Il ministro Passera valuterà modifiche alla tassa di stazionamento

Passera sembra disposto a modificare la tassa di stazionamento che la manovra salva-Italia ha imposto alle barche di lunghezza superiore ai 10 metri “che stazionino in porti marittimi nazionali, navighino o siano ancorate in acque pubbliche, anche se in concessione a privati”. Dopo l’introduzione della tassa, riporta MF, “sarebbero arrivate gia’ 7 mila disdette di posti barca, delle quali circa un terzo da parte di diportisti stranieri”, spiega il presidente di Assomarinas Roberto Perocchio. Ma il dato potrebbe peggiorare, come specifica il presidente di Ucina (Confindustria nautica) Anton Francesco Albertoni: “stimiamo che nel complesso saranno almeno 20 mila le barche che diserteranno i porti italiani. Il che vuol dire perdere tra i 5 e i 7 mila posti di lavoro e un 20-25% di quel miliardo di euro di indotto che gli stranieri portano ogni anno con il turismo nautico”.

A conti fatti, significherebbe azzerare il gettito previsto dal balzello, che e’ di circa 200 milioni. Queste cifre sono state portate da Albertoni all’orecchio del ministro dello Sviluppo sostenibile, Corrado Passera, con il quale il presidente di Ucina ha avuto un colloquio a margine della Commissione lavori pubblici al Senato: “abbiamo riscontrato l’attenzione sul tema da parte del ministro, che e’ rimasto colpito dai dati che gli abbiamo fornito”. Passera ha rassicurato che valutera’ la situazione per cercare una soluzione condivisa. Secondo Albertoni l’unico punto di convergenza tra l’esecutivo e il comparto nautico e’ la trasformazione della tassa di stazionamento, “che nel gergo degli addetti ai lavori e’ gia’ stata ribattezzata tassa di soggiorno, in una imposizione fiscale sul possesso del mezzo”. Per Ucina soltanto in questo modo “si potrebbero garantire gli introiti all’Erario, perche’ diversamente il balzello sarebbe facilmente eludibile, con un gravissimo danno per tutto il settore.Da un governo tecnico come questo ci aspettiamo proprio che venga messa in pratica la soluzione tecnicamente piu’ conveniente per tutto il Paese”
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