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Elica, focus sul concept costruito intorno all’armatore

Elica rafforza il proprio DNA: dal trading al refit, dal charter alle experience, un modello integrato costruito intorno all’armatore

Dalla selezione delle imbarcazioni alla personalizzazione sartoriale, passando per refit, charter ed experience: Bruno Dessì racconta la visione con cui Elica sta consolidando un modello di business integrato, costruito attorno all’armatore e alle nuove esigenze della nautica di alta gamma.

di Camilla Taviti


C
’è una differenza sostanziale tra vendere una barca e accompagnare un armatore. La prima è una transazione commerciale. La seconda è un percorso costruito sulla fiducia, sulla competenza e sulla capacità di immaginare un’imbarcazione non solo per ciò che è oggi, ma per ciò che può diventare.

È su questa filosofia che Elica, realtà nautica con sede a Olbia, nel cuore della Sardegna, ha scelto di rafforzare il proprio DNA. Non un cambio di rotta, ma il consolidamento di un know-how sviluppato negli anni e oggi tradotto in un modello di business integrato, in cui trading, refit, charter, experience e personalizzazione convivono all’interno di un’unica visione.

L’obiettivo è semplice quanto ambizioso: offrire agli armatori un interlocutore unico, capace di accompagnarli in ogni fase del percorso, dalla selezione dell’imbarcazione alla sua personalizzazione, fino alla gestione, alla valorizzazione e, quando desiderato, alla messa a reddito attraverso il charter.

Ne abbiamo parlato con Bruno Dessì, founder di Elica.

«Abbiamo scelto di rafforzare ciò che sappiamo fare meglio»

Negli ultimi mesi Elica ha definito con maggiore chiarezza il proprio posizionamento. Qual è la visione che guida questa evoluzione?

«Abbiamo osservato con attenzione il mercato e le esigenze degli armatori, comprendendo che oggi non basta più proporre un’imbarcazione. Serve offrire un progetto completo.

Per questo abbiamo deciso di rafforzare la nostra identità, focalizzandoci su ciò che rappresenta davvero il valore di Elica: la capacità di selezionare le imbarcazioni giuste, accompagnare il cliente nelle scelte e costruire un rapporto destinato a durare nel tempo.

La nostra crescita passa da qui.»

«Non vendiamo semplicemente yacht: costruiamo percorsi su misura»

Perché oggi un armatore dovrebbe scegliere Elica?

«Perché il nostro lavoro non si esaurisce nella vendita.

Acquistiamo direttamente le imbarcazioni, ne conosciamo la storia, valutiamo gli interventi necessari e offriamo all’armatore la possibilità di personalizzarle attraverso un refit studiato sulle sue esigenze.

A questo si aggiungono la gestione futura, il supporto tecnico e la possibilità di inserirle nel circuito charter durante i periodi di inutilizzo. L’obiettivo è offrire un servizio completo, con un unico interlocutore capace di seguire ogni fase del percorso.»

«Il refit è diventato parte integrante della nostra identità»

Il crescente interesse verso il refit non è soltanto una percezione del mercato. Le più recenti analisi internazionali indicano una crescita costante del comparto della manutenzione e della riqualificazione degli yacht, sostenuta dalla domanda di personalizzazione, innovazione tecnologica e valorizzazione delle imbarcazioni già esistenti. In questo scenario, il refit rappresenta sempre più una leva strategica per armatori e operatori del settore.

Quanto pesa oggi il refit all’interno del vostro business model?

«Incide quanto il trading. Oggi il nostro lavoro è diviso quasi equamente tra compravendita e refit, ma quest ultimo sta crescendo in modo esponenziale.

È una scelta che riflette anche l’evoluzione del mercato: sempre più armatori desiderano acquistare un’imbarcazione che possa essere reinterpretata, personalizzata e resa unica.

Il nostro compito è trasformare quella visione in realtà, costruendo un progetto sartoriale che valorizzi lo yacht e lo renda perfettamente coerente con le aspettative del proprietario. È questo uno degli elementi che oggi ci distingue.»

«La Sardegna può diventare un polo strategico della nautica, ma serve una visione di lungo periodo»

Lei vive e lavora in Sardegna. Quale futuro immagina per l’isola nel comparto della cantieristica e del refit?

«Le potenzialità sono straordinarie. La Sardegna è già oggi una delle destinazioni più amate dagli armatori di tutto il Mediterraneo.

Per trasformarsi in un vero hub del refit e della nautica servono però investimenti, infrastrutture, personale qualificato e servizi che consentano alle imbarcazioni di rimanere operative sull’isola durante tutto l’anno.

Credo che il futuro possa essere molto importante, ma richieda una strategia condivisa e una crescita strutturata.»


Una visione costruita intorno all
’armatore

Al termine dell’intervista chiedo a Bruno Dessì di riassumere Elica in tre parole.

Sorride e risponde senza esitazione:

«Affidabilità. Competenza. Cura dell’armatore.»

Tre concetti che sintetizzano un modello di business fondato sulla trasparenza, sul know-how e sulla volontà di costruire relazioni durature.

Perché il vero valore di uno yacht non risiede soltanto nell’acquisto, ma nella qualità del percorso che lo accompagna negli anni. Ed è proprio nella capacità di integrare trading, refit, charter, experience e personalizzazione in un’unica visione che Elica sta consolidando il proprio posizionamento, proponendo un modello di servizio completo, coerente e costruito attorno alle esigenze dell’armatore.

Più che vendere imbarcazioni, Elica sceglie di accompagnare chi il mare lo vive davvero: con competenza, responsabilità e una cultura del progetto che guarda al lungo periodo.

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