ISAF/FIV

Parla il vice presidente dell’ISAF

Il punto di vista di Alberto Predieri, vice presidente della Federazione Mondiale della vela. A qualche giorno dalla fine del Congresso Annuale ISAF a Busan (Korea), l’ufficio stampa FIV ha intervistato l’Avvocato italiano da 12 mesi ai vertici dell’ISAF.

D – Quali sono le principali novità che emergono dalla conferenza annuale ISAF 2009?

“La novità fondamentale e della quale pochi, a mio avviso, hanno compreso la portata, è rappresentata dall’ingresso nel Council (l’organo decisionale finale dell’ISAF) di un rappresentante della commissione degli atleti (Athletes Commission), di cui ho tra l’altro la responsabilità. Tutto ciò per il momento non in via definitiva e senza diritto di voto. Questa novità e ancora più le parole del Presidente, quando ha affermato che in futuro un rappresentante degli atleti potrebbe anche avere un posto nel comitato esecutivo (Executive Committee) e nel Council, sembrano indirizzare l’ISAF nella direzione delineata dall’ultimo Congresso Olimpico (Copenhagen, ottobre 2009). Attraverso le proprie indicazioni (ancora al vaglio del Comitato Olimpico Internazionale), il Congresso Olimpico ha suggerito tra l’altro che gli atleti debbano essere inclusi negli organi decisionali del movimento olimpico attraverso commissioni o altre posizioni che abbiano pieno diritto di voto.

Altre novità sono state: l’introduzione di una nuova clausola al Codice della Pubblicità (Adversting Code, ISAF Regulation 20) in base alla quale gli organizzatori degli eventi ISAF e di quelli facenti parte della ISAF Sailing World Cup potranno, con il previo accordo dell’ISAF, possono chiedere agli atleti di indossare pettorine (i cosiddetti bibs) così come avviene da tempo nella Coppa del Mondo di Sci; l’eliminazione della categoria 2 del Codice di Classificazione (Classification Code, ISAF Regulation 22) con effetto dal 1° aprile 2010; l’approvazione della submission relativa alla futura modifica, suggerita da questioni prettamente legali, del numero dei Directors (membri del consiglio di amministrazione) dell’ISAF; l’approvazione della submission relativa al diritto dell’ISAF di nominare i componenti dei comitati di regata degli eventi facenti parte dell’ISAF Sailing World Cup.”

D – Dall’alto della Vice Presidenza mondiale, dove sta andando la vela? Numeri, tendenze, realtà emergenti.

“Non mi piace l’idea di una Vice Presidenza ‘alta’. Il ruolo dei massimi dirigenti mondiali non può non prescindere e anzi deve partire proprio dal contatto con la base. La maggior parte del tempo che dedico all’ISAF lo passo, in coerenza con le mie responsabilità nell’ambito della federazione mondiale, a tenermi in contatto con la Commissione degli Atleti, con i rappresentanti delle classi internazionali (primariamente quelle olimpiche) nonché a tenere i contatti con le Nazioni della mia area geografica di competenza.

In un momento di crisi economica come questo è difficile prevedere dove stia andando la vela. Si può dire che il kiteboard, ammesso nell’ISAF lo scorso anno, sta avendo una crescita molto interessante. E che dire dei grandi eventi velici a diffusione mondiale quali ad esempio la Volvo Ocean Race la cui ultima edizione ha avuto uno straordinario successo. Oppure di eventi continentali quali l’Audi Med Cup o i vari circuiti Melges. In un contesto così complesso, poi, credo che l’ISAF Sailing World Cup si stia evolvendo in un ruolo che al momento è del tutto prematuro ritenere definitivo e quindi giudicare.

Per quanto riguarda la vela olimpica, sarà importante quello che la Commissione Olimpica (Olympic Commission) definirà nella propria relazione prevista per il Council di maggio 2010 e che dovrebbe delineare le linee strategiche degli anni successivi. Se approvata, la relazione costituirà il documento fondamentale al quale le future decisioni dell’ISAF in tema di vela olimpica (ivi incluse quelle in tema di ISAF Sailing World Cup) dovranno ispirarsi ed uniformarsi.”

D – Match race femminile. Una partenza al rallentatore e qualche dubbio sull’imbarcazione. Si è ritenuto necessario intervenire? E come?

“Credo che la disciplina non potesse avere miglior spot di quello della medaglia d’oro alle Olimpiadi di Pechino nei Radial, Anna Tunnicliffe, vincitrice dell’ISAF Rolex World Sailor of the Year Award 2009. Dopo essersi cimentata con successo nel match race, la Tunnicliffe ha infatti dichiarato di voler proseguire proprio in questa disciplina la sua campagna olimpica.

Non era pensabile che il match race avesse una partenza da lasciare tutti senza fiato. Credo ci siano margini di miglioramento ma al tempo stesso ritengo che l’ISAF stia facendo un ottimo lavoro.

Per quanto riguarda l’imbarcazione (Elliott 6 modified), so che il cantiere ha recepito le osservazioni degli atleti in merito ad alcuni dettagli: cito ad esempio la necessità di ampliare il campo di azione della barra del timone, prima d’ora limitato.

Il Comitato Match Race dell’ISAF ha dal canto suo recepito con attenzione i suggerimenti e le istanze di atleti, allenatori e Federazioni in merito al formato delle regate.”

