La crisi? sentita e risentita, ma andiamo avanti

“La nautica come asset del sistema Paese”: tante volte abbiamo sentito che le coste italiane sono un patrimonio che il Paese dovrebbe rispettare, tutelare e accudire con investimenti seri. Ma le azioni degli ultimi Governi non hanno dato l’esito sperato, anzi hanno consentito di arricchire i marina dei paesi limitrofi. In Corsica ancora ringraziano per la tassa di stazionamento introdotta da Monti. In Italia porti vuoti, in Montenegro, Francia, Spagna e Croazia il tutto esaurito. Questa scarsa lungimiranza ha però messo in difficoltà anche quel sistema di piccole imprese che da sempre sono l’asse portate dell’Italia ma anche dell’eccellenza nella cantieristica nostrana. Per questo motivo SailBiz ha deciso di dare voce ad alcuni imprenditori del settore che  con coraggio stanno continuando a lavorare con dedizione e professionalità nonostante le difficoltà economiche. Per questa prima puntata abbiamo fatto qualche domanda ad Andrea Nappa titolare dell’azienda Falegnameria Nautica di Grosseto.

Andrea Nappa come nasce la tradizione di Falegnameria Nautica
Falegnameria nautica nasce a metà degli anni 90 quando lasciai Torino e il mio maestro/capo falegname (Aldo), per “andare in Toscana a lavorare sulle barche”. Dissi proprio cosi. Il percorso non è stato semplice ma nel 2001 decisi di aprire la ditta per conto mio e nel 2006 iniziai la collaborazione con Scarlino Yacht Service e Nautor Swan. La qualità richiesta e le potenzialità dei due nomi alimentarono energia e passione al lavoro, aziende come Magnino legnami, Sika,  ci permisero di crescere e migliorare. Oggi infatti, oltre mia moglie Anna che collabora e ottimizza le imbarcazioni alla consegna, c’è Pietro che sta portando a termine i suoi 5 anni di apprendistato ed Enrico che incomincia ora il suo cammino. Investire nei giovani lo ritengo indispensabile per creare solide basi per il futuro e mantenere vivo il mestiere che amo.

 

 

Quale è la tipologia di clientela di Falegnameria Nautica
Operando all’interno di un cantiere così quotato non ti nascondo che, a volte, mi faccio invidia da solo. Quando poi Sailbiz.it pubblica articoli dove vengono citate barche che fino a ieri erano a farsi belle da noi, la soddisfazione aumenta. Ho lavorato su Tarantella (Swan 001), Peak (65-001), la flotta degli Swan 45 che fino a pochi anni fa faceva classe, i nuovi Swan 60 (Gazprom, Vertical Smile), abbiamo rifatto la coperta e ripristinato gli interni del Formosa (Swan 1000). Per non parlare poi di Inti (Wally80), degli X-yacht e degli Hallberg Rassy. Per questo mi ritengo fortunato e grato a tutti i collaboratori con cui partecipo a questi progetti. Parliamo quindi di barche importanti fatte da cantieri di tutto rispetto che richiedono e pretendono sempre il massimo. Il nostro obbiettivo è di rispettare sempre l’originalità dello stile e del design dei costruttori che si differenziano proprio per la scelta dei particolari. Ci sono anche delle novità che spero di potervi raccontare presto.

In questi anni avete raccolto anche commesse “estere”
La Toscana è una meta amata da molti turisti stranieri che ormeggiano la propria barca qui per trascorrervi le vacanze o passano dalle nostre parti e approfittano per venirci a conoscere. Forse non è sempre così scontato ma i clienti stranieri sono il 50% del mio lavoro.

La vostra azienda ha risentito della crisi
Già, sentita e risentita. Sappiamo benissimo che numerose attività e settori che alimentano l’economia italiana stanno soffrendo molto più di noi e per questo vorrei stringermi a tutti quegli imprenditori e lavoratori che in questi anni stanno lottando per andare avanti. Nel mio piccolo noto comunque una netta riduzione dei lavori di manutenzione ordinaria, molte barche vengono lasciate deperire molto più di prima per poi dover ricorrere a spese maggiori, non giustificate,  per riparazioni o sostituzioni se non lasciate deperire sperando in una vendita. I preventivi vengono spesso trattati o ridiscussi anche in corso d’opera. Detto questo, non disprezzo e sono riconoscente a tutti coloro che in momento così difficile, ormai per tutti, danno lavoro ad aziende e operai. Aziende che oggi si trovano a dover sostenere costi sulla sicurezza ed ambientali sempre più alti alle quali non rinunciano. Operai che vedono il proprio salario sempre più insufficiente. Bisogna crederci ed andare avanti ma soprattutto fare le scelte giuste nel rispetto di tutti.

 

 

Share