Un porto deve essere sempre un progetto integrato con la città

Il dialogo tra porto e citta’ in Italia e’ ancora piu’ importante che in altri Paesi: lo ha sottolineato oggi il presidente di Assoporti Francesco Nerli a conclusione del seminario nel corso del quale e’ stato presentato il ”codice di buone pratiche” per l’integrazione sociale dei porti, messo a punto dalla European Sea Ports Organisation. Dopo aver ricordato il rilievo economico della portualità, (435 milioni di tonnellate di merci imbarcate e sbarcate nei porti italiani, 48 milioni di passeggeri, compresi i crocieristi, oltre 77.000 addetti senza contare l’ apporto al prodotto interno lordo nazionale), Nerli ha evidenziato come la valenza economica degli scali marittimi non sempre viene percepito dalla generalità della popolazione.
(ANSA) – ”I porti – ha affermato – non costituiscono delle realtà estranee al contesto geografico e sociale in cui si collocano, non sono una realtà chiusa in se stessa ma aperta verso il contorno”. Il sistema dei porti maggiori, amministrati dalle Autorità Portuali e dagli altri enti quali le Aziende Speciali associate ad Assoporti, ha ricordato Nerli – ”è costituito da 39 porti marittimi, quasi tutti inseriti all’interno di città storiche e cresciuti in un percorso, talvolta secolare andato di pari passo con le città”. ”Per altro verso – ha aggiunto – proprio in Italia molto spesso, la percezione delle popolazioni rispetto agli insediamenti portuali non è positiva e proprio per questo motivo ormai da qualche anno, si stanno avviando iniziative tese al ripristino del dialogo tra città e porto”. Nerli ha citato alcuni esempi di apertura dei porti alla citta’: Bari, dove si è puntato ad una crescita del movimento crocieristico ed alla realizzazione di una stazione marittima con ampie porzioni aperte alla città; Napoli, dove tutta l’area portuale cui fanno capo i collegamenti con le isole e con località turistiche del Golfo di Napoli è aperta ai cittadini; Genova, dove vi è stato un processo di riconversione e recupero delle aree del porto antico; Trieste, dove e’ stata avviata un’ampia riqualificazione. E poi ancora, Venezia, Ravenna, Salerno, Palermo, Livorno. Tutti questi esempi, ha proseguito Nerli, e le iniziative in ambito Europeo ”confermano la bontà di questo tipo di attività, e l’opportunità, per quanto possibile, di ripeterle o di assumerne i contenuti in altre realtà. Per questo motivo merita un plauso particolare l’ESPO per aver raccolto queste esperienze nel codice che oggi abbiamo presentato e di cui faremo tutti tesoro nell’avviare nuove iniziative”.

Nerli si e’ poi soffermato su iniziative particolari come il progetto per facilitare la mobilità dei portatori di handicap fisici nel porto di Piombino o la predisposizione di posti barca riservati per i diversamente abili nel porto di Olbia, e ha ricordato che Assoporti è impegnata attivamente all’interno del Comitato per il Welfare della Gente di Mare che si occupa dei marittimi in transito nei porti. ”Anche queste azioni – ha concluso -, che peraltro trovano origine in convenzioni internazionali e che vedono a livello locale comitati locali in cui operano attivamente le Autorità Portuali nostre associate, rappresentano un ulteriore esempio di iniziative di rilievo sociale seppure a favore non del territorio ma di chi per la sua professione di marittimo trova nel porto il primo interfaccia nel momento di sosta della propria attività lavorativa”. (ANSA).

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