Gli italiani alla Transat Jacques Vabre 2013: 30 volte l’Atlantico a vela! Oggi finalmente la partenza

La TJV è per i francesi quello che per noi italiani può essere il Gran Premio di Monza, ovvero una manifestazione di livello mondiale, ma sentita in modo particolare nel Paese ospitante. E alla partenza della regata nel porto di Le Havre si parla quasi solo la lingua di Voltaire. Riveste quindi un ruolo speciale la presenza dei nostri velisti, che hanno sulle spalle la responsabilità di rappresentare l’Italia in una competizione affollata da campioni d’oltralpe.

E quelli che stanno per prendere il via dalle coste della Normandia sono fra i migliori campioni che possiamo vantare, con una grande esperienza in diverse categorie e ben 30 traversate Atlantiche in sei.

Fra i favoriti nella Class 40 troviamo in primis Gaetano Mura, su BET1128, un progetto tutto italiano nato dalla determinazione e dalla volontà del suo skipper, che grazie ad una preparazione specifica per questa gara e alla partnership con Sam Manuard, che ha disegnato la barca, potrà insidiare i numerosi campioni francesi. In coppia con Sam, Gaetano ha appena portato a casa un buon terzo posto alla Les Sables – Horta – Les Sables. Gaetano Mura è forse fra tutti gli skipper presenti a Le Havre quello che ha più dalla sua una lunga esperienza da navigatore, un approccio che ha distinto il suo rapporto col mare sin dalla più giovane età. Un ottimo complemento con Sam Manuard, che invece vanta una lunga esperienza agonistica sia su derive olimpiche, sia su barche da altura.

Poi, nella stessa Class 40 troviamo “Fantastica”, anche qui un progetto Made in Italy, con a bordo il pluri campione Pietro d’Alì, vincitore proprio alla Jacques Vabre 2007 in coppia con Giovanni Soldini. In questo caso d’Alì navigherà con Stefano Raspadori, anche lui veterano delle Transat (ne ha alle spalle addirittura 8!). Pietro ha esperienze vincenti sia nelle derive, con due partecipazioni alle Olimpiadi, sia nella Coppa America, dove ha militato per 7 anni, e infine nella vela d’altura, con regate competitive e difficili come “La Solitaire du Figaro” e la “Whitbread Round the World” (oggi Volvo Ocean Race).

Ci spostiamo alla classe Multi 50, trimarani da 15 metri, per incontrare Andrea Mura, fresco della vittoria alla Ostar, sempre attraverso l’oceano atlantico. Il cagliaritano è co-skipper su “Rennes Metropole / Saint-Malo Agglomeration”, barca del suo amico e compagno di navigazione Gilles Lamiré. Forte del suo grande talento come derivista e della recente, ottima esperienza nell’altura, Andrea sale per la prima volta su questi trimarani.

Nella classe Imoca 60, uno dei veloci e potenti monocarena si chiama Team Plastique, e a bordo ci sono Alessandro di Benedetto e Alberto Monaco. Dopo anni di regate con le derive olimpiche, oggi Alberto progetta di scafi da corsa sia per l’America’s Cup che per la Volvo Ocean Race, e vanta perciò una preparazione tecnica d’eccezione. Alessandro, che vive sull’oceano atlantico a Les Sables, in Francia, ha attraversato i mari di tutto il mondo prima su catamarani da 6 metri (con cui ha stabilito diversi record) e poi sui Class 60 Open, grazie alla partecipazione all’ultima Vendée Globe, gara massacrante intorno al globo terminata da undicesimo dopo mesi di navigazione contro i migliori skipper del mondo.

Nei giorni trascorsi in attesa che venisse finalmente confermata la data della partenza, i 6 campioni azzurri si sono spesso incontrati sulle banchine di Le Havre, in attesa di salpare attraverso l’Atlantico, in direzione di Itajaì in Brasile. Abbiamo visto Gaetano Mura e Pietro d’Alì in particolare consultarsi diverse volte e trovarsi davanti a un the caldo per una chiacchierata. Dice Gaetano: “Conosco Pietro da anni, prima di fama e poi fortunatamente di persona. E’ un velista eccezionale, conosciuto e stimato ancora più in Francia che in Italia: e visto il livello dei campioni francesi, questo spiega quale sia il suo talento. Detto questo, speriamo di fare qualche regata insieme in futuro, perché il suo talento umano e professionale sono valori che ritengo importantissimi”. E così d’Alì: “Con Gaetano ci siamo trovati subito bene, non solo per l’aspetto agonistico ma soprattutto a livello caratteriale. Siamo diversi e quindi complementari: dove lui è più aperto e sanguigno io sono invece riflessivo e pacato. Regatare insieme per qualche traversata importante sarebbe un’esperienza bella e sicuramente molto competitiva”.

Oggi finalmente prende il via la sfida in mare aperto. Le condizioni che gli equipaggi si troveranno ad affrontare saranno da subito dure, con tempo critico all’uscita dal canale della Manica e nel Golfo di Biscaglia. C’è dunque chi prevede una forte selezione già nel corso della prima settimana. Vedremo in giornata i piazzamenti per una battaglia lunga quasi 10.000 chilometri.

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