali con il peso della fiscalità italiana.
Nel concreto, le nuove società costituite in Italia nel 2026 dai team partecipanti o dall’organizzazione saranno esentate da IRES e IRAP fino al 31 dicembre 2027, purché le attività siano direttamente collegate all’evento. Lo stesso varrà per le “stabili organizzazioni” create da soggetti esteri.
Il secondo punto, ancora più rilevante in chiave internazionale, riguarda le persone fisiche non residenti: i redditi percepiti dai professionisti stranieri impegnati nell’America’s Cup non saranno soggetti a IRPEF italiana. Per chi invece trasferirà la residenza fiscale in Italia, scatterà un regime super agevolato con imponibilità limitata al 35% del reddito.
Tradotto: designer, ingegneri, velisti, shore team, tecnici elettronici, esperti foil, media crew e manager potranno lavorare in Italia con un carico fiscale drasticamente ridotto.
Dal punto di vista della notiziabilità, il tema va oltre la vela. Napoli 2027 diventa un caso economico-industriale. La Coppa America viene trattata come una piattaforma strategica nazionale, al pari di grandi eventi globali come Expo Milano 2015. E il segnale al mercato è chiaro: l’Italia vuole evitare che i team operino da basi estere, incentivando invece la creazione di strutture operative locali.
Per il sistema nautico italiano — cantieri, service company, hospitality, logistica, tecnologia e refit — potrebbe essere uno dei più grandi moltiplicatori economici mai visti nel Mediterraneo.