Nel percorso di avvicinamento alla America’s Cup, una delle partnership più significative è quella siglata tra Ferrarelle e Emirates Team New Zealand. Un accordo che unisce due realtà apparentemente distanti – un’azienda italiana profondamente radicata nel territorio e il team più vincente della vela contemporanea – ma che trovano un terreno comune nella sostenibilità, nell’identità e nella proiezione internazionale.

Una collaborazione già visibile in acqua
La partnership è già diventata concreta: la barca del team neozelandese, presentata ad Auckland, porta il logo Ferrarelle sulle vele. Un segnale immediato della centralità dell’accordo e della sua visibilità globale.
Non solo. Durante le prime fasi di collaborazione, il team ha scoperto un elemento tutt’altro che secondario: Ferrarelle è già presente sul mercato neozelandese. Una coincidenza che rafforza ulteriormente la naturalezza dell’intesa, dimostrando come il brand italiano abbia già avviato un percorso di internazionalizzazione coerente con il contesto della competizione.
Dalton: “Una collaborazione autentica, fondata su valori comuni”
A sottolineare il senso profondo della partnership è stato il CEO del team, Grant Dalton:
“La tutela dell’ambiente marino è centrale per noi. Allo stesso modo, un’azienda che opera nel settore dell’acqua deve avere la sostenibilità tra i propri pilastri. È da questa affinità che nasce una collaborazione autentica.”
Le parole di Dalton evidenziano un punto chiave: la relazione tra le due realtà non è costruita su logiche opportunistiche, ma su una coerenza strutturale tra identità e missione.

Pontecorvo: “Un progetto per portare il Sud su un palcoscenico globale”
Dal lato aziendale, Michele Pontecorvo ha ribadito la visione che ha guidato la scelta:
“Non abbiamo fatto ragionamenti di numeri o di volumi. Abbiamo scelto di esserci perché Napoli, la Campania e il Sud Italia meritano di essere protagonisti in un evento globale come l’America’s Cup.”
La sponsorship assume così un significato che va oltre il business: diventa uno strumento per dare visibilità a un territorio, portando un’identità locale all’interno di una delle competizioni più prestigiose al mondo.
Dalle vele ai mercati: una leva per l’internazionalizzazione
L’accordo con Team New Zealand si inserisce in una strategia più ampia di espansione internazionale. Tra le iniziative già avviate, Ferrarelle ha sviluppato una lattina celebrativa dedicata all’America’s Cup, pensata in particolare per i mercati esteri, con un focus sugli Stati Uniti.
Un progetto che si lega a investimenti industriali più ampi e alla volontà di utilizzare la competizione come piattaforma per rafforzare la presenza globale del brand.
Un legame che viene da lontano
La relazione tra Ferrarelle e il team neozelandese non nasce oggi. Come ricordato durante l’evento, Michele Pontecorvo e Grant Dalton si erano già conosciuti nel 2007 a Valencia, in occasione di una precedente edizione dell’America’s Cup.
Un dettaglio che contribuisce a rafforzare la narrazione della partnership: non un incontro casuale, ma un rapporto costruito nel tempo, che oggi trova una nuova espressione in un contesto globale.
Tra identità e ambizione
Nel complesso, la partnership tra Ferrarelle e Team New Zealand rappresenta un esempio di come le sponsorizzazioni sportive possano evolvere, trasformandosi in piattaforme integrate di comunicazione, sviluppo e posizionamento.
Da un lato, un brand che rivendica le proprie radici e il proprio legame con il territorio; dall’altro, un team simbolo dell’eccellenza sportiva internazionale. In mezzo, un progetto che unisce sostenibilità, industria e visione globale.
E proprio in questo equilibrio tra locale e internazionale si gioca il valore più autentico dell’accordo.