D – Obiettivo “popularity”. Format tv più accattivanti per audience e sponsor. Quali sono i limiti e fino a che punto si ritiene di poter scendere a compromessi?

“L’introduzione della medal race nelle regate olimpiche ha certamente consentito alla vela di fare un apprezzabile ed apprezzato passo in direzione di una maggiore popolarità della vela. Questo però non ci può far dimenticare che è fondamentale che la vela abbia ancora maggiore e migliore visibilità. Che sia dunque popolare anche nel periodo compreso tra due giochi olimpici. È necessario avere un po’ di coraggio e affrontare con approccio positivo i cambiamenti che si presenteranno. A tal proposito, a Busan è stata proposta l’introduzione di un cancello a metà bolina con l’intento di migliorare la “televisività” delle regate. La decisione in merito è stata per ora rinviata, ma certamente l’idea verrà testata. Vederemo poi cosa dirà la predetta Commissione Olimpica in tema di possibili formati delle regate olimpiche.

Sono convinto che la vela debba essere capace di andare tra il pubblico e non aspettare che accada il contrario.”

D – Nuovi supporti tecnologici a disposizione: web, tracking system, virtual reality. Quanto è impegnata l’ISAF nella ricerca e sviluppo in questi settori?

“Anche se non si tratta del mio settore specifico, sono molto interessato all’argomento. A tal proposito, devo dire che ho trovato molto interessante “La rivoluzione digitale” (the digital revolution), la relazione di Sir Martin Sorrell al Congresso Olimpico. Confesso che a un non esperto in materia come me ha aperto un vastissimo orizzonte su tutto quello che riguarda le possibili scelte di comunicazione future.

L’ISAF è ben presente sul web. Si è tenuta al passo dei tempi entrando nei vari “fenomeni social” come youtube, facebook, twitter. Sta inoltre lavorando attivamente alla definizione degli standard tecnici relativi ai sistemi di tracciamento, così che tali sistemi possano poi essere utilizzati con maggior facilità in occasione degli eventi sportivi.”

D – ISAF Sailing World Cup 2009, un primo bilancio e … a quando una tappa in Italia?

“Con la consapevolezza che molto deve ancora essere fatto, credo che l’ISAF Sailing World Cup sia da considerare un successo. Forse non tutti ricordano, o non vogliono ricordare, che un anno fa questa manifestazione non esisteva e che essa è stata lanciata con risorse economiche limitate, per di più in un anno post olimpico e di grande crisi economica.

Perché dico che è stato un successo? Perché facendo un confronto con gli stessi eventi (e le stesse classi) di un anno post olimpico come il 2005, il numero degli iscritti è aumentato almeno del 30%. Questo significa che l’ISAF Sailing World Cup funziona, altrimenti non si spiegherebbe un tale incremento di iscritti.

Oggi la ISAF Sailing World Cup è un ‘cantiere aperto’ ed è importante che l’ISAF prosegua lungo la strada intrapresa prestando sempre maggior attenzione ai suggerimenti e alle critiche di atleti, allenatori, Federazioni ed esperti di comunicazione.

Uno degli elementi maggiormente dibattuti del 2009 è stata la mancanza di uniformità degli eventi dal punto di vista della documentazione (bandi e istruzioni di regata), della gestione delle regate, dei componenti le giurie e del branding ISAF. Nel corso degli ultimi mesi il Sailing World Cup Managment Group ha elaborato un bando di regata standard, lavorando su istruzioni di regata comuni agli eventi. Ha individuato liste di Ufficiali, Giudici e Umpires internazionali dalle quali gli organizzatori degli eventi dell’ISAF Sailing World Cup potranno attingere per le nomine. Si è investito sul miglioramento e sulla quantità dei materiali per il branding dei siti di regata e si stanno esaminando forme di distribuzione televisiva internazionale dei singoli eventi cercando di massimizzare l’interazione tra le varie piattaforme digitali.

Infine, il contributo strategico della Commissione Olimpica potrebbe, a mio giudizio, delineare un’ISAF Sailing World Cup con caratteristiche non necessariamente identiche alle attuali e, dunque, rendere possibile l’ingresso di nuovi eventi, anche in nuove Nazioni.”

Alberto Predieri è nato il 16 dicembre 1969 a Ivrea e vive a Milano con la moglie Susanna.
Conosce la vela nel 1982 su un Vaurien per passare quasi subito al 470, con il quale insieme al fratello Alessandro negli anni successivi raggiunge un discreto livello.
Tra il 1998 e il 2008 è: Segretario, Vice Presidente e infine Presidente della Associazione Internazionale della Classe 470.
Membro del Constitution Committee della Federazione Mondiale (ISAF) dal 2004, entra presto a far parte anche dello Strategic Working Party che si occupa della governance dell’ISAF e dell’Advertising Code Working Party.
Il 15 novembre 2008 è eletto Vice Presidente ISAF con competenza per l’area Central and South Europe e numerose responsabilità riguardanti: ISAF Sailing World Cup, Athletes’ Commission, Class Rules Sub-Committee, Equipment Committee, Equipment Control Sub-committee, ISAF Classes Committee, Multihull Commission, Olympic Classes Sub-committee e Technical Development.
Ha promosso le attività del progetto benefico “Vela Speciale”, un’iniziativa sostenuta dalla Fondazione Mariani, del cui Consiglio Direttivo è stato membro.
Laureato in legge nel 1994 all’Università di Milano, è partner dello Studio Legale Magnocavallo e Associati.

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