Taiwan avanti al minimo

I sei team della Volvo Ocean Race si preparano per quella che sperano essere la loro ultima notte con condizioni di mare difficili, prima di liberarsi dalla stretta del mar cinese meridionale. CAMPER è sempre al comando, ma un nuovo waypoint definito dagli organizzatori, ha modificato la classifica provvisoria e ricompattato la flotta, ora tutta in poco più di 16 miglia. Abu Dhabi risale al secondo posto, Team Sanya è terzo, Groupama quarto. Seguono Telefonica e PUMA, protagonista di un forte recupero nelle ultime ore. E’ un procedere difficoltoso, quello delle sei barche impegnate nella quarta tappa della Volvo Ocean Race, complici le condizioni di vento, corrente e soprattutto di mare non esattamente ideali. La flotta sta facendo rotta verso est, di bolina e in un vento di circa quindici nodi, verso la parte settentrionale delle stretto di Luzon, dove tutti hanno deciso di puntare per uscire dal famigerato mar cinese meridionale. “Non vediamo l’ora di uscire da questo posto il prima possibile” ha detto Ken Read lo skipper americano di PUMA. “Ne abbiamo avuto abbastanza di bolinare.” Il team stelle e strisce che si è molto riavvicinato alla testa della flotta recuperando ben 30 miglia da ieri, come gli avversari sta cercando la soluzione migliore per navigare verso est in un sistema meteorologico difficile da interpretare e che si modifica di ora in ora.

Intanto gli organizzatori hanno definito e inserito un nuovo waypoint. Per assicurare l’accuratezza della cartografia, infatti, durante la quarta tappa si utilizzano tre waypoint per il calcolo della distanza al traguardo (DTF). Alle 8 GMT (le nove ora italiana) di oggi il primo punto sulla punta nord-orientale delle Filippine è stato sostituito da un secondo posizionato in prossimità delle isole  Poor Knights a nord di Auckland. Il waypoint 3 invece è vicino alla Tiritiri Matangi Island, ed entrerà in gioco quanto la flotta sarà più vicina ad Auckland nel tratto finale della tappa. Con questo cambio, le posizioni nella classifica provvisoria sono variate con Abu Dhabi Ocean Racing che è salito al secondo posto e Team Sanya al terzo, secondo l’ultimo rilevamento, mentre i francesi di Groupama sono scesi al quarto. Ma il terzetto è vicinissimo, racchiuso in un raggio di sole 2,4 miglia. Un ritorno sui primi che ha, ovviamente, reso molto felice lo skipper della barca cinese Mike Sanderson: “Siamo contenti della nostra posizione. Siamo partiti da Sanya con un piano, il salto a destra del vento ci ha dato una mano. Quindi tutto bene, siamo veloci e felici di essere qui. L’attraversamento dello stretto sembra molto complicato.” Il neozelandese ha anche spiegato che le scelte tattiche dei prossimi giorni non sono semplici da prendere: “Ci sarà da decidere quanto spingersi a est prima di far rotta a sud verso l’equatore, quanta strada si è disposti a percorrere in più e quanto spingersi a est. Al momento sembra dura, con angoli molto stretti, che in poche parole significa qualche giorno ancora di bolina o di lasco stretto.”

Secondo le previsioni, che stanno dando parecchio filo da torcere a navigatori e skipper perché difficili da interpretare e molto variabili, il vento dovrebbe calare in maniera significativa mentre la flotta si avvicina alla punta meridionale dell’isola di Taiwan e la maggiore sfida è concordare una strategia di controllo degli avversari con una lettura del meteo per i giorni a venire. A complicare ulteriormente le cose, i sei Volvo Open 70 hanno sentono in pieno gli effetti della corrente Kuroshio, detta anche “marea nera”. Si tratta di una corrente, simile a quella del Golfo nell’Atlantico settentrionale, che corre a nord-est fin oltre il Giappone e che crea un moto ondoso confuso e onde particolarmente insidiose. Un movimento costante che sta stancando molto gli equipaggi, soprattutto perché è molto difficile dormire in cuccetta o portare a termine altri compiti, e cucinare per i Media Crew Member. Durante il giorno le onde non sono difficili da vedere e da evitare, ma è nelle ore notturne, al buio che i timonieri devono far affidamento sulla loro sensibilità per evitare possibili rotture. Secondo lo skipper della barca battistrada, Chris Nicholson, le onde sono molto ripide e le cadute nel cavo pericolose. “Non è un grosso problema con la luce del giorno, perché si riesce a evitarle, addolcendo l’impatto, ma durante la notte è molto più difficile.”

Una situazione che è risultata evidente nel collegamento radio di oggi del Race Control di Alicante con Ian Walker, skipper di Abu Dhabi Ocean Racing, dove il rumore della barca a tratti copriva quasi completamente la voce del velista britannico. “Dobbiamo timonare “intorno” alle onde. E’ un postaccio, almeno per navigare di bolina. Speriamo che fra un centinaio di miglia questa situazione finisca e si possa liberarsene una volta per tutte. Sono felice che non ci siano 40 nodi, come avrebbe potuto essere. Ci aspettiamo che il vento cali di molto, ma spero che il mare si calmi prima, in caso contrario non sarà facile andare avanti.” Sono cira 100 le miglia restanti alla punta meridionale di Taiwan, e secondo il meteorologo della Volvo Ocean Race, Gonzalo Infante il vento potrebbe calare talmente tanto da costringere le barche a procedere a ritroso, se il moto ondoso non migliorerà. Infante ha detto che la flotta potrebbe impiegare altre 24 ore per raggiungere il mare delle Filippine, dove i team potranno tornare a navigare con maggiore velocità e in condizioni meno pericolose.

Al rilevamento delle ore 14 di oggi l’intera flotta è racchiusa in poco più di 16 miglia e solo 4,2 miglia separano il battistrada CAMPER da Abu Dhabi, in terza posizione a poco più di 5 è risalito Team Sanya, e Groupama 4 si trova a 6,6 miglia.  I due team che si erano tenuti più a nord, Team Telefónica e PUMA hanno recuperato strada e sono ora rispettivamente a 12,9 e 16,3 miglia. Tutte le barche navigano intorno ai dieci/undici nodi i di velocità con una quindicina di nodi d’aria.

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