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Fastnet, a finish line crowded | Sailbiz

Fastnet, a finish line crowded

Dopo 24 ore di calma, le barche hanno ripreso un buon passo e stanno arrivando a Plymouth con un flusso costante – tra mezzanotte e mezzogiorno hanno raggiunto il traguardo 50 yacht. In questa Rolex Fastnet Race ci sono stati degli arrivi molto ravvicinati tra i Volvo Open 70 e gli IMOCA Open 60, ma il più combattuto fino ad ora è stato quello delle prime ore di stamattina nella Classe 40, le cui cinque barche hanno tagliato il traguardo tutte nel giro di sei minuti e mezzo. Avendo detenuto il comando per maggior parte della regata, Tanguy de Lamotte ha conquistato una meritata vittoria a bordo di Initiatives – Alex Olivier (FRA) progetto Rogers con un margine di due minuti e mezzo sul nuovo Kiwi 40 Peraspera (ITA), a sua volta 30 secondo davanti a Red (GER), condotto dallo skipper Mathias Mueller von Blumencron, ex Editor in Chief della rivista Der Spiegel. 
Initiatives – Alex Olivier era stato superato da Peraspera all’altezza dell’ultimo promontorio al largo di Plymouth ed è stato solo grazie al bordo finale leggermente più a sud del frangiflutti di Plymouth che il team ha ripreso l’avversario. “Siamo riusciti a raggiungere la linea d’arrivo con un solo bordo ed è stato lì che ci siamo allungati e li abbiamo superati di nuovo,” ha raccontato de Lamotte. “Eravamo a poche centinaia di metri al traguardo. Quindi poteva succedere di tutto e potevamo entrambi vincere.”

Il Classe 40 Dragon (USA) condotto dallo skipper Michael Hennessy, che di recente ha partecipato con la sua barca alla Transatlantic Race 2011, ha completato il percorso 3 ore e 13 minuti dietro al leader di Classe 40, piazzandosi 12imo nella classifica di categoria.“E’ stato un finale appassionante,” ha dichiarato Hennessy. “E’ stata una regata impegnativa. Difficile soprattutto perché nessuno a bordo della nostra barca consoce le acque inglesi e una buona conoscenza locale era importante a partire da Bishop Rock. Poi ci sono stati un paio di cambi di leader e l’ultimo purtroppo per noi è stato sfavorevole.”

Hennessy partecipa attivamente all’equivalente americana della Rolex Fastnet Race, la Newport Bermuda Race. “E’ una bellissima regata, ma questa è molto più difficile sotto il profilo tattico. La puoi suddividere in otto sezioni e ciascuna ha degli aspetti unici. E’ stata una regata molto impegnativa dal punto di vista tattico e molto più combattuta di quello che pensavo. E’ la più bella regata che ho disputato fino ad ora.”

Nella notte, i leader in IRC 1 sono arrivati a Plymouth e sono stati accolti stamattina da una pioggia torrenziale. Per ora le barche francesi sembrano essere le favorite in tempo compensato con il familiare Grand Soleil 54 Codiam (FRA) di Nicolas Loday e Jean Claude Nicoleau davanti al Ker 39 Inis Mor (FRA) di Laurent Gouy.

Lo skipper di Inis Mor, Laurent Goyh ha dichiarato, “E’ stata una bella regata. Il passaggio dal Solent è stato rapido, ma è stato difficile raggiungere il Fastnet.” Goyh, la cui ultima Fastnet Race fu quella del 1997 a bordo di un maxi one-design Grand Mistral, ha detto di aver disputato un’ottima regata, nonostante il fatto di essere rimasto abbonacciato per mezz’ora a Bishop Rock, ma è deluso di non aver ottenuto un risultato migliore.

Quokka 8 (GBR) di Peter Rutter, campione inglese IRC, è arrivato alle 07:31:12 di stamattina in classe IRC2; la barca per quest’occasione fa parte di una flottiglia di sette yacht iscritti alla regata dalla compagnia di charter Sailing Logic. Rutter e Philippe Falle di Sailing Logic hanno regatato a bordo di Quokka 8 con un equipaggio di giovani velisti. “Siamo andati molto bene,” ha commentato Rutter al suo arrivo. “E’ stata una bellissima regata, come sempre per il Fastnet. La seconda notte è stata dura. Dopo Bishop Rock abbiamo visto sopraggiungere la flotta intera, ci siamo fermati e siamo riusciti a portarci leggermente più sottocosta rispetto alle altre barche e poi per fortuna ci siamo allungati di circa 4 miglia nel giro di circa un’ora e mezza.”

Poco davanti, ma in IRC 1, c’era lo Swan 42 Baraka Gp (NED) condotto dallo skipper Piet de Graaf e da un equipaggio composto per lo più da membri della sua famiglia. “Direi che abbiamo navigato bene, soprattutto nella prima parte della regata,” ha dichiarato il figlio maggiore Dirk de Graaf. “Abbiamo lavorato bene e il nostro tattico e navigatore si sono preparati con grande impegno. Al largo di Land’s End eravamo in buona posizione. Nel Mar d’Irlanda abbiamo incontrato delle condizioni difficili con 30 nodi di vento.”

Lo Swan 42 non è una barca progettata per le regate offshore, inoltre questa era la prima Rolex Fastnet Race sia per lo yacht sia per il suo equipaggio. Il team si era preparato a lungo per l’evento, regatando nel Mare del Nord e partecipando a varie regate di qualifica. “Abbiamo partecipato a qualche alcune regata d’altura prima d’ora, ma mai a un veneto di questo livello. Questa è sicuramente la più bella regata che ho disputato fino ad ora,” ha concluso Dirk de Graaf.

Per ora il meteo è dominato dall’alta pressione delle Azzorre che genera venti da nord sul percorso di regata. Nelle prossime 24 ore l’alta dovrebbe allungarsi e domattina si sposterà su un asse NE-SW esattamente nel mezzo del percorso, quindi fino a sabato ci sarà poco vento. Per le barche in coda, dunque, il finale sarà lento. Alle 12:00 BST odierne, 82 barche avevano completato la regata; circa 200 erano ancora in gara e 32 si erano ritirate.

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