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America’s Cup la vera lezione di Luna Rossa: schierare la bravura di Maria Giubilei

C’è un risultato dentro il risultato nella vittoria di Luna Rossa a Napoli. E forse racconta qualcosa di ancora più importante dei 71 punti conquistati nelle fleet race e del successo nel match race contro Emirates Team New Zealand. È la scelta di Maria Giubilei, unica donna schierata nell’equipaggio senior tra le sei squadre protagoniste della Preliminary Regatta. Non una quota rosa. Non una scelta di immagine. Una scelta tecnica.

Max Sirena ha avuto il coraggio di fare una cosa apparentemente normale, ma ancora tutt’altro che scontata ai massimi livelli dello sport professionistico: scegliere la bravura. Su un AC40 ci sono quattro posti e ogni posizione pesa sul risultato. Luna Rossa ne ha affidato uno a Maria Giubilei, trimmer alle spalle di un fuoriclasse come Peter Burling, tre volte vincitore dell’America’s Cup.

E per capire perché quella scelta non debba sorprendere basta leggere il curriculum di Maria.

A maggio, nella Baia di Quiberon, Giubilei e Gianluigi Ugolini si sono laureati campioni del mondo Nacra 17, conquistando il loro primo titolo iridato assoluto dopo dodici anni di navigazione insieme. Maria arrivava inoltre da tre secondi posti mondiali e da tre titoli mondiali U24. Nel 2024 era già entrata in Luna Rossa e aveva vinto, da trimmer dell’AC40, la Puig Women’s America’s Cup di Barcellona; nel 2026 aveva aggiunto il successo Youth & Women della Preliminary Regatta di Cagliari. Napoli rappresenta però un passaggio differente. Maria non gareggia più soltanto contro le donne: viene scelta per regatare nella prima squadra contro i migliori velisti dell’America’s Cup. La stessa Giubilei, parlando del suo percorso, aveva raccontato quanto fosse emozionante lavorare quotidianamente in Luna Rossa e avere l’opportunità di navigare con campioni come Burling.

Poi è arrivato il campo di regata. Luna Rossa ha dominato le fleet race e battuto Team New Zealand nella finale. Maria era lì, nel cuore della macchina, chiamata a fare esattamente ciò per cui Sirena l’aveva scelta: far andare Luna Rossa più forte.

Maria Giubilei

Maria Giubilei e Margherita Porro, volti della determinazione

Ma c’è un altro aspetto che merita attenzione e riguarda il valore del brand Luna Rossa e, inevitabilmente, la sua capacità di rappresentare anche l’universo Prada.

Maria Giubilei e Margherita Porro stanno diventando due volti fortissimi di questa nuova generazione. Porro ha un curriculum altrettanto significativo: campionessa mondiale già nelle classi giovanili, mondiale ed europeo 29er, seconda al Mondiale U24 Nacra 17 e soprattutto co-timoniera dell’AC40 che ha vinto la Puig Women’s America’s Cup 2024. A Napoli è arrivata da timoniera di Luna Rossa Women & Youth e, alla presentazione degli equipaggi, era l’unica donna tra i nove skipper presenti.

Due ragazze differenti, ma accomunate da talento, personalità e credibilità sportiva. Ed è proprio qui che Luna Rossa possiede qualcosa che, dal punto di vista della comunicazione, può avere un valore enorme.

Per un marchio come Prada, che ha costruito parte della propria identità sulla capacità di anticipare i cambiamenti culturali anziché semplicemente seguirli, Maria e Margherita possono diventare una forma di comunicazione straordinariamente efficace. Non perché testimonial costruite a tavolino, ma proprio perché non sono testimonial: sono atlete che vincono.

Margherita Porro

La loro forza comunicativa nasce dalla credibilità. Dal casco, dalle regate, dalle partenze, dalle manovre a oltre 40 nodi. Dal fatto che Porro possa timonare un AC40 e Giubilei possa regolare le vele della barca di Peter Burling.

È una comunicazione che non ha bisogno di proclami sull’emancipazione femminile perché la racconta attraverso i fatti. La stessa Porro, alla vigilia delle regate napoletane, aveva sottolineato quanto fosse significativo vedere una donna su entrambe le barche di Luna Rossa e come il posto conquistato da Giubilei fosse il risultato del lavoro svolto.

Ed è forse questa la vera lezione di Luna Rossa.

Non mettere una donna in barca perché è una donna. Metterla perché è abbastanza brava da vincere un Mondiale Nacra 17, abbastanza preparata da conquistarsi un posto nel senior team e abbastanza forte da affrontare alla pari alcuni dei migliori velisti del pianeta.

Max Sirena ha osato. Ma soprattutto ha scelto.

E scegliendo Maria Giubilei ha dimostrato che la rivoluzione più efficace non è annunciarla. È far salire a bordo i migliori, uomini o donne che siano, e lasciare che sia il campo di regata a parlare.

A Napoli ha parlato chiarissimo.

Max Sirena (Team Director & Skipper – Luna Rossa Prada Team)

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