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BMW Oracle cala gli assi

e adesso gli Amicus Curiae possono decidere le sorti della Coppa.

Tecnicamente Amicus curiae è un termine giuridico che, tradotto letteralmente, significa "amico della corte". Con questa espressione ci si referisce a chiunque, che non sia parte in causa, offra volontariamente informazioni alla corte su un aspetto della legge o su altre parti del caso, per aiutare la corte a decidere. Le informazioni possono essere racchiuse in un’opinione legale in forma di saggio su un argomento che riguarda il caso. La decisione sull’ammissibilità dell’informazione è a discrezione della corte.
La prassi è molto diffusa negli Sati Uniti dove spesso sulla stampa viene riportato il deposito di amici nelle corti di appello da parte di gruppi che non sono coinvolti nel giudizio. Le corti di appello, infatti, nel sistema giuridico statunitense, si devono limitare, dal punto di vista di analisi dei fatti, a quanto già discusso nella corte di primo grado durante il giudizio: per questo motivo gli avvocati si concentrano esclusivamente sui fatti e sugli argomenti che sono maggiormente favorevoli ai propri clienti. Tuttavia quando un caso potrebbe avere implicazioni non limitate alle parti, gli amicus curiae sono un modo di presentare alla corte le possibili ricadute della decisione, in modo che questa non dipenda esclusivamente da quanto portato alla luce dagli avvocati dalle parti.

La sentenza sul futuro della Coppa America è arrivata al terzo grado di giudizio che sarà anche l’ultimo. Subito dopo l’estate Vincenzo Onorato ha inviato un Amicus Curiae al giudice Cahn della Suprema Corte di New York a favore di BMW Oracle.

Pochi giorni fa Alinghi ha replicato con Amicus Curiae dei team che si sono iscirtti entro il 15 dicembre scorso alla 33°edizione della Coppa e nello specifico: i francesi di K-Challenge, i tedeschi dello Deutscher Challenger Yacht Club, gli italiani di Dabliu Sail Project e Italia e i russi di Russian Challenge, che hanno seguito le orme di Team French Spirit, Team Shosholoza, Green Comm Challenge, Argo Challenge, Ayre Challenge e della città di Valencia che avevano presentato analogo memoriale il 13 novembre.

Sembrava tutto pendere a favore del team svizzero e della SNG, ma stuzzicando il "can che dorme" sono scesi in campo i BIG. Infatti il 2 gennaio è inteventuo New York Club, lo Yacht Club che ha detenuto per ben 146 la Coppa America e successivamente il San Diego Yacht Club e San Diego Yacht Club Sailing Foundation, proprio lo Yacht Club che nel 1993 vinse la Coppa America contro "Il Moro di Venezia" di Raul Gardini. In quell’occasione il ricco imprenditore di turno era Bill Koch.

Il consenso a questo punto sembra pendere verso il Golden Gate Yacht Club di Larry Ellison, in quanto questi ultimi due interventi da parte di vincitori delle precedenti edizioni sembrano avere un peso notevole.

Come SailBiz vogliamo solo ricordare che la Coppa America nasceva come sfida tra yacht club anglosassoni che un giorno incontrarono la potente goletta America….e a distanza di circa 160 anni sembra tutto essere ritornato all’antico: Europa vs USA….ma questa volta non in acqua…in tribunale!!!

 

 

 

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