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PNRR Italia, Marevivo ULTIMA ORA: “Finalmente il mare entra nel piano nazionale”

Aggiornamento 27 aprile 2021

Soddisfazione dell’Associazione ambientalista, adesso si proceda all’istituzione di una Cabina di regia per il Mare. Marevivo apprende con soddisfazione l’inserimento di un capitolo dedicato al mare all’interno del PNRR, richiesta che era stata avanzata lo scorso marzo da Rosalba Giugni e Ferdinando Boero, rispettivamente Presidente e Vicepresidente di Marevivo, durante un intervento in audizione presso la Commissione Ambiente del Senato.


Come si legge nel punto M2C4 investimento 3.5 della Missione 2 Rivoluzione verde e transizione ecologica del PNRR “Ripristino e tutela dei fondali e degli habitat marini”: “Il piano sviluppato prevede interventi su larga scala per il ripristino e la protezione dei fondali e degli habitat marini nelle acque italiane, finalizzati a invertire la tendenza al degrado degli ecosistemi mediterranei potenziandone la resilienza ai cambiamenti climatici e favorendo così il mantenimento e la sostenibilità di attività fondamentali non solo per le aree costiere, ma anche per le filiere produttive essenziali del Paese (pesca, turismo, alimentazione, crescita blu).”

Siamo molto soddisfatti di questo risultato, finalmente il Mare entra nell’agenda di Governo, un passo fondamentale verso la sostenibilità ambientale” ha dichiarato Rosalba Giugni. “Adesso si proceda subito all’istituzione di una Cabina di regia per una governance del Mare: è dalla chiusura nel 1993 del ministero della Marina Mercantile con la sua Consulta, infatti, che le istanze legate al mare sono state divise in sette ministeri ed è mancata una vera politica integrata per l’ecosistema marino. Da allora Marevivo ha sollecitato ripetutamente i Governi che si sono succeduti affinché istituissero un organismo alla Presidenza del Consiglio, e questa è un’occasione unica per assolvere a questa mancanza”.

 

Roma, 26/04/2021_Marevivo

Riflettori accesi sul Pnrr dell’Italia. Il governo ha trasmesso al Parlamento il testo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che si inserisce all’interno del programma Next Generation Eu, il pacchetto da 750 miliardi di euro concordato dall’Unione Europea per rispondere alla crisi pandemica. A commentare il Pnrr dell’Italia l’associazione ambientalista Marevivo, che sottolinea: “Il governo ha aumentato gli investimenti sull’ambiente, ma mancano gli obiettivi della Mission Healthy Oceans, Seas, Coastal and Inland Waters, come se l’Italia fosse la Svizzera o l’Austria. Il mare italiano è un quinto di tutto il Mar Mediterraneo, rappresenta uno scrigno di biodiversità e produce il 3% del nostro Pil”.

Attraverso una nota, Marevivo ha sottolineato: “Sicuramente il cambiamento energetico rappresenta un passo fondamentale, ma non possiamo dimenticare che il mare, se in buona salute, produce più del 50% dell’ossigeno che respiriamo e assorbe il 30% della CO2 prodotta. Tutto questo è prioritario per combattere i cambiamenti climatici”.

Secondo quanto evidenziato dall’associazione ambientalista, “un importante capitolo è stato dedicato allo sviluppo dell’idrogeno, ma non è stato specificato che deve trattarsi di idrogeno ‘verde’: si tratta di un passaggio fondamentale che non può essere trascurato, lasciando la porta aperta a produzioni di idrogeno non in linea con la strategia europea”.

Marevivo ha avanzato delle proposte precise. In audizione al Senato, ha proposto “di digitalizzare la natura italiana, specie per specie, habitat per habitat compreso il mare” e “di istituire un sistema osservativo che ci mettesse in grado di tenere sotto controllo lo stato del capitale naturale, anche per verificare l’efficacia delle misure di sostenibilità. Nella digitalizzazione dei parchi c’è qualche brandello della proposta iniziale, ma assolutamente non sufficiente alle esigenze del nostro patrimonio naturale”. E non solo.

L’associazione ambientalista ha proposto anche “l’introduzione di biodiversità ed ecosistemi nei percorsi di formazione, dalle scuole materne all’università, per ovviare alla gravissima carenza culturale che affligge il nostro Paese. Di questo non c’è traccia, come non c’è traccia dell’istituzione di un istituto nazionale su biodiversità ed ecosistemi”.

Marevivo ha quindi sottolineato: “Questa occasione unica di cambiamento avrebbe dovuto vedere il trionfo delle nostre visioni: in realtà c’è ancora molto lavoro da fare. Marevivo torna a chiedere l’istituzione di una cabina di regia alla Presidenza del Consiglio per il mare che possa sviluppare una politica integrata che sostenga la valorizzazione di un ecosistema indispensabile per la vita dell’uomo sulla Terra”.

Si ricorda che il Piano italiano prevede investimenti pari a 191,5 miliardi di euro, finanziati attraverso il Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza, lo strumento chiave del Next Generation Eu. Ulteriori 30,6 miliardi sono parte di un Fondo complementare, finanziato attraverso lo scostamento pluriennale di bilancio approvato nel Consiglio dei ministri del 15 aprile. Il totale degli investimenti previsti è pertanto di 222,1 miliardi di euro.

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