Tutti contro Monti per tassa su barche, nasce gruppo FB

Gli “indignados” del mare hanno aperto una pagina sul social network per sottolineare l’impatto negativo delle misure. E’ stato presentato oggi alla Camera e seguirà il passaggio al Senato il decreto per le riforme strutturali. Come una mannaia arriva il colpo ad un settore erroneamente considerato di lusso, che dà lavoro a centinaia di migliaia di maestranze. Con la norma attuativa sulla nautica si rischia di agevolare i mercati concorrenti: Francia, Spagna, Grecia e Croazia. E’ giusto unire il Paese contro la crisi ma non mettere sul lastrico uno dei settori più importanti per l’economia italiana.

(TMNews) – La stangata sulle barche da diporto che si profila nel pacchetto economico del governo Monti ha prodotto l’immediata reazione di protesta di semplici diportisti e delle associazioni di settore come Ucina, Assomarinas e Assonat. Il timore, oltre al fatto che diventa  costosissimo possedere una barca di oltre 10 metri di lunghezza, è per la temuta ricaduta negativa sul turismo nautico: perché qualcuno  dovrebbe navigare in acque italiane e approdare nei porti nostrani se può farlo in maggiore economia altrove? Grecia, Croazia o Spagna, per esempio. Per questo è nata in tempo record un gruppo Facebook, “Gli indignados della nautica” con lo scopo di sensibilizzare il governo a una modulazione più realistica e razionale delle imposizioni. A questo proposito, un partecipante ha scritto: “Voglio ricordare che un 7,5 metri con due motori da 250 hp l’uno non paga niente. Che una vela di 12 metri recente da 250.000 euro paga come una vela di 10,10 di 30 anni dal valore di circa 20-30.000 (come una punto), totale 2.500 euro. L’equità dove sta?”. Per leggere gli altri interventi e cogliere gli umori dei  naviganti da diporto italiani si può raggiungere il gruppo su Facebook a questo indirizzo:
https://www.facebook.com/groups/200618390020944/ .
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