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America’s Cup Napoli: Mulino Caputo diventa la farina ufficiale

La tradizione della pizza napoletana entra nell’America’s Cup. Mulino Caputo è stata nominata Fornitore Ufficiale e Farina Ufficiale della Louis Vuitton 38ª America’s Cup, che porterà a Napoli la sfida per il più antico trofeo sportivo internazionale. L’accordo lega una delle imprese simbolo della città al programma della manifestazione, fino al Match previsto dal 10 luglio 2027.

L’azienda, fondata nel 1924 e con sede a San Giovanni a Teduccio, avrà un ruolo attivo nell’accoglienza di team, partner, ospiti e pubblico internazionale, contribuendo a portare nell’evento i sapori e la cultura gastronomica napoletana. Una presenza che affianca alla competizione sportiva la valorizzazione del territorio attraverso il cibo.

Per Caputo, le cui farine sono utilizzate da pizzaioli, panettieri e pasticceri nel mondo, la partnership offre una vetrina globale. Per gli organizzatori, rappresenta un tassello nella costruzione di un evento riconoscibile anche per il legame con la città ospitante.

«Vogliamo che l’evento celebri non solo la vela di livello mondiale, ma anche il meglio di Napoli», ha dichiarato Marzio Perrelli, amministratore delegato di America’s Cup Partnership, sottolineando il radicamento del marchio nella cultura locale.

«Diventare la Farina Ufficiale della Louis Vuitton 38ª America’s Cup ci permette di dare il benvenuto al mondo nella nostra città attraverso una delle sue più grandi tradizioni: il cibo», ha commentato Antimo Caputo, amministratore delegato dell’azienda. Secondo quanto dichiarato dal manager, Caputo è il primo mulino a diventare Fornitore Ufficiale nella storia della competizione.

L’intesa amplia così il coinvolgimento delle imprese del territorio nel percorso verso il 2027. Prima del Match, Napoli ospiterà la Louis Vuitton Cup per la selezione dello sfidante e un programma di regate ed eventi. Per il tessuto produttivo locale, la Coppa diventa anche un’occasione per presentare prodotti e competenze a una platea internazionale, collegando l’immagine del Golfo alle eccellenze che nascono sulla terraferma.

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