Coppa America a un bivio: follia o format stile Uefa puntando sul marketing

Pubblichiamo articolo presente su Panorama Economy di questa settimana sui nuovi format della vela: I format dell’America’s Cup, Audi Med Cup e della LV World Series a confronto di Massimo Lucchese. I dati presenti sono stati elaborati dall’Istituto di Ricerca SportEconomy con il supporto della redazione di SailBiz

In attesa di capire chi vincerà la 33ima edizione dell’America’s Cup (in programma a Ras Al Khaimah, negli Emirati arabi uniti, il prossimo febbraio), nella sfida hi-tech tra il catamarano di Alinghi e il trimarano di Bmw Oracle Racing, la Coppa America in salsa araba si presenta come la più costosa di sempre. Gli addetti ai lavori stimano che entrambi i team, guidati da due tra gli uomini più ricchi del pianeta (lo svizzero Ernesto Bertarelli per Alinghi e l’americano Larry Ellison per BOR), spenderanno almeno 100 milioni di euro a testa, per una competizione che si svilupperà nell’arco di una sola settimana e al meglio delle due prove vinte. Una follia in termini, considerando il momento dell’economia mondiale, ma almeno Alinghi può contare, in quanto defender, sul supporto economico dell’emiro di Ras Al Khaimah, che coprirà tutti i costi logistici dei due equipaggi e buona parte delle spese della nuova avventura svizzera (solo il trasporto del catamarano a Genova con un elicottero speciale è costato 1.5 mln di euro).
La Coppa America, forte di 4.3 mld di contatti tv nell’ultima rassegna, è a un bivio: continuare a far lievitare i costi (chi vincerà potrà decidere regole nuove e anche la costruzione di barche ancora più veloci), ma questo porterà inevitabilmente a una diminuzione degli equipaggi presenti in acqua, o optare per una formula in stile Uefa/Fifa. Ovvero un numero allargato di team, date certe degli eventi (per due anni la Coppa America è rimasta “ostaggio” di cause e interpretazioni di regole scritte a fine Ottocento), un numero più allargato di concorrenti e l’apertura a idee marketing che svecchino l’immagine del trofeo sportivo più antico al mondo.

I costi della Coppa America, anche analizzando l’ultima rassegna non lascia dubbi in merito: è un affare per pochi e per magnati internazionali, che non hanno problemi a investire anche in corsa durante l’evento. E’ il fascino di questo format, ma anche la sua dannazione.
La 32ima edizione ha visto in prima fila per soldi investiti, Bmw Oracle Racing (125 mln), Alinghi (100 mln) e Luna Rossa (90 mln). Il mancato ingresso degli uomini di Ellison, nonostante il budget più capiente, fa riflettere su questa competizione, che, chiaramente, non lascia spazio a progetti come China team (20 mln), +39 Challenge (20 mln) e Shosholoza (25 mln). Troppo forte il divario per poter fornire ritorni valutabili agli sponsor e agli investitori.
Così facendo, però, la Coppa America si sta trasformando in un affare di famiglia per pochi eletti, anzi solo due, visto il programma prossimo di Ras Al Khaimah. Un progetto di 50 mln di euro, ribattezzato Fuxia challenge, dedicato solo al mondo femminile (la prima piattaforma per aziende interessate a investire nel pianeta rosa) e considerato tra le migliori idee di marketing sportivo degli ultimi cinque anni, nonostante l’interesse di Sportfive (agenzia di sports-marketing con il core-business nel calcio), si è arenato di fronte alla mancanza di una data e di una location fissata a priori, così come avviene abitualmente per il Mondiale o l’Europeo di calcio. Su questo progetto erano pronte a entrare banche e aziende di telefonia internazionale, giocando sul concetto innovativo di vela al femminile e su un design ideale per lo sviluppo del merchandising (sarebbe stata la prima banca con una grafica asimettrica sulle due fiancate dello scafo).

