Oceano

I velisti VOR sudano per il caldo e per la tattica

Fa caldo a bordo dei sei Volvo Open 70 impegnati nella terza tappa e non solo per questioni meteorologiche, ma anche perché la gara tattica e strategica si fa sempre più rovente. Quando si entra nel quarto giorno di regata e mancano meno di 500 miglia allo stretto di Malacca, primo punto di svolta del percorso, la flotta è sempre compatta. Alla guida gli statunitensi di PUMA che difendono un esiguo vantaggio su CAMPER e Groupama e guardano con attenzione gli spagnoli di Telefonica, più a nord, veloci e pronti a sferrare il loro attacco. E’ un’affascinante gara tattica quella che stanno portando avanti le quattro barche al vertice della terza tappa della Volvo Ocean Race, mentre si avvicinano alla punta nord occidentale di Sumatra. Alle 7 GMT di oggi i battistrada di  PUMA Ocean Racing powered by BERG erano i più vicini al primo punto di svolta della frazione, l’isola di Pulau We che segna l’ingresso nelle acque dello stretto di Malacca e tuttavia, gli statunitensi si sentono tutto tranne che al sicuro. A manacciarli costantemente gli attacchi di CAMPER with Emirates Team New Zealand, secondo e dei francesi di Groupama 4 al terzo posto, come pure la strategia dei leader della classifica generale, gli spagnoli di Team Telefónica che sono rientrati in quarta posizione e stanno recuperando molto grazie a una posizione più a nord.

Lo skipper di PUMA, Ken Read si è comunque detto molto contento della prima piazza, pur ammettendo che l’incertezza delle prossime 48 ore crea qualche problema all’equipaggio. “E’ piacevole vedere il nostro nome in cima alla classifica. Al momento stiamo cercando di districarci fra i temporali, che sono dappertutto e credo che ci sentiremmo un po’ più tranquilli se non avessimo davanti a noi un posto come lo stretto di Malacca.” Il velista americano ha anche detto che malgrado tutto sia andato benissimo finora, il team si sta preparando per affrontare momenti difficili, con un potenziale scombussolamento delle carte nei prossimi due giorni. “Sfortunatamente tutto quello che stiamo facendo è ok, bellissimo, non siamo certo lenti in queste condizioni, ma anche le altre barche sono veloci e ci saranno altri stop and start fino alla fine. Odio fare sempre il pessimista, ma lo stretto provocherà il solito scompiglio e ci porterà su e giù parecchie volte.”

In seconda posizione, gli ispano/neozelandesi di CAMPER durante la notte hanno approfittato della loro posizione più settentrionale per ridurre la distanza, trasformando la separazione laterale in distanza tout court. Secondo il navigatore Will Oxley il tentativo di posizionarsi meglio rispetto a PUMA e a Groupama, è riuscito ma ha lasciato qualche preoccupazione per Telefónica, che ora si trova più a nord di tutta la flotta. “E’ una grande partita a scacchi, mentre ci avviciniamo a Sumatra” ha detto oggi Oxley in un collegamento radio con il quartier generale della regata ad Alicante “Volevamo usare un po’ dell’altezza che avevamo per coprire Groupama e possibilmente anche PUMA, con i francesi ci siamo riusciti ma con gli americani si sta dimostrando un po’ più difficile farlo. Contemporaneamente teniamo d’occhio Telefónica, che ora è 10 miglia più a nord. E’ una linea sottile, bisogna aspettare e vedere che succederà, ci sono ancora 480 miglia fino a Pulau We.”

