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Il primo Commodoro dello Yachting

  Il primo Commodoro nella storia dello yachting italiano viene creato nel 1981. Lo Yacht Club Costa Smeralda di Porto Cervo lanciava quell’anno la prima sfida italiana alla Coppa America con Azzurra, e nominava “Commodoro” il Comandante Gianfranco Alberini, già segretario generale del Club. Per oltre trent’anni da allora Alberini è stato uno dei protagonisti dello yachting internazionale: il suo nome è legato indissolubilmente a quello dello Yacht Club Costa Smeralda e alle regate che hanno portato il guidone del Club, e l’immagine di Porto Cervo, in tutto il mondo – dalla Sardinia Cup alla Settimana delle Bocche, dalla Maxi Yacht Rolex Cup al Veteran Boat Rally alla Swan Cup.

Il libro raccoglie “i ricordi” del Comandante Alberini, racconti di vita, retroscena e aneddoti narrati in un linguaggio semplice ed essenziale, dagli anni giovanili in Marina Militare – i comandi, le regate sulle barche della Marina, i resoconti di lunghe navigazioni intorno al mondo – fino all’arrivo a Porto Cervo alla metà degli anni Settanta, quando la sua vita diviene un tutt’uno con il Circolo fondato da S.A. l’Aga Khan nel 1967. Da allora e per oltre trent’anni il Commodoro Alberini ha guidato lo YCCS attraverso un succedersi ininterrotto di grandi successi sportivi e due partecipazioni del Club alla America’s Cup: oltre alla partecipazione di Azzurra alla Coppa del 1983, nel 1987 il Circolo di Porto Cervo rivestì il ruolo di “Challenger of Record”, cioè portavoce degli sfidanti, all’edizione di Fremantle, in Australia.

Splendide foto inedite documentano le vicende narrate.

Maria Luisa Farris, giornalista e scrittrice molto legata alla sua Sardegna, si laurea in archeologia a Firenze nel 1995. Comincia ad appassionarsi di storia dello yachting e di regate nel 2002, quando entra a far parte dell’ufficio stampa dello Yacht Club Costa Smeralda di Porto Cervo. Negli anni seguenti si occuperà, sempre per il Club, della comunicazione istituzionale e delle pubbliche relazioni, dedicandosi inoltre al recupero e alla digitalizzazione dell’importante archivio fotografico YCCS.
Testimone privilegiata degli ultimi anni dell’attività del Commodoro Alberini allo Yacht Club Costa Smeralda, attualmente collabora con varie testate e svolge attività di consulenza nel settore della comunicazione e del marketing dello sport.

Estratti:

“Ero stato a Porto Cervo per una regata, allʼinizio degli Anni Settanta. Durante la premiazione mi presentarono allʼavvocato Andrè Ardoin, che era uno dei quattro Soci Fondatori dello Yacht Club Costa Smeralda, creato pochi anni prima, nel 1967, da Sua Altezza il Principe Aga Khan. Parlando, gli dissi che stavo per lasciare la Marina. A Porto Cervo invece, mi disse Maitre Ardoin, sarebbero iniziati a breve i lavori di costruzione del porto, di un cantiere e di un nuovo edificio per lo Yacht Club, con lʼobiettivo di fare di Porto Cervo un punto di riferimento per il turismo e per la nautica. (….) Sarei stato interessato a prendere in considerazione l’idea di un trasferimento immediato in Costa Smeralda?”
(cap. IV, Destinazione Porto Cervo)

“L’11 settembre del 2001 erano in pieno svolgimento le regate di fine estate, e vi stava partecipando una folta flotta americana. Improvvisamente ci giunse la notizia dell’attacco alle Torri Gemelle. La televisione in Sala Blu trasmetteva in diretta le immagini della tragedia. Un silenzio irreale calò sulla Clubhouse, tutti ci radunammo in Club Lounge, molti cercavano di telefonare a casa ma le linee telefoniche con New York risultavano già interrotte. La notizia si era sparsa alla velocità di un fulmine e tutte le barche avevano fatto rientro in porto. Molti piangevano, attoniti davanti allo schermo”.
(cap. VI, Il Commodoro e l’attività internazionale)

Rientrato a Porto Cervo da Auckland a metà dicembre del 2002, Alberini creò un gruppo di lavoro volto ad approfondire le possibilità logistiche di una Coppa America in Costa Smeralda, e la volontà politica per questo compromesso: realizzare cioè le infrastrutture tecniche dei challengers nella zona dell’Arsenale della Maddalena, opportunamente ricostruita, mentre tutta la Gallura, con cuore a Porto Cervo, avrebbe offerto soluzioni per la logistica, l’accoglienza e l’hospitality agli sponsor, a stampa e visitatori. Tutte le strutture alberghiere e immobiliari della zona sarebbero state coinvolte.
(Cap. VIII, Una Coppa America in Costa Smeralda?)

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