Consuntivo dopo la prima tappa della Volvo Ocean Race

Si è conclusa ieri, con l’arrivo di Groupama 4 a Città del Capo, la prima tappa della Volvo Ocean Race che secondo le prime stime disponibili ha fatto registrare dati di ascolto molto alti. I dati provenienti da fonti di monitoraggio indipendenti, segnalano che la regata è stata seguita sulla stampa e sul web da media che hanno un’audience cumulativa potenziale di circa 4 miliardi di persone nel periodo fra l’apertura del villaggio di Alicante e la partenza, cioè dal 14 ottobre al 5 novembre. Questo dato è tre volte maggiore di quanto fatto registrare nello stesso periodo dell’edizione 2008-09. Il numero di articoli pubblicati da quotidiani e siti web sull’evento è cresciuto del 200%, con un significativo aumento anche nella qualità delle pubblicazioni e dell’audience raggiunta. Nel corso del periodo, inoltre, sono stati 711 i giornalisti accreditati ad Alicante, di 407 diversi media e provenienti da 44 paesi.

I dati di ascolto televisivi della regata di prologo la Iberdrola In-Port Race (del 29 ottobre) e della partenza della prima tappa (5 novembre) non sono ancora confermati, ma secondo i numeri parziali disponibili solo in Cina sono stati 146 milioni gli telespettatori che hanno seguito la regata sui canali locali (non in diretta). Grande incremento anche per il consumo di materiale video caricato su YouTube, negli ultimi tre mesi le visite per settimana sono aumentate di 18 volte e, a metà novembre il totale ha superato il 4 milioni, con un numero di abbonati doppio rispetto ad agosto.

Il canale Livestream della Volvo Ocean Race, lanciato il 29 ottobre, è diventato un’importante fonte alternativa di informazione audio e video  per il pubblico, con i suoi sette canali (uno per ogni team e uno generale della regata) tanto da far contare 1 milione di visite per la Iberdrola In-Port Race e la partenza della prima tappa. La Volvo Ocean Race ha avuto particolare successo sul canale internet e sui social media, grazie anche al materiale audio, video, fotografico e testuale inviato via satellite dai Media Crew Member imbarcati, grazie ai servizi e alla tecnologia forniti da Inmarsat e Thrane & Thrane.

Circa 283.000 visitatori unici, da più di 200 paesi, si sono collegati al sito ufficiale www.volvooceanrace.com durante il periodo in cui la regata ha fatto base ad Alicante (dal 14 ottobre al 5 novembre) con oltre 1.6 milioni di visite solo nella seconda settimana di novembre. Il maggior numero di navigatori, che in generale sono aumentati di più del 50% rispetto alla precedente edizione dell’evento, proviene da Francia, Spagna e Stati Uniti. Anche i social media, come Facebook e Twitter hanno rappresentato una piattaforma di comunicazione di successo: i fan della pagina Facebook sono aumentati di 26.000 unità dal mese di agosto, ossia del 60%, e oggi superano le 70.000 persone,  per oltre 5 milioni di post visti nell’ultimo mese. I follower su Twitter sono quasi raddoppiati (92.85%) da agosto con 4.5 milioni di messaggi sul social network, dall’inizio dell’evento.

La Volvo Ocean Race ha pure fatto registrare una crescita massiccia delle app per iPhone, iPad e Android tramite cui i fan restano aggiornati sull’andamento della gara. La app ufficiale è stata lanciata a fine ottobre, ma con più di 63.000  download ha triplicato i numeri della passata edizione. Per quel che concerne il Tracker (la cartografia online) le visite sono state in media 95.000 ogni giorno, con una media di 60 hit ogni secondo dalla partenza della tappa, mentre il gioco ufficiale ha visto la partecipazione di 83.000 giocatori in meno di un mese.

Il direttore della comunicazione della Volvo Ocean Race Jon Bramley si è detto molto soddisfatto dei risultati: ”Il nostro obiettivo è di riuscire a portare l’azione e il fattore umano della Volvo Ocean Race a un pubblico molto più ampio in tutto il mondo. La vela può essere uno sport molto tecnico, noi vogliamo renderlo più accessibile e mostrare attraverso tutti i media le capacità e il coraggio degli atleti che affrontano un evento sportivo estremamente duro e rischioso.”

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