News Oceano

Route du Rhum 2026, Clapcich e Beccaria: due italiani in Atlantico tra amicizia, tecnologia e ambizione

A Milano, nella sede di Mapei, Francesca Clapcich e Ambrogio Beccaria raccontano la preparazione alla Route du Rhum 2026. Due progetti IMOCA internazionali, due percorsi differenti e un obiettivo comune: affrontare in solitario una delle regate transatlantiche più impegnative al mondo. Tra scelte tecniche, gestione del rischio e ambizioni sportive, emerge anche una riflessione sul futuro della vela oceanica italiana.
Amici a terra, avversari nell’Atlantico

Mancano 39 giorni alla partenza della Route du Rhum 2026, prevista il prossimo 1° novembre alle 13.02 da Saint-Malo, con destinazione Guadalupa. Francesca Clapcich e Ambrogio Beccaria, protagonisti dell’incontro organizzato presso il centro Mapei di Milano, rappresentano due volti della nuova vela oceanica italiana: amici, avversari e protagonisti di progetti sportivi costruiti intorno a team internazionali.

Per Clapcich sarà la prima transatlantica in solitario a bordo di un IMOCA moderno, mentre Beccaria torna alla Route du Rhum quattro anni dopo un’edizione segnata da problemi tecnici e condizioni impegnative. Un’amicizia che non esclude la rivalità. Beccaria racconta come, durante una recente regata, i due si siano scambiati messaggi in piena navigazione, condividendo l’emozione di essere due italiani impegnati allo stesso livello della vela oceanica internazionale.


La Route du Rhum: il difficile equilibrio tra velocità e prudenza

La partenza dalla Bretagna rappresenta uno dei momenti più delicati della regata. Il traffico marittimo, le correnti della Manica e le perturbazioni autunnali impongono scelte immediate che possono condizionare l’intera traversata. «Non bisogna fare l’errore di bruciarsi troppo le ali, ma neanche quello di partire troppo tranquilli», spiega Beccaria. Il rischio è accumulare nelle prime ore un distacco impossibile da recuperare. Lo skipper ricorda l’esperienza del 2022, quando la rottura di una vela dopo appena due giorni lo costrinse a rivedere completamente la propria strategia. Una lezione che oggi considera fondamentale: prepararsi a ogni scenario, sapendo che l’imprevisto rimane una componente inevitabile della navigazione oceanica.
Clapcich condivide questa impostazione. Le prime 24 ore possono compromettere un’intera regata, ma la vera sfida sarà conservare energie sufficienti per attraversare l’Atlantico e sfruttare al massimo gli alisei.

Due IMOCA competitivi: la preparazione tecnica

La preparazione delle barche entra nella fase decisiva. Per Beccaria, reduce da un’intensa stagione di navigazione, il lavoro riguarda soprattutto l’ottimizzazione delle appendici e la gestione dei sistemi di bordo.

«Quando andiamo a più di 30 nodi, anche la minima imperfezione può far ventilare una di queste appendici», spiega.

Da qui la decisione di intervenire sulle superfici, apportare piccoli cambiamenti alle vele e valutare modifiche al centro di gravità.
Nessuna rivoluzione dell’ultimo momento, dunque. Le modifiche importanti richiedono collaudi e verifiche di affidabilità. L’attenzione si concentra piuttosto sulla gestione meteorologica, sugli allarmi e sul traffico marittimo, elementi decisivi quando si naviga da soli.

Francesca Clapcich

Atleti o marinai? Due modi di vivere il solitario

Uno dei passaggi più interessanti dell’incontro riguarda l’identità sportiva dei due skipper.

«Ho iniziato la mia carriera nella vela oceanica da atleta e mi sono dovuta un po’ inventare marinaia», racconta Clapcich,

che ha trasferito nell’oceanica il metodo di preparazione sviluppato durante la carriera olimpica.
Beccaria attribuisce invece un valore particolare alla capacità di adattamento. La navigazione in solitario gli permette di scoprire risorse personali che difficilmente emergerebbero in altre situazioni. «È una delle chiavi di questo sport: riuscire a stare bene anche quando tutto va male». Per entrambi, la gestione della vita a bordo diventa parte integrante della prestazione. Dormire, mangiare e muoversi in sicurezza su un IMOCA lanciato ad alta velocità sono necessità agonistiche, non semplici questioni di comfort.

Il futuro della vela oceanica italiana

Clapcich affronta anche il tema delle opportunità professionali per le nuove generazioni, soprattutto per le donne.

Ambrogio Beccaria

«Non voglio essere l’ultima. Vorrei essere una che apre quella porta per avere altre ragazze, soprattutto in Italia, che possano entrare in maniera molto più semplice e costruire le loro carriere». Beccaria invita invece a valutare lo stato di salute della vela oceanica italiana partendo dalle classi giovanili, non soltanto dai risultati dei professionisti.

Frankie e Bogi hanno infine affrontato il tema del costo crescente delle imbarcazioni e la riduzione della partecipazione italiana nella classe Mini rappresentano, secondo lo skipper, segnali da non sottovalutare. Fondamentale il ruolo degli sponsor. Il progetto di Beccaria coinvolge oggi 16 persone, mentre Clapcich parla di una struttura che supera le 24 unità, tra gestione, comunicazione e area tecnica.
Per entrambi, l’obiettivo va oltre la Route du Rhum: costruire progetti competitivi e sostenibili, capaci di guardare al Vendée Globe 2028 e di aprire nuove opportunità alla vela italiana.

Il lato umano: un espresso e una balena

Non mancano gli aneddoti. Clapcich racconta di aver trovato spazio a bordo per una piccola macchina elettrica da espresso portatile. Un lusso irrinunciabile, nonostante la continua ricerca di leggerezza: due caffè al giorno rimangono parte della sua routine.
Beccaria svela invece un’abitudine decisamente più singolare. A bordo degli IMOCA la visibilità verso prua è spesso limitata. Per questo, durante la navigazione, si ritrova a parlare con la balena che ha tatuata sul corpo, quasi a chiederle di proteggerlo dagli incontri ravvicinati con i cetacei.

Due piccoli rituali che raccontano il lato più intimo di uno sport nel quale, una volta lasciata la costa, anche gli atleti più preparati devono imparare a convivere con la solitudine e l’imprevedibilità dell’oceano.

15 January 2023, IMOCA Leg 1 Start in Alicante: 11th Hour Racing Team

Alla grande Mapei

 

Related Posts