Scuola vela ANS, un modello vincente per il futuro della vela

SailBiz ha intervistato in esclusiva Aldo Rinaldi, vicepresidente dell’ANS – Associazione Nautica Sebina con delega alla scuola vela, per capire se è possibile creare un modello virtuoso di scuola con cui generare ricavi e quindi come investire tali ricavi. Quello che emerge dall’intervista è che è possibile fare in modo che la scuola si autosostenga non solo dal punto di vista economico ma anche soprattutto da quello delle risorse dedicate allo sviluppo di questo sport. Nel caso dell’ANS poi questo si è tradotto anche in capacità di “sfornare campioni” e in opportunità per il territorio del Lago d’Iseo.Troppo spesso iniziative interessanti come queste non hanno la visibilità che meritano e rimangono “isolate” dalle Istituzioni e per questo motivo che SailBiz con piacere racconta la “case history” ANS.

SB: Dott. Rinaldi da quando l’ANS ha deciso di investire sulla scuola vela al fine di farla diventare fonte di ricavi?
AR: L’Associazione Nautica Sebina ha una storia molto lunga e la scuola vela ha da sempre fatto parte delle attività sociali. Negli anni passati l’organizzazione dei corsi era poco strutturata, spesso  lasciata al caso, e le attività procedevano solo grazie alla passione di qualche socio volenteroso,  con l’utilizzo di mezzi  piuttosto obsoleti. Il cambiamento ha avuto inizio una decina d’anni fa grazie alla lungimiranza dei Consiglieri Luca Porro, oggi Presidente del Circolo, e Angelo Glisoni, e alla fiducia che l’allora Presidente Cesare Quaggiotti seppe riporre in loro. Il primo passo importante è stato quello di rinnovare gradualmente il parco barche e di cominciare a dare ai corsi di vela una immagine più strutturata, per offrire alla clientela un prodotto di qualità ad un prezzo competitivo. L’impresa non è stata facile, vi ricordo che l’ANS è una Associazione Sportiva Dilettantistica che non ha fini di lucro, le disponibilità finanziarie sono sempre molto limitate e devono essere utilizzate con grande diligenza. La strada intrapresa ha portato subito buoni risultati ed in poco tempo si è potuto reinvestire per la crescita dell’attività. Il parco barche è stato rapidamente rinnovato e si è cercato di coinvolgere i giovani soci nell’attività della scuola.  Da allora la crescita è stata continua.

SB: Quale strategia avete avviato di promozione dell’ANS e della scuola?
AR: Ovviamente il rilancio della Scuola  aveva un obiettivo preciso, strettamente legato all’attività sociale che ha come scopo lo sviluppo dello sport della vela. Una scuola attiva è lo strumento per creare nuovi appassionati e di conseguenza futuri velisti e soci. Il successo è stato certamente legato al fatto di aver lavorato su più fronti, la clientela tipica del circolo era soprattutto cittadina, la nostra base sul Lago d’Iseo è facilmente raggiungibile da Milano, Bergamo e Brescia. Ci siamo così decisi ad aprire i nostri orizzonti, abbiamo lavorato sul territorio collaborando con enti locali e comuni del lago, ci siamo avvicinati al mondo della  scuola, e cosa molto importante abbiamo dato una forte spinta all’ambito sociale. Sono nate collaborazioni importanti, come quella con l’Associazione Sostegno 70 per i bambini diabetici, il Centro Psicosiciale di Rovato e le scuole dei Salesiani di Chiari e Sesto,  per la quale abbiamo organizzato corsi di vela. Nel 2009 abbiamo ospitato una trentina di ragazzi provenienti dalle tendopoli delle zone colpite dal terremoto dell’Aquila, per una settimana di vela e divertimento. Sono tutte attività che valorizzano la nostra immagine verso il mondo esterno e delle quali siamo molto orgogliosi.

SB: Quante le iscrizioni l’anno e per quali età? dall’avvio delle attività?
AR: Prima di operare il rilancio, la scuola faceva una cinquantina di allievi all’anno e i corsi erano organizzati sporadicamente nel periodo estivo. Da ormai tre o quattro anni ci siamo consolidati sui 400/500 iscritti a stagione, e anche in questi ultimi due anni di forte crisi non abbiamo subito flessioni.  I corsi per bambini e ragazzi sono  organizzati tutte le settimane da giugno a settembre, mentre quelli per gli adulti  vengono tenuti tutti i fine settimana da aprile a novembre. Il settore giovanile la fa comunque da padrone, oltre il 70% degli iscritti hanno età compresa tra i 6 e i 16 anni.