 

Alternative alla Coppa America? Per il momento molto poche. Procede il progetto di Bruno Troublé (tra i volti più noti del Circus della Coppa America) targato Louis Vuitton. L’idea-guida è scendere in acqua con due barche perfettamente identiche. Vincerebbe l’equipaggio più forte, non il mezzo. Il debutto di questo formato sportivo è avvenuto nella stagione in corso ad Auckland. Ci si riprova tra pochi mesi a Nizza (nel 2010 si parla già di una tappa, in Italia, a La Maddalena), ma già i “maligni” fanno notare che le barche messe a disposizione non hanno lo stesso assetto.
Sempre gli addetti ai lavori fanno notare che terminata la sfida all’ultima randa tra Bertarelli ed Ellison, tutti si dimenticheranno di questo nuovo evento e penseranno esclusivamente al trofeo delle Cento Ghinee. Di contro la LV World Series ha costi certificati per prova in area 250/500 mila euro (a seconda che si voglia solo partecipare o provare a vincere).  Potrebbe trasformarsi in un evento per nuovi equipaggi che sognano la Coppa in attesa di budget più cospicui.

L’unico format che può presentarsi come alternativa reale all’America’s Cup è la Med Cup. Un circuito di prove tra Mediterraneo e oceano Atlantico, in quattro diversi paesi europei, con il supporto marketing e di immagine di Audi (ben 5 mln di euro il budget stimato) e Adidas. Lo gestisce la World sailing management, “costola” velica di grupo Santa Monica (colosso iberico dello sports-marketing), coinvolge porti come Cagliari, Portimao, Alicante, Cartagena, Marsiglia e quest’anno (ha tagliato già il traguardo della terza edizione) nelle due classi previste (TP52 e 42GP) conta più di 15 imbarcazioni. E’ la MotoGp della vela, con costi che oscillano tra 1.5 mln (esempio di un budget di una barca top della classe 42) e 2.9 mln di euro (ipotesi di budget di un top team classe 52).

Per molti armatori è un livello molto vicino alla Coppa America, presenta standard di hospitality in linea con quelli della F.1 e del Motomondiale, e può contare su un media value di 23 mln di euro nei sei Paesi più importanti per la vela europea (Inghilterra, Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Germania), solo considerando il livello di impatto raggiunto dalla manifestazione tra tv e carta stampata, oltre a una diffusione televisiva in più di 75 nazioni.

www.sporteconomy.it

BUDGET DEI 12 TEAM COINVOLTI NELL’ULTIMA EDIZIONE DELL’AMERICA’S CUP (32ima rassegna/2007)
1)    BMW ORACLE RACING (USA): 125 mln (valori in euro)
2)    ALINGHI (SVI): 100 mln
3)    LUNA ROSSA CHALLENGE (ITA): 90 mln
4)    EMIRATES TEAM NEW ZEALAND (NZL): 80 mln
5)    MASCALZONE LATINO-CAPITALIA TEAM (ITA): 60 mln
6)    DESAFIO ESPANOL/IBERDROLA (SPA): 60 mln
7)    UNITED INTERNET TEAM GERMANY (GER): 50 mln
8)    AREVA CHALLENGE (FRA): 40 mln
9)    VICTORY CHALLENGE (SVE): 40 mln
10)    SHOSHOLOZA (SUD): 25 mln
11)    +39 CHALLENGE (ITA): 20 mln
12)    TEAM CHINA (CHI): 20 mln

Elaborazione dati Istituto di ricerca “Sporteconomy”

Tabella costi “top team” classe TP52/circuito Audi Med cup

  • Costi imbarcazione: 1.100.000 euro
  • Attrezzature: 200,000
  • Vele: 100,000
  • Spese varie: 90,000
  • Cosi spedizione su base stagionale (partecipando a tutte e cinque le prove):
    • Costi equipaggio: 923,000 euro*
    • la spesa principale è quella dei salari del team: 660,000 euro
    • Costi barca: 485,000 euro (di cui 200 mila euro solo per l’assetto)
    • Imprevisti: 24.250
    • TOTALE: 2.922.250 euro

Elaborazione Sporteconomy su dati Audi Med Cup

 

 

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