DKB dallo sci alla vela

  La storia di Daniele Kazem Bek, a.d. dell’azienda di abbigliamento sportivo DKB. La mia famiglia ha dato il nome a una cima del Caucaso Ora anche alle tute da sci. E la montagna ritorna sempre.

Daniele Kazem Bek, amministratore delegato della DKB, azienda di abbigliamento sportivo, aveva due motivi per scegliere le sue iniziali per il nome della sua società: il primo è che «si ricorda bene, graficamente è corto ed è accattivante». L’altro è «utilizzare il nome dalla mia famiglia: i Kazem Bek». Ovvero una genealogia importante, perché il monte Kazbek, la seconda cima più alta del Caucaso, prende il nome proprio dalla sua famiglia e per l’imprenditore è motivo di orgoglio, nonché un ulteriore legame con le montagne e lo sci, la sua passione.

Dopo la laurea in economia, Kazem Bek segue un corso di marketing all’università di Riverside in California. Tornato in Italia, inizia la sua carriera professionale in un’agenzia di pubblicità e sponsorizzazioni come account executive. Nel 1994 s’iscrive a un master della scuola di direzione aziendale dell’università Bocconi di Milano. Poi è chiamato da un’azienda di abbigliamento tecnico sportivo per lanciare la licenza abbigliamento sciistico di Vuarnet. «Ho sempre avuto», racconta, «una vena imprenditoriale: aver seguito per otto anni il settore tessile mi ha dato l’input giusto per creare la mia azienda». Infatti nel 2004 fonda la DKB per produrre abbigliamento «che coniughi la tecnicità con lo stile per chi pratica vela, tennis, sci e golf».

L’azienda si articola in tre business unit: il marchio DKB legato al mondo dell’active wear, propone abbigliamento maschile e femminile, dedicato allo sci, la vela, il golf e il tennis. Il secondo settore è il corporate che si occupa di progetti per aziende terze, con la creazione di collezioni e linee di abbigliamento per merchandising o divise aziendali. L’ultimo esempio è la linea sportiva per i carabinieri: «Abbiamo voluto cambiare l’immagine formale dell’Arma per dare un tocco di stile e praticità ai loro vestiti». L’abbigliamento di DKB era stato scelto dai maestri di sci di 70 scuole: «Sono professionisti che lavorano tutto il giorno sulle piste e se hanno scelto le nostre tute significa che sono resistenti e comode». Da gennaio, inoltre, la DKB ha ottenuto la licenza ufficiale per l’uso della tecnologia e dell’etichetta Gore-Tex Windstopper, «sinonimo di tecnicità e affidabilità». Infine c’è il settore licensing, inaugurato con il marchio Budweiser, «per il quale creeremo articoli con il loro brand, destinati ai giovani tra i 25 e i 35 anni», specifica l’imprenditore.

Ma i capi DKB non sono solo per l’attività sportiva: si rivolgono anche all’abbigliamento di tutti i giorni. Per il futuro Kazem Bek punta a «consolidare il marchio in Italia e entrare nei mercati internazionali». Forti dei risultati più che positivi degli scorsi anni, «in controtendenza con il panorama attuale, abbiamo assunto nuovo personale» annuncia soddisfatto.

Kazem Bek è uno sportivo e per primo utilizza i prodotti della sua azienda. Il capo che indossa più spesso è un giubbotto da vela. «Mi piace che sia monocolore, non troppo rigoroso e con quella particolare cura nelle rifiniture e nei dettagli del tessuto che lo rende unico».

Che lo sport sia una passione e uno stile di vita è facilmente intuibile. Kazem Bek ha giocato a tennis a livello agonistico, è un appassionato di sci, pesca subacquea e da qualche anno gioca anche a golf.

In estate si sposta dai campi da sci al mare. «Mi piace moltissimo Simi, è un’isoletta del Dodecaneso tranquilla, dove posso fare immersioni o dedicarmi alla pesca subacquea». Accompagnando il tutto con una lettura avventurosa, come i romanzi di Clive Cussler, il suo scrittore preferito. Per spostarsi alterna lo scooter all’auto: «Percorro circa 80 mila chilometri all’anno per lavoro e la mia Audi A6 Avant è un prolungamento dell’ufficio, dove trascorro molto tempo». Magari nei lunghi viaggi può ascoltare la musica italiana che gli piace, come Eros Ramazzotti e Laura Pausini. Dopo tanto sport praticato e promosso, un po’ di relax.

FONTE Italia Oggi

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