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Oggi il circuito Extreme40 era veramente EXTREME

Oggi, il terzo giorno di regate delle Extreme Sailing Series di Qingdao, e primo in formula ‘stadio’ dentro il porto, è stato caratterizzato da condizioni estreme. La giornata è iniziata con una debole brezza da mare, una nebbia intensa ma un caldo atipico che preannunciava l’arrivo del vento da terra. Così è stato infatti alle 14.00 ora locale (le 08.00 in Italia). Il vento è aumentato  molto rapidamente  e i grattacieli, che circondano l’ex villaggio olimpico, hanno contribuito a creare instabilità di direzione del vento, in un campo di regata già molto difficile e caratterizzato da un’alternanza di totale assenza di vento e raffiche improvvise  a 30 nodi. Nelle ultime due prove il comitato di regata è stato costretto a imporre agli equipaggi di indossare l’elmetto e ha vietato l’utilizzo del gennaker a bordo.
Nonostante tutte le precauzioni, ben quattro team, su undici in gara, si sono letteralmente ribaltati. La prima scuffia, la più drammatica, è stata quella di The Wave Muscat, con Torvar Mirsky al timone. Lo scafo sottovento si è ingavonato, la barca si è capovolta di prua, l’albero si è spezzato e il prodiere è stato portato in ospedale per accertamenti. Le altre tre scuffie sono avvenute nella quarta e ultima prova della giornata. Red Bull Extreme Sailing, Oman Air e GAC Pindar hanno a loro volta scuffiato senza danni per gli equipaggi, ma  tutte e tre le imbarcazioni hanno riportato danni.

La classifica generale dopo tre giorni e ben sedici prove disputate, vede Emirates Team New Zealand sempre al comando con 137 punti, Alinghi guadagna due posizioni e ora è secondo con 127 punti. Terzo in classifica è Red Bull Extreme Sailing a 125 punti.

Il Niceforyou Sailing Team, portacolori della Compagnia della Vela di Venezia, ha guadagnato una posizione in classifica generale ed è ora all’ottavo posto.

Alberto Barovier, skipper di Niceforyou, appena sceso a terra, ha raccontato: “Oggi è stata una giornata davvero impegnativa. Sembrava di regatare sul lago, ma con il vento che faceva salti di 30-40 gradi a intensità variabili dai 3 ai 28 nodi. In queste condizioni, con acqua completamente piatta, non si riesce a far “scaricare le vele” che mantengono sempre piena portanza, la prua degli scafi tende a ingavonare e il passo immediatamente successivo è il ribaltamento. Sono molto soddisfatto del mio equipaggio era la prima volta che navigavamo in condizioni così estreme. Abbiamo scelto di navigare in modo conservativo e abbiamo fatto bene. Siamo rientrati in porto senza aver fatto danni e con una serie di risultati positivi (2,6,6,5)”.


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