Nella Capitale lo sport è d’oro

Il giro d’affari supera 3,2 miliardi. Ecco tutte le cifre. Abbigliamento, eventi, sponsorizzazioni, organismi privati e pubblici, ricavi da botteghino e scommesse. All’ombra del Cupolone il giro d’affari dello sport è un vero e proprio tesoro che vale oltre 3,2 miliardi di euro. A tanto ammonta la spesa generata dalle attività sportive ha spiegato Alberto Acciari, professore dell’Università degli Studi di Roma «Foro Italico». MF Sono diversi e strutturati i flussi di denaro che girano intorno allo sport. Secondo Acciari, i due filoni principali possono essere distinti tra la spesa pubblica e privata (pari a 454 milioni) e quella delle famiglie (oltre 2,7 miliardi). Nel primo caso, la fetta più grossa (280 milioni) è rappresentata dalla spesa delle aziende per le sponsorizzazioni e diritti televisivi. Seguono i grandi organismi come il Coni, le Federazioni sportive nazionali e il Credito sportivo con una spesa di 138 milioni. Di gran lunga inferiore, invece, il contributo degli enti pubblici, che mettono sul piatto solo 36 milioni, soprattutto il Miur e la Regione. Tutt’altro discorso, invece, il volume d’affari generato dalle famiglie: 2 miliardi 792 milioni, pari al 7% della spesa per i consumi alimentari, ha sottolineato il professore del Foro Italico. La parte del leone è rappresentata dalla voce abbigliamento e attrezzature che vale oltre 1 miliardo, seguono le spese per la pratica sportiva (810 milioni). Passando in rassegna gli altri settori, tra gli scommettitori è ancora alta la febbre da cavallo: nella provincia la spesa per i giochi ippici si attesta al 54% del totale (73 milioni su 133). Passando al botteghino, i romani spendono più di 40 milioni all’anno per assistere a eventi sportivi: in realtà si tratta soprattutto di partite di calcio (81,4% della spesa totale) un dato superiore alla media nazionale. Chi non ama il tifo da stadio, invece, sceglie lo sport in tv: la spesa delle famiglie si attesta a 248 milioni.
FONTE: MF

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