Creazione di un tavolo tecnico tra la regione e i consulenti del lavoro

Settore pubblico chiuso alle assunzioni, rilancio del lavoro privato snellimento degli enti pubblici e istituzione di un protocollo d’intesa tra il governo siciliano e il consiglio  provinciale dei consulenti del lavoro.L’incontro tra professionisti e rappresentanti regionali aprirà una nuova stagione di collaborazione . La creazione di un tavolo tecnico permanente tra la Regione Sicilia e i consulenti del lavoro consentirà di analizzare meglio gli scenari occupazionali al fine di adottare le giuste strategie. Il centro studi del consiglio provinciale dei consulenti del lavoro, diretto da Maurizio Adamo, ha infatti avviato un analisi sul territorio con il preciso obiettivo – ha spiegato il Presidente Carlo Maletta – di definire le strategie future per migliorare l’occupazione siciliana. Dall’indagine condotta su un campione di professionisti, apprendistato per molte aziende è la migliore tipologia di inserimento nel modo del lavoro, contratto d’inserimento è il rapporto lavorativo ancora poco utilizzato in un critico scenario occupazionale in cui la Sicilia sfiora il 13,9 per cento di tasso di disoccupazione, collocandosi agli ultimi posti nella graduatoria nazionale.

“ Stiamo assistendo a uno stillicidio di posti lavoro e di cessazioni di partite iva.- ha spiegato il Presidente dell’unione provinciale Ancl di Messina Mariano Giunta – Noi ci troviamo in una situazione in cui il sistema creditizio ha chiuso i rubinetti, gli enti pubblici ritardano nei pagamenti delle forniture di beni e servizi nonché degli appalti pubblici.”. “In questo critico scenario occupazionale – ha spiegato l’assessore regionale all’istruzione e
alla formazione Mario Centorrino – bisogna puntare con decisione al lavoro privato i cui settori chiave sono turismo, energie alternative e agricoltura. In questo nuovo scenario è indispensabile che imprenditorie consulenti del lavoro assumano un ruolo centrale per rilancio occupazionale”. Le mosse vincenti che possano contribuire alla definizione di una nuova cultura occupazionale coincidono con uno snellimento degli enti pubblici, e con la creazione di un amministrazione digitale. A spiegarlo Andrea Piraino assessore regionale alla famiglia e alle politiche sociali e del lavoro. “ Da non sottovalutare – ha continuato – il reperimento di risorse autonome e l’istituzione di un osservatorio permanente e una più
incisiva programmazione sulle questioni incentrate sull’occupazione”.

La speranza ha commentato la giornalista Katia La Rosa che il governo regionale in accordo con il governo nazionale possano puntare ad un migliore utilizzo delle risorse disponibili per incentivare l’occupazione a cominciare dai finanziamenti che arrivano dai fondi strutturali. Tra gli altri hanno partecipato i deputati dell’ars Nino Beninati , Franco Rinaldi, e l’onorevole Filippo Panarello, e il direttore generale di Italia lavoro Giuseppe Timpanaro

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