Gli spagnoli guidati dall’olimpionico Iker Martínez, infatti, hanno seguito CAMPER nell’opzione settentrionale e hanno protetto la loro scelta che oggi sembra pagare, visto che la barca iberica è quella che sta ottenendo il maggior dividendo. Al rilevamento delle ore 10 GMT, Team Telefónica aveva recuperato quasi sette miglia sui leader di PUMA e tre ore dopo altre quattro miglia, mentre gli altri mantenevano la posizione o persino perdevano qualcosa. Un recupero che ha premiato la costanza degli spagnoli, che a causa di un problema tecnico nelle prime battute della tappa, sono stati costretti ad inseguire. Il navigatore Andrew Cape sostiene che la mossa attuata dalla barca azzurra non è stata una scommessa per poter ritornare in gara. “Eravamo dietro, ma ciò non ha influenzato la nostra decisione” ha detto “Sarebbe stata una opzione difficile da prendere se non fossimo stati dietro, se sei in testa non butti certo via miglia come abbiamo fatto noi andando a nord, 10 miglia perse. Era la cosa giusta da fare, le previsioni meteo erano orrribili. L’opportunità all’inizio ci ha causato qualche problema, ma ora a due giorni di distanza sta pagando. Potrebbe anche aver convinto altri a non fare la stessa scelta, ma noi eravamo consci che avrebbe dato buoni frutti e quindi ora siamo felici.”

Intanto i francesi di Groupama 4 mantengono la terza posizione, e anche una rotta costante leggermente più meridionale ma diretta, malgrado le condizioni difficili che i velisti stanno vivendo a bordo. “Stamattina siamo passati a un’andatura al lasco stretto, con una decina di nodi di vento appena. Abbiamo CAMPER e PUMA in vista” ha raccontato il Media Crew Member Yann Riou. “In coperta fa caldo, maglietta e shorts e anche se il sole picchia duro quando è alto, il caldo è mitigato dal vento apparente. Ma dentro la barca la temperatura è alta. L’aria circola a fatica e l’acqua è a 27 gradi quindi è come avere un riscaldamento sotto la chiglia…” Lo skipper Franck Cammas si è detto soddisfatto di essere nel gruppo, questa volta.  “Tutto bene, siamo nel gruppo giusto, stasera il vento sarà molto variabile e disturbato , ma fa piacere essere fra i leader. Ci piacerebbe essere più avanti, ma restare in contatto ci va bene.” Cammas ha anche speso parole di apprezzamento per la scelta degli spagnoli. “Adesso credo che la posizione di Telefónica sia eccellente, sono riusciti a creare un grande delta, specialmente in confronto a CAMPER, il che è sorprendente. Nelle prossime ore incominceranno a incassare.”

Con questa interessante battaglia per la leadership le previsioni meteo per le prossime ore diventano ancora più importanti. Secondo gli ultimi bollettini e l’analisi dell’esperto della Volvo Ocean Race, Gonzalo Infante, le barche sopravento dovrebbero cominciare a guadagnare quando l’aria supererà i 15 nodi, mentre con vento più leggero sarà PUMA a beneficiare potendo alzare la prua e camminare veloce. Telefonica dal canto suo potrà godere di maggiore pressione e di un angolo al vento più largo. A nord della zona iniziale dello Stretto si è posizionata un’area di convergenza, che creerà notevoli movimenti temporaleschi, quindi la flotta, nelle ultime 100 miglia dovrà vedersela e giocare con le formazioni nuvolose, con possibilità di grandi vantaggi o perdite. Le barche, infatti, pur separate anche solo di cinque/sei miglia potranno trovarsi a navigare in arie completamente diverse.

Anche oggi, al rilevamento delle ore 13 GMT, PUMA Ocean Racing powered by BERG salvaguarda la prima posizione, con un margine di 2,8 miglia su CAMPER with Emirates Team New Zealand, Groupama 4 si trova a poco più di 5 miglia dal leader in terza piazza. Forte di un nodo in più di velocità, Team Telefónica ha ripreso contatto e il quarto posto con 6,1 miglia ai danni di Abu Dhabi Ocean Racing, quinto a 20,6 mentre in sesta posizione sono ancora i cinesi di Team Sanya a 26,6 miglia.

Classifica provvisoria 24 gennaio 20120 ore 13 GMT (14 ora italiana):
1. PUMA Ocean Racing powered by BERG, 2.136,8 miglia da Sanya
2. CAMPER with Emirates Team New Zealand, +2,8
3. Groupama sailing team, +5,4
4. Team Telefonica, +6,1
5. Abu Dhabi Ocean Racing, +20,6
6. Team Sanya, +26,6

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