Ministero del Mare, perchè no?

Giornata del mare

Numerose sono le iniziative a sostegno della sostenibilità dei mari. In Italia questo dovrebbe essere il cuore di una politica di sviluppo, in considerazione degli 8 mila chilometri di coste che bagnano l’Italia.

Ora arriva un’iniziativa interessante in Italia, quella di ripristinare il Ministero del Mare, che una volta si chiamava Ministero della Marina Mercantile in Italia.

Una petizione al Governo per l’istituzione del Ministero del Mare. 

Lo scorso luglio la Francia ha nuovamente istituito, dopo trenta anni, un proprio Ministero del Mare,  per attuare la strategia marittima francese auspicata dal presidente della Repubblica, Macron. Si è letto che il ministero del Mare riunirà gli attori della crescita blu, dalle industrie navali ai porti e ai trasporti marittimi, compresa la pesca e l’acquacoltura, ma anche turismo, navigazione, energia marina o biotecnologia, nonché tutti i servizi associati.

 

A questo punto, dall’Abruzzo, la velista marsicana Susanna di Toro, armatrice, con Massimo De Filippis, di “Afrodite”, un’imbarcazione a vela con la quale – Susanna stessa – ha ideato un progetto chiamato “Afrodite sailinglife” che propone una navigazione ecosostenibile, imbarcando anche la veterinaria, Monica Gramenzi, ha oggi deciso di lanciare, tramite la piattaforma change.org e con il sostegno di Antonio Bufalari, avvocato specializzato in nautica da diporto e diritto marittimo, una petizione per l’istituzione anche in Italia del Ministero del Mare (http://chng.it/tP4kZKsgwh .)

 

Susanna ci dice il perché di questa petizione. “L’Italia – ci racconta – con le sue coste, i suoi mari e suoi territori, necessita di avere un Ministero esclusivamente dedicato al Mare, che possa affrontare in modo uniforme e coordinato la politica dedicata al mare, all’economia, al turismo e al lavoro che da esso ne deriva. Un’attività amministrativa e di indirizzo che possa preservare gli ecosistemi e le risorse naturalistiche marine, sviluppando un turismo sempre più sostenibile e che ponga l’Italia ed il suo Mare al centro del Mediterraneo e alle migliori rotte commerciali e turistiche.” Ed aggiunge “Ho deciso di presentare questa petizione non come associazione di categoria, ma da semplice cittadina e velista, come siamo tutti, amanti dell’Italia e del suo Mare e con tanta voglia di aver un interlocutore politico che possa finalmente valorizzare le nostre risorse nazionali, le nostre coste e il nostro Mare.”

“Speriamo di raccogliere – conclude Susanna – più firme possibili e l’appoggio di qualche Big del mare affinché si possa portare all’ attenzione del Governo l’esigenza che il settore marittimo abbia un interlocutore ministeriale qualificato e dedicato,!che possa trattare il mare come risorsa della nostra amata Italia”.