SB: Ci sono sponsor che si sono legati alla vostra attività?
AR: Niente sponsor, non è una scelta strategica, a dire il vero  non abbiamo mai impiegato troppe energie nella ricerca di sponsorizzazioni, ma  abbiamo sempre concentrato l’attenzione sulla nostra attività, crescendo con la consapevolezza di dover utilizzare solo le nostre risorse. Col senno di poi, ritengo sia stata una scelta vincente, la crisi di questi anni ha messo in forte difficoltà le società che finanziavano gran parte delle attività con i soldi delle  sponsorizzazioni, che sono poi venuti a mancare.

SB: Per la fornitura delle imbarcazioni vi siete legati ad un cantiere?
AR: Per il rilancio della scuola sono state fatte scelte molto coraggiose ed innovative, prendendo spunto dalle grandi scuole Inglesi e francesi. Abbiamo così deciso di abbandonare la vetroresina e di acquistare solo barche in polietilene, scelta che una decina d’anni fa poteva sembrare azzardata, ma che oggi riconosciamo come uno dei fattori del nostro successo. Così si è consolidata la nostra collaborazione con BoatTech  importatore del cantiere inglese RS Sailing, leader mondiale nella produzione di scafi in polietilene  realizzati con stampi rotazionali in tre strati (Sandwich). Le barche prodotte con questa  tecnologia risultano essere leggere e performanti  ma con una  robustezza impressionante. Per una scuola è un aspetto fondamentale, i costi di manutenzione vengono praticamente azzerati e la vita media delle barche è decisamente più elevata.


 


SB: Obiettivi futuri?
AR: Continuiamo sulla nostra strada restando  coi piedi per terra, il periodo socioeconomico che stiamo attraversando non è certo dei più favorevoli, ma il nostro obiettivo rimane sempre ben chiaro, dare a tutti coloro che lo desiderano la possibilità di avvicinarsi alla vela.

SB: Quanti diventano anche soci dell’ANS dalla scuola?
AR: Nei primi anni di successo della scuola vela ci siamo resi conto che il ritorno in termini di giovani che restavano al circolo al termine dei corsi era troppo basso, abbiamo così deciso di investire sui ragazzi, dando loro la possibilità di proseguire l’attività nelle squadre  giovanili, mettendo a disposizione barche, strutture e persone competenti in grado di seguirli, il tutto  a costi veramente contenuti.
I risultati sono cambiati drasticamente, e oggi sono molti i giovani che si innamorano di questo sport e che hanno la possibilità di continuare, di diventare soci del Circolo coinvolgendo molto spesso anche i genitori. L’ANS è oggi nei primi posti nella classifica dei Circoli italiani per numero di Soci Cadetti e Juniores.

SB: Come vengono investiti i ricavi della scuola?
AR: L’ANS con i guadagni della scuola vela mantiene una squadra agonistica giovanile tra le più complete in Italia con ben 4 classi e 30 ragazzi. L’agonistica sempre nella filosofia del rinnovamento spazia dall’ Open Bic passando per RS Tera e RS Feva per arrivare al 29er . I ragazzi coinvolti hanno da 8 anni a 19 e quindi la scaletta è completa, in tutte le classi ANS è presente a livello nazionale (anche con buoni risultati vedi Nulli nella squadra nazionale under 19 di 29er e Razzoli 5° al mondiale 2011 RS Tera Sport a Carnac) e sopratutto tutti i ragazzi fanno l’esperienza dei campionati internazionali (le classi non hanno selezione, le partecipazioni sono open). Altro dato positivo è veramente raro che in queste classi si perda scuola per fare le regate per la gioai dei genitori … forse un po’ meno dei ragazzi.

SB: L’economia del lago se ne è giovata della vostra attività?
AR: Certamente, l’interesse degli enti locali nei nostri confronti ne è la prova, col nostro lavoro difendiamo un territorio prezioso come quello del nostro lago, l’attività che svolgiamo consiste anche nell’organizzare eventi velici nazionali ed internazionali, e i nostri atleti portano attraverso le regate l’immagine del Lago d’Iseo in tutto il mondo.

Aldo Rinaldi (Vicepresidente ANS- Responsabile Scuola Vela)